Thelonious Monk è stato – lo ritengo ormai pacifico – uno dei più grandi innovatori del linguaggio jazzistico; eppure fra i suoi brani preferiti c’erano le vecchie canzoni degli anni Venti.
In parte stessa cosa si potrebbe dire per Ornette Coleman: anche lui aveva una sviscerata propensione per il blues più arcaico e genuino.
I more sundays
A renderli originali era l’approccio con il quale questi grandi artisti si accostavano al repertorio tradizionale (mi si conceda il termine non del tutto proprio): riuscivano a reinterpretare le composizioni più antiche senza cadere in un esercizio di stile, anzi soffiando in esse un nuovo pneuma che le rendeva sempre nuove e le attraeva nel campo gravitazionale del loro genio. È stato scritto che se perdessimo tutte le incisioni di Just a Gigolo precedenti a quelle di Monk, appunto, potremmo essere autorizzati a pensare la canzone come una sua composizione originale.
Operazione simile è quella tentata dal quartetto More Sundays in “Early”, appena pubblicato da Improvvisatore Involontario. Il pianista Piergiorgio Pirro e la cantante Elisabetta Maulo – insieme con il trombonista Tony Cattano e il baritonsassofonista Beppe Scardino – mescolano composizioni originali a canzoni del repertorio dixieland nel tentativo di restituirgli quella ruvidezza che gli è propria.
Early more sundays-copertina
Si viene a creare così una sorta di “finestra temporale” subito evidente in Basin Street Blues: Scardino e Cattano montano un’impalcatura polifonica improvvisata e graffiante, ricca di contemporaneità, sulla quale si erge la voce della Maulo, cristallina e compenetrata nella prassi esecutiva. Il brano viene concluso in un risveglio in cui il tema viene riproposto dal pianoforte sui tasti acuti come fosse un carillon.
La stessa divisione dei ruoli si riscontra anche in On The Sunny Side of The Street, cantata come passeggiando e sognando a occhi aperti su note lunghe dei fiati. L’esperimento più audace è Hop Scop I More Sundays in concertoBlues che si apre con aspre dissonanze da musica d’arte fino a convergere su un blues carnale decisamente arricchito dall’apporto dei fiati.
Le composizioni originali di Pirro si incastonano in questa cornice mimetizzandosi. È una sorta di Tenco, rivisto alla luce del jazz e del Novecento colto, quello di Cecità e Una diversa sera al mare.
In La petite reine, invece, Pirro trasforma le frasi spigolose e scattanti dei due fiatisti in un ragtime scuro e marziale.
A metà si trova Intermezzo: colonna sonora dell’intervallo al cinematografo piuttosto che omaggio a Mascagni.
Per niente invadente, Pirro accompagna dolcemente la bella voce della Maulo, purtroppo relegata al solo ruolo di interprete dei temi. I timbri dei due fiati impreziosiscono il lavoro con la loro propensione all’improvvisazione. In particolare Cattano si trova a suo agio su questo genere di repertorio, offrendo frasi ora cantabili e liriche, ora grottesche e comiche così come sua abitudine.
Se non proprio una svolta nella produzione jazzistica, “Early” rappresenta sicuramente un simpatico divertissement che offre ai musicisti una valida alternativa sul come affrontare il repertorio più tradizionale, cercando di restituirgli nuova vita, nell’epoca dell’appiattimento dello stile.

Didascalie immagini

  1. I More Sundays, Piergiorgio Pirro ed Elisabetta Maulo, tra Tony Cattano e Beppe Scardino ([fonte: profilo facebook del gruppo])
  2. More Sundays, Early, copertina del disco
  3. I More Sundays in concerto ([fonte: profilo facebook del gruppo])

In copertina:
More Sundays, Early, copertina del disco
[particolare]

Track List
01. Basin street blues
02. Cecità
03. La petite reine
04. (What Did I Do To Be So) Black And Blue
05. Una diversa sera al mare
06. Intermezzo
07. On the sunny side of the street
08. Hop Scop Blues
09. Blue Turning Grey Over You
10. I’ve Got the Blues for Rampart Street

Personnel
Elisabetta Maulo: voce
Piergiorgio Pirro: pianoforte/harmonium/composizione
Tony Cattano: trombone
Beppe Scardino: sax baritono sax/clarinetto basso