Figlio di nessuno 1Primavera 1988: Travnik, Bosnia Erzegovina. Durante una battuta di caccia nelle foreste intorno alla città viene catturato un ragazzo selvaggio, cresciuto tra i lupi senza alcun contatto con il genere umano.
Il piccolo viene sedato per essere lavato e rasato senza scatenare la sua aggressività, poi è trasferito a Belgrado in Serbia dove gli assegnano il nome Haris Puciuriza e la nazionalità jugoslava.
Incapace di camminare eretto o di parlare, estraneo a ogni capo d’abbigliamento e particolarmente alle scarpe, Pućke, come viene soprannominato dai compagni, è accolto in un istituto per minori abbandonati dove rimane isolato nella sua incapacità a socializzare.
Le prime visite mediche con i lacci che lo legano al letto, reazioni coercitive del personale per proteggerlo dalla sua stessa violenza; il ragazzo viene ritenuto incapace di capire e apprendere alcunché, fino a quando l’incontro con Žika, un adolescente più grande di lui, non gli permetterà d’instaurare un dialogo aprendo il primo canale di comunicazione con un altro essere umano.
Figlio di nessuno 2
Il mito del bambino lupo cresciuto nella foresta ha stimolato fin dal XIX secolo la fantasia di scrittori e cineasti, generando capolavori letterari come Il libro della giungla di Rudyard Kipling e cinematografici come Il ragazzo selvaggio di Francoise Truffaut, ma Figlio di nessuno l’esordio alla regia del serbo Vuk Ršumović è più di un archetipo, s’ispira a fatti reali avvenuti e documentati in Jugoslavia negli ultimi anni dello Stato unitario prima della disgregazione.
Autore anche della sceneggiatura, il giovane regista nato a Belgrado nel 1975 realizza un’opera di forte rigore etico ed estetico, essenziale e senza una sola immagine o battuta superflua o fuori posto.
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Il quindicenne Denis Murić è straordinario nel ruolo del protagonista Pućke, alla sua prima esperienza cinematografica riesce perfettamente a dare corpo allo smarrimento e al terrore aggressivo dell’animale selvatico catturato, prigioniero di un mondo estraneo e sconosciuto; bravissimo a rendere credibile ogni stadio del percorso che il ragazzo lupo affronta alla conquista di una sua appartenenza al genere umano.
Un compito niente affatto semplice visto che in molti casi e in diversi momenti il rischio di scivolare nel ridicolo è dietro l’angolo, ma  l’interpretazione dell’attore e la direzione del regista evitano il pericolo anche quando il piccolo guaisce alla pioggia o ringhia contro un altro animale.
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Figlio di nessuno è un film sull’identità, sul bisogno di essere amati e di appartenenza al gruppo, un’opera che s’interroga su cos’è che ci rende umani e su cosa ci differenzia dalle bestie, non solo nella gratuita crudeltà di bambini coalizzati contro il diverso ma anche nella ferocia sanguinaria scaturita dall’ideologia.
Emblematica in questo senso la confusione di Pućke davanti allo scoppio del conflitto bellico che ha insanguinato i Balcani tra il 1992 e il 1995, mettendo uno contro l’altro vicini di casa che pacificamente avevano convissuto fino al giorno prima; incapace di comprendere le ragioni dello scontro il bambino si troverà in trincea, disorientato e impotente, con un fucile in mano ignorando i motivi che lo vorrebbero nemico di altri esseri umani.
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Vincitore della Settimana della Critica 2014 alla 71ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Figlio di nessuno ha raccolto numerosi premi ovunque è stato presentato nel mondo, da Abu Dhabi a Palm Springs, dimostrando sul campo la sua capacità universale di parlare al pubblico di ogni cultura e latitudine.
Fondata da Paolo Minuto a Reggio Calabria la distribuzione indipendente Cineclub Internazionale ha il coraggioso rigore, contro ogni consuetudine di massa, di proporre in sala il film in lingua originale sottotitolato, evitando quei doppiaggi che troppo spesso appiattiscono opere importanti penalizzandole fortemente rispetto alla versione originale1.
Figlio di nessuno 6
Figlio di nessuno è una forte emozione visiva finalmente disponibile anche per il pubblico italiano grazie all’importante realtà che le distribuzioni indipendenti rappresentano oggi nel nostro panorama culturale.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Strappato alla foresta / Solo in un mondo sconosciuto / Oggetto della curiosità degli altri
  3. L’amicizia tra Pućke e Žika / Žika interpretato da Pavle Čemerikić / Pućke e Ilke interpretato da Miloš Timotijević / L’allegria di Pućke, Žika e Alisa
  4. La straordinaria prova di Denis Murić nel ruolo di Pućke
  5. La straordinaria prova di Denis Murić nel ruolo di Pućke
  6. Isidora Janković è Alisa / Il regista Vuk Ršumović e il giovane Denis Murić / Pućke all’istituto / L’ombra del lupo
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    (© 2014 Art & Popcorn / Baboon Production / Kinorama / RTS)

In copertina:
L’esordiente Denis Murić è uno straordinario Pućke, ragazzo lupo (© 2014 Art & Popcorn / Baboon Production / Kinorama / RTS)

NOTE

1 Un recente esempio negativo è la scadente l’edizione italiana di Corri ragazzo corri di Pepe Danquart, interamente doppiato in italiano nonostante l’originale fosse in polacco con parti in tedesco ed ebraico, il film ha subito l’aggravante di una censura ideologica: una battuta irrispettosa, pronunciata da un ebreo incattivito dalla Shoah contro un crocifisso cattolico, in una delle sequenze finali è stata completamente stravolta nel suo significato.

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Ničije dete
  • Regia: Vuk Ršumović
  • Con: Denis Murić, Miloš Timotijević, Pavle Čemerikić, Isidora Janković, Igor Borojević, Hajrudin Bašić, Draginja Voganjac, Borka Tomović, Tihomir Stanić, Ljuba Todorović, Branka Šelić, Janko Gačić, Pavle Simović, Dejan Tošić, Emanuel Ajeti, Milutin Milićević, Zinaida Dedakin, Goran Šušljik, Bora Nenić, Ivana Zeče-vić, Marija Opsenica, Miodrag Jelić, Biljana Vučić, Mihailo Laptošević
  • Sceneggiatura: Vuk Ršumović
  • Fotografia: Damjan Radovanović
  • Musica: Jura Ferina, Pavao Miholjević
  • Montaggio: Mirko Bojović
  • Scenografia: Jelena Sopić
  • Costumi: Maja Mirković
  • Produzione: Miroslav Mogorović e Nikola Mirkov con Zoran Jancović per Art&Popcorn – Belgrado in coproduzione con Baboon Production – Serbia, Kinorama – Croazia e RTS – Canale pubblico Serbo – con il supporto di Film Center Serbia, Città di Belgrado e Ministero della cultura e dell’informazione
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Serbia, 2014
  • Durata: 97’ minuti