Ritmo e altezza sono – insieme al timbro, dirà Schönberg – gli elementi costitutivi fondamentali di una melodia riconoscibile. Il ritmo, in particolare, possiede però qualcosa di primigenio che viene percepito Paolo rizzo ringlike copertinacome più intimamente coinvolgente dall’ascoltatore.
Da questa osservazione prende le mosse “RingLike”, ultimo lavoro discografico del chitarrista e compositore catanese Paolo Sorge in uscita con l’etichetta Improvvisatore Involontario. Tutte le composizioni contenute nell’album si basano, infatti, su forme o elementi compositivi “ciclici” di natura prettamente ritmica; questo fa sì che l’ascoltatore si trovi avvolto in un’atmosfera ipnotica, in uno stato di trance indotto dalle composizioni di Sorge.
La ciclicità si manifesta sia nella macroforma come nel dettaglio. Retrò ad esempio possiede una forma simmetrica: una marcetta – sbilenca e ironica che vorrebbe diventare un valzer – lascia posto dapprima ad uno swing mingusiano e ad un tempo latino, per poi tornare sui propri passi. Il tema di Divergenze è basato su due loop dal carattere nervoso e scattante. Se in Nuevo la ciclicità delle frasi si deve giostrare fra metri dispari e conduzioni imitative dei fiati, è in Slonimsky’s Domino – classico del repertorio sorgiano – che la sovrapposizione di diverse sequenze esplode definitivamente.
Paolo sorge foto ferdinando rizzo pinna
La scrittura di Sorge è molto raffinata e attinge la propria ispirazione a diverse fonti. Il cool jazz di Gil Evans costituisce la base di un’orchestrazione fatta di blocchi sonori alternati a episodi contrappuntistici, ma si ritrovano elementi che provengono ora dall’Africa ora dalle avanguardie del Novecento. A fare da contraltare a una scrittura così sofisticata stanno altrettanto sofisticati solisti. Carlo Cattano, che si divide tra flauto e sassofono soprano, si scatena in Treduenove e dialoga con il clarinetto basso di Gaetano Cristofaro su Slonimsky’s Domino in un incontro/scontro ricco di battimenti e urti. Marco Caruso e Sebastiano Bell’Arte, rispettivamente al sassofono contralto e al corno, sono solisti che esprimono quella forza necessaria a produrre leggerezza ed eleganza. Alberto Fidone e Peppe Tringali costituiscono una sezione ritmica stabile, di lungo corso, necessaria a sostenere la complessa impalcatura polimetrica. Fidone in particolare riscopre la sua formazione classica facendo cantare il suo contrabbasso, suonato con l’arco, in Idea Due.
Come solista Sorge, infine, possiede un suono molto riconoscibile: asciutto e deciso, snocciola frasi ora ricche di staccato, ora gonfie di spire e volute che si avvolgono su se stesse.
I-musicisti-in-sala-di-incisione
Per chi conosce la produzione di Paolo Sorge “RingLike” giunge come un naturale punto di arrivo. L’interesse per i cicli ritmici sovrapposti è un elemento tipico della sua poetica musicale già da tempo. Eppure non bisogna considerare questo interessante lavoro come una meta ma piuttosto come una stazione: non è certo un caso se l’ultima traccia dell’album si intitola Intro.

Didascalie immagini

  1. Paolo Sorge, RingLike, copertina del disco
  2. Paolo Sorge (© foto Fernando Rizzo Pinna)
  3. I musicisti in sala d’incisione

In copertina:
Paolo Sorge fotografato da Ferdinando Rizzo Pinna
[particolare]
(© foto Fernando Rizzo Pinna)

Tracklist
1) Idea Uno
2) Idea Due
3) Nuevo
4) Retrò
5) Treduenove
6) Slonimsky’s Domino
7) Divergenze
8) Intro

Personnel:
Paolo Sorge: composizione e chitarra elettrica
Carlo Cattano: flauto, flauto contralto, ottavino, sax soprano
Marco Caruso: sax contralto
Gaetano Cristofaro: clarinetto basso
Sebastiano Bell’Arte: corno
Alberto Fidone: contrabbasso
Peppe Tringali: batteria