– di Elena Cirioni –

Sono passati trent’anni dalla prima messa in scena dell’Eneide di Kripton per la regia di Giancarlo Cauteruccio e le musiche originali dei Litfiba. Era il 1983, stava per iniziare il decennio di innovazioni musicali e teatrali degli anni ’80 e questo spettacolo rappresentava per tutte le generazioni successive un vero e proprio cult: la scena invasa da laser e installazioni video, i versi dell’Eneide cantati e recitati. Tutti elementi centrali nella trasformazione del teatro di ricerca. Definito l’opera postmoderna per eccellenza, lo spettacolo nel 1984 venne presentato al teatro La Mama di New York. E oggi grazie ad una campagna di crowdfounding torna nei teatri italiani, toccando tra gli altri il Teatro Argentina di Roma.
Eneide kripton foto guido mencari 1
L’Eneide, uno dei più grandi classici della letteratura latina si mescola con la contemporaneità di nuovi strumenti tecnologici per creare un viaggio oscuro dove Giancarlo Cauteruccio diventa il direttore d’orchestra di una sinfonia di suoni e colori hi-tech e i tre musicisti Magnelli, Maroccolo e Aiazzi sacerdoti di un antico rito. Questi sciamani contemporanei non si limitano a evocare i versi del poema, ma coinvolgono anche il pubblico, costringendolo a diventare parte integrante dello sviluppo drammatico dello spettacolo. Ecco che in questa maniera la platea si trasforma in un mare in tempesta dove non c’è via di scampo. L’intuizione di dare a uno dei massimi poemi della letteratura occidentale una struttura scenica tridimensionale trasforma il teatro in esperienza mistica. Il pubblico ha da subito sostenuto con dei finanziamenti il progetto di riportare in scena questo spettacolo, segno forse che sulle scene d’oggi si avverte la mancanza di esperienze forti e dense. E di sentirle non solo in maniera empatica, ma con tutti i sensi come Enea, l’eroe dei vinti, degli emigrati, di chi non ha nulla da perdere e scappa alla ricerca di una nuova speranza.
Eneide kripton foto guido mencari 2
Le aspettative per quello che è stato un vero e proprio evento erano alte e non sono state per nulla disattese. La musica eseguita dal vivo da Magnelli, Maroccolo e Aizzi ha avuto un ruolo centrale, è stata il collante drammaturgico della messa in scena, adoperata per sottolineare i momenti più salienti del poema. Il suono si muove in contemporanea con la recitazione di Cauteruccio e la sua voce rauca diventa il marchio di uno stile ancora vivo ed efficace.
Significativa anche la partecipazione di Ginevra di Marco, la sua voce seppur registrata è riuscita a evocare sulla scena uno dei personaggi più significativi del poema: Didone. La donna sedotta e abbandonata in preda a un amore totalizzante che la porterà al suicidio.
Eneide kripton foto guido mencari 3
Se trent’anni fa l’Eneide di Krypton avviò una trasformazione epocale nella ricerca teatrale, con il successo della sua rimessa in scena, si auspicano nuove collaborazioni tra gli artisti che hanno reso unico questo spettacolo.

Didascalie immagini

  1. Eneide di Krypton-un nuovo canto (reg. G. Cauteruccio) (© Guido Mencari)
  2. Eneide di Krypton-un nuovo canto (reg. G. Cauteruccio) (© Guido Mencari)
  3. Eneide di Krypton-un nuovo canto (reg. G. Cauteruccio) (© Guido Mencari)

In copertina:
Eneide di Krypton-un nuovo canto (reg. G. Cauteruccio)
[particolare]
(© Guido Mencari)

Eneide di Krypton-un nuovo canto

  • scritto e diretto da Giancarlo Cauteruccio
  • musiche Litfiba – Beau Geste
  • musiche eseguite dal vivo da Gianni Maroccolo, Antonio Aiazzi e Francesco Magnelli
  • con Giancarlo Cauteruccio
  • e con la voce off di Ginevra Di Marco
  • corpi in video Massimo Bevilacqua e Claudia Fossi
  • progetto scenico e allestimenti Loris Giancola
  • progetto luci Mariano De Tassis
  • elaborazioni digital – video Alessio Bianciardi eStefano Fomasi
  • costumi e assistente alla regia Massimo Bevilacqua
  • operatore laser Michele Barzan

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