Guardare all’Asia per essere rapiti dai suoi differenti approcci estetici e ricercare così nuovi sentieri alla creazione. Da sempre in voga, questo amore dell’Occidente per l’Oriente acquista un approccio quasi sistematico nel Novecento, influendo su molti dei grandi nomi della nostra scena moderna e contemporanea. Da Artaud che inneggia alle danze balinesi per un rinnovamento dell’attore, allo yoga passato da Ruth St. Denis a Martha Graham, dall’aikido scelto da Steve Paxton come modello per la sua contact improvisation, solo per citarne alcuni ma la lista sarebbe molto lunga.

Una visione che non pone barriere nette tra ciò che è teatro da ciò che è danza, la possibilità data all’interprete di vivere al contempo l’essenza del maschile e quella del femminile, la precisione di ogni singolo gesto che nasconde un codice preciso, tutto ciò fa dell’Asia, e delle sue forme di spettacolo tradizionale, il fratello a cui rivolgersi per carpire segreti e formule di rinnovamento.
In quest’ottica leggiamo la volontà del Festival Fabbrica Europa, votato all’incessante ricerca del nuovo, di aprire la sua XXII edizione con la prima europea dello show del sorikkun Lee Hee-moon, professionista del canto tradizionale coreano che mescola suggestioni pop a sapori antichi. Così in ZAP il virtuoso Lee Heen-moon ha fatto rivivere alla Stazione Leopolda di Firenze gli antichi generi vocali coreani del Gyeonggi Minyo e Pansori, insieme alla sua compagnia di musicisti, cantati e danzatori.

Diretto dalla coreografa Eunme Ahn, questo spettacolo miscellaneo, come suggerito dallo stesso titolo, usa quale vettore principale le melodie del canto tradizionale coreano evocando nella sua prima parte le vicende della travagliata storia d’amore di Chunhyang e nella seconda esalta le bellezze naturali della Corea da alcuni episodi del Heungbu-jeon. Se nella prima parte emerge un senso lirico e evanescente, grazie all’orchestra di strumenti tradizionali e suggestivi effetti video e gesti che accompagnano la narrazione, la seconda parte, invece, esplode letteralmente tra luci disco, musica elettronica e divismi da pop star. Abbandonate le lunghe gonne e le flessuose movenze coi grandi ventagli, avvolte piumati alla Zizi Jeanmaire, Lee Hee-moon indossa occhiali da sole e attillate giacche per scatenarsi assieme al suo coro in balli di gruppo, tra twist e sfrenate cavalcate, che richiamano subito alla mente Gangnam Style di PSY, il video musicale da miliardi di click e condivisioni, parodia dell’omonimo quartiere cool di Seoul.
Qui folk e pop culture si fondono in un piacevole spettacolo che trasforma l’antica figura del cantastorie sorikkun in un divo pan-gender avvezzo al cabaret e alle impennate di bacino, ricordandoci che forse il segreto per una tradizione sempreverde è quello di viverla in osmosi con l’oggi.

Altra punta del focus asiatico è stato ritorno di Sang Jijia, protagonista del progetto internazionale voluto da Fabbrica Europa e che ha coinvolto per l’Italia la Fondazione Milano Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, Spellbound Contemporary Ballet e Marche Teatro – Danza alle Muse e per la Cina il Bejing Dance Festival e il Guangdong Dance Festival. Si tratta di Pa|Ethos, nuova creazione di questo coreografo cinese di origini tibetane presentata in prima assoluta al Teatro Era di Pontedera. Ad interpretare questo lavoro doppio, ispirato ai concetti aristotelici di Pathos ed Ethos oltreché all’arte plastica italiana e classica, sono stati gli allievi del Corso di Teatrodanza della Civica Scuola Paolo Grassi di Milano e Spellbound Contemporary Ballet.
Passato come danzatore dalla Guangdong Modern Dance Company e dalla City Contemporary Dance Company di Hong Kong, Sang Jijia approda in Europa come protegé Rolex militando al seguito di Forsythe, prima come studente, poi al Frankfut Ballet sino a diventarne assistente alla Forsythe Company.

Ormai affermato a livello internazionale e di base a Pechino, San Jijia in Pa|Ethos pone l’accento sulle concatenazioni di movimenti con grande dispendio di energie, tra salti, slanci, ondulazioni pelviche e prese poderose. Sulle musiche composte da Dickson Dee, lo spettacolo si arricchisce degli effetti video dei Santasangre, a cui si aggiungono luci a profusione, giocando nelle sue due parti sulle dicotomie precisione/passione, regole/emozioni. Pur con ottimi interpreti per ambo le parti, freschi e agguerriti quelli della Paolo Grassi e rigorosi e spediti quelli di Spellbound, nella sua fitta intelaiatura ad alta densità Pa|Ethos stenta a far emergere in coreografia un tratto peculiare e le annunciate dicotomie, espresse invece da trucco e costumi, con utilizzo di biacca bianca nella seconda parte forse a simboleggiare le emozioni dell’anima. Lo spettacolo è appena nato, si auspica dunque una sua maturazione.
Didascalie immagini
- Lee Hee-moon Company in ZAP
(reg. Eunme Ahn)
(© Lee Hee-moon Company) - Lee Hee-moon Company in ZAP
(reg. Eunme Ahn)
(© Lee Hee-moon Company) - Gli allievi del Corso di Teatrodanza della Civica Scuola Paolo Grassi di Milano in Pa|Ethos
(cor. Sang Jijia)
(© Michele Leccese) - Spellbound Contemporary Ballet in Pa|Ethos
(cor. Sang Jijia)
(© Michele Leccese)
In copertina:
Lee Hee-moon Company in ZAP
(reg. Eunme Ahn) [particolare]
(© Lee Hee-moon Company)
XXII FABBRICA EUROPA
ZAP
regia e coreografia Eunme Ahn
performer principale Lee Hee-moon
coro Seung Tae Shin, Hyun Soo Jeon, Da Hye Chu, Miri Lee, Joo Yeon Choi, Milim Kim
canto Seunghee Lee
musicisti Seungbin Bae, Sol Mi Kim, Ye Jin Hong, Youn Ji Park, Sang Jin Hong, Jin Ho Khoe
direzione musicale Jang Young-gyu, Lee Tae-won
luci Jinyoung Jang
video Taeseok Lee
suono Younghoon Oh
direzione tecnica Sang Yeob Kim
Lee Hee-moon Company
prima europea
7 maggio 2015
Stazione Leopolda, Firenze
Pa|Ethos
coreografia Sang Jijia
compositore Dickson Dee
live video Luca Brinchi e Roberta Zanardo / santasangre
disegno luci Marco Policastro
costumi Giuseppina Maurizi
produzione
Fabbrica Europa per le arti contemporanee
Fondazione Milano Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi – Spellbound Contemporary Ballet
Marche Teatro – Danza alle Muse – Bejing Dance Festival – Guangdong Dance Festival
partner per la residenza di creazione
Fondazione Teatro della Toscana, Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale di Pontedera
Allievi del Corso di Teatrodanza della Civica Scuola Paolo Grassi di Milano
Spellbound Contemporary Ballet
prima assoluta
8 maggio 2015
Pontedera, Teatro Era