L’artista giapponese Chiharu Shiota affronta nel suo percorso artistico l’eterna questione esistenziale del nostro transito terreno, il senso di questo essere qui racchiusi in uno srotolarsi temporale compreso tra i momenti ineludibili di nascita e morte.
Tendendo fili attraverso lo spazio, utilizzando oggetti comuni ormai in disuso, come vestiti e letti, scarpe e valigie, intrisi di memorie della vicenda umana dei loro proprietari, l’artista realizza installazioni di grandi 1 chiharu shiota-foto sunhi mangdimensioni, suggestive e contraddistinte da una potente carica emotiva che travalica ogni senso d’appartenenza culturale rendendole universali.
Segnata dalla perdita di amici e persone care nel terribile terremoto che l’11 marzo 2011 ha colpito il Giappone causando lo tsunami e il disastro nucleare di Fukushima, Chiharu Shiota attraverso il linguaggio universale dell’arte traduce il suo intimo approccio al lutto e alla perdita in opere venate a volte da una certa cupezza, ma che sempre lasciano comunque intravedere una luce di speranza anche nella più profonda oscurità.
Chiamata a realizzare un’installazione per il padiglione giapponese alla 56ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia appena inaugurata e aperta fino al prossimo 22 novembre, l’artista ha ideato appositamente per l’occasione un’opera luminosa, esoterica e immune alla tenebra del dolore, intitolata The Key in the Hand [La chiave nella mano] che offre al pubblico l’elegante visione di una bellezza mozzafiato.
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Migliaia di chiavi che Chiharu Shiota ha raccolto in giro per il mondo da persone che non le usavano più sono sospese nello spazio legate a una miriade di fili rossi, tesi in ogni direzione a generare un’intricata foresta che crea l’illusione di un antro misterioso dove, come nella grotta del tesoro, le chiavi sono sparse anche a terra.
Le chiavi come mezzo concreto di accesso a luoghi privati delle persone, case che come in uno scrigno racchiudono le cose più personali e gli universi individuali di ognuno, diventano simbolo di memoria, frammenti di un vissuto intriso di gioia e dolore.
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In questo senso, assumendo ogni chiave il valore di singola esistenza, la visione sublime di questa immensità purpurea popolata di anime sospese diventa rappresentazione metafisica del Bardo col suo transito di memorie passate e future, ma anche fisica espressione delle relazioni umane.
I fili tesi diventano legami forgiati dal vivere quotidianamente accanto, le chiavi simbolo di accesso alla sfera interiore di estranei che si aprono reciprocamente l’uno all’altro, come l’amicizia che può scaturire, germogliare e crescere dall’improvvisa condivisione di un intimo segreto.
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Alla base di questa enorme pioggia rossa due barche di legno, a raccogliere come nei palmi delle mani tutto il carico di ricordi che i fili tesi provenienti da ogni direzione portano con sé.
La barca come simbolo di viaggio fisico o metaforico trasporta persone e cose, speranze e desideri insieme, prendendo il largo nel grande mare della memoria.
Al piano terra del padiglione giapponese, nello spazio esterno sotto i piloni portanti della struttura, son riprodotti a ciclo continuo filmati con bambini che raccontano ricordi della loro nascita; stimolo al pubblico per riportare la mente indietro a rievocare la personale esperienza di quei momenti sommersi.
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The Key in the Hand è un’esperienza sensoriale che invita alla contemplazione, la testimonianza video che ne ho realizzato non può restituire l’emozione di essere lì sovrastati dal dialogo fisico con la sua mistica bellezza, ma compensa l’effimera natura di un’opera d’arte che al termine dell’esposizione non lascerà più alcuna traccia di sé nel mondo fisico, anticipando il destino che attende ogni nostro ego terreno.

Didascalie immagini

  1. L’artista Chiharu Shiota fotografata da Sunhi Mang (courtesy Chiharu Shiota)
  2. Chiharu Shiota, The Key in the Hand, installazione, padiglione Giappone, Giardini della Biennale, Venezia (foto © 2015 Andrea Mancaniello)
  3. Chiharu Shiota, The Key in the Hand, installazione, padiglione Giappone, Giardini della Biennale, Venezia (foto © 2015 Andrea Mancaniello)
  4. Chiharu Shiota, The Key in the Hand, installazione, padiglione Giappone, Giardini della Biennale, Venezia (foto © 2015 Andrea Mancaniello)
  5. Chiharu Shiota, The Key in the Hand, installazione, padiglione Giappone, Giardini della Biennale, Venezia (foto © 2015 Andrea Mancaniello)

In copertina:
Chiharu Shiota, The Key in the Hand, installazione, padiglione Giappone, Giardini della Biennale, Venezia
[particolare]
(foto © 2015 Andrea Mancaniello)

56ª Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia
dal 9 maggio al 22 novembre 2015

  • Padiglione Giappone alla 56ª Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia
  • Organizzatore: The Japan Foundation
  • Artista: Chiharu Shiota
  • Curatore: Hitoshi Nakano [Kanagawa Arts Foundation]
  • Supporto speciale: Ishibashi Foundation
  • Cooperazione: Daiko Electric Co. Ltd, Japan Lock Security, Silca SpA
  • Supporto: Shiseido Co. Ltd, Mitsubishi Ichigokan Museum Tokyo, Sumiko Ito

Dove e quando

Evento: The Key in the Hand
  • Fino al: – 22 November, 2015
  • Sito web