Tra gli artisti del Novecento il nome di Tamara de Lempicka è certamente uno di quelli che più hanno risuonato lungo tutto il corso del secolo, non solo per le note capacità pittoriche raggiunte dall’autrice ma anche per il grande fascino che, come donna, ha esercitato attraversando ambienti differenti ed inserendosi perfettamente nello spirito di ogni decade di cui è stata protagonista.
Avvolta dal mistero sin dalla nascita, riportata da documenti in data 1898 a Mosca ma dichiarata 1902 a Varsavia dall’artista stessa, Tamara de Lempicka è, per molti versi, una figura emblematica di emancipata eccentricità ma anche di fragilità e sensibile osservazione e studio del passato.
A questo proposito, l’indagine della poliedricità dell’artista sembra essere il fulcro della mostra a cura di Gioia Mori presso Palazzo Chiablese a Torino: un’esposizione che, con una raccolta di oltre ottanta opere ripercorre le tappe spaziali, temporali e tematiche della pittrice; ricostruzione tutt’altro che semplice dati gli spostamenti tra Varsavia, San Pietroburgo, Mosca, Parigi (dove ha spesso esposto in gallerie private e al Salon des Indépendants), Los Angeles, New York e Cuernavaca, solo per citarne alcuni.
Pavel barchan tamara derriere un paravent 1927
Il corpus di opere selezionato accompagna il visitatore lungo un percorso espositivo composto da sette sezioni. La prima: I mondi di Tamara de Lempicka abbraccia un arco temporale che va dal 1916 al 1980 mettendo in dialogo attività pittorica e luoghi, vissuti come fonte di ispirazione non solo visiva ma anche umana e interiore. Interessante e ricorrente il rapporto con la fotografia contemporanea e con gli scatti parigini di artisti come Brassaï e André Kertész.
A questa sezione “biografica” segue la seconda sezione, Madame la Baroness, Modern medievalist, che fa riferimento ad un articolo statunitense pubblicato negli anni Quaranta in cui, dell’artista, venivano esaltate le capacità nel dipingere nature morte, sua prima grande passione e genere che, già dalla giovane età l’aveva fatta emergere come dotata di grandi capacità tecniche.
Artista affermata, donna mondana, ma anche madre, seppure con un rapporto conflittuale con la figlia  Kizette, nata nel 1916 dal matrimonio con l’avvocato polacco Tadeusz Lempicki, fa della figlia una dei suoi soggetti pittorici prediletti realizzando, peraltro, lavori ampiamente apprezzati da critica e pubblico. A Kizette e ai dipinti che la ritraggono è dedicata la terza sezione della mostra: The Artist’s Daughter in cui non solo emergono la bellezza della giovane e il virtuosismo della madre ma anche la natura estremamente femminile e sensuale di Tamara.
Figura caleidoscopica e cinematografica, per anni dedita alla moda, allo studio dell’arte e all’esplorazione del mondo contemporaneo e antico in concomitanza con la propria indole libera e fuori dagli schemi, Tamara de Lempicka non poteva non rimanere affascinata, durante i suoi viaggi in Italia, dal Manierismo e dalla pittura Cinquecentesca che si rispecchiano nella plasticità dei corpi ritratti e in una passione per la pittura di icone sacre quali Madonne con Bambino, santi e figure religiose, raccolte nella sezione Sacre visioni.
Tamara de lempicka la musicienne 1933
Come già sottolineato, è praticamente impossibile scindere la pittrice dalla donna perfettamente inserita nello Zeitgeist vissuto da Tamara de Lempicka; in questo contesto si inserisce la sezione dal titolo Dandy déco dedicata al rapporto tra moda e arte che ha permeato la vita lavorativa e sociale della pittrice.
E se il legame arte- moda è un tema interessante e frequente nella vita degli artisti, altrettanto frequente per la Lempicka è il tema della trasgressione.
Partendo dallo studio del famosissimo e celeberrimo Bacio dell’italiano Francesco Hayez datato 1859 (in mostra in una versione ad acquerello, prestito della Veneranda biblioteca ambrosiana di Milano e confrontata con un d’après della Lempicka) la sesta sezione, dal titolo Scandalosa Tamara, mette in luce il rapporto tra l’artista e la visione della coppia, dell’amore e della relazione.
Sposata dapprima con Tadeusz poi divorziata e sposatasi in seconde nozze con il barone Kuffner il 3 febbraio1934, l’artista ha una vita fatta anche di relazioni bisessuali che spesso si riflettono nei suoi lavori pittorici quali, esemplare tra tutti, La prospettiva (1923).
A chiudere la mostra la sezione Le visioni amorose, dedicata ai nudi di amanti e amati – di sesso maschile e femminile-  in cui emergono ancora una volta l’ammirazione per la pittura del corpo umano nella sua fisicità che fa riflettere sull’osservazione, da parte della pittrice, di artisti come Pontormo e Botticelli (conosciuti anche grazie ai viaggi in Italia) accostata, comunque, ad una propensione vivida allo sguardo fotografico a lei più contemporaneo.
Quello che emerge dalla mostra, promossa dal Comune di Torino – Assessorato alla Cultura, dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e dal Polo Reale di Torino e prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 Ore e Arthemisia Group è certamente un profilo completo e minuzioso dell’artista, anche nelle sue sfaccettature meno note, che si delinea tra vissuto quotidiano e vita “sotto i riflettori”, in un dialogo tra mondanità e raccoglimento nello studio dell’arte del passato.
Tutto questo, a confermare che la figura dell’artista in questione è difficilmente riconducibile ad una definizione unica.

Didascalie immagini

  1. Pavel Barchan Tamara derrière un paravent, 1927 ca. Fotografia, 18,50×12,50×0,00 cm Collection Yves et Françoise Plantin Pavel Barchan Tamara derrière un paravent, 1927 ca.
    Fotografia, 18,50×12,50×0,00 cm – Collection Yves et Françoise Plantin
    (© Tamara Art Heritage. Licensed by MMI NYC/ ADAGP Paris/ SIAE Roma 2015)
  2. Tamara de Lempicka La musicienne, 1933 Acquatinta
    63,00×41,00×0,00 cm Collection Henry Leal, Paris
    (© Tamara Art Heritage. Licensed by MMI NYC/ ADAGP Paris/ SIAE Roma 2015)

In copertina:
Particolare cover catalogo mostra edito da 24Ore Cultura

Catalogo 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE

Dove e quando

Evento: Tamara de Lempicka