Il Padiglione Armeno ha vinto il Leone d’Oro per la migliore Partecipazione nazionale alla 56ª Biennale di Venezia con questa motivazione della Giuria: “Per aver creato un padiglione basato su un popolo in diaspora, dove ogni artista si confronta non solo con la sua località specifica, ma anche con il suo retaggio culturale.
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Il padiglione prende la forma di un palinsesto, con elementi contemporanei inseriti in un sito del patrimonio storico. Nell’anno che segna un’importante pietra miliare per il popolo armeno, questo padiglione rappresenta la tenacia della confluenza e degli scambi transculturali
.”
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Il Ministero della Cultura della Repubblica dell’Armenia, in occasione del centenario del genocidio, ha dedicato il suo Padiglione agli artisti della diaspora con la mostra “Armenity” curata da Adelina von Furstenberg e allestita al Monastero Mekhitarista dell’Isola di San Lazzaro dove il monaco armeno Mekhitar fondò, nel 1717, la sede della Congregazione Mechitarist che ha contribuito a preservare uno dei patrimoni più importanti della cultura armena.
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Nella piccola isola tanto cara a Lord Byron – Gordon Noel Byron, VI barone di Byron, (Londra, 22 gennaio 1788 – Missolungi, 19 aprile 1824) – sorge il monastero dei Padri Armeni in uno splendido giardino che ospita una pinacoteca, un museo, una stamperia risalente alla fine del Diciottesimo secolo.
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Conservati reperti archeologici egiziani, orientali e romani, oltre a una ricca collezione di manoscritti, mentre la biblioteca ospita opere di Palma il Giovane e Ricci e un affresco del Tiepolo.
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Annessa al Monastero la chiesa di San Lazzaro, di origine gotica e ricostruita nel 1883 dopo un incendio con un bel chiostro, luogo di preghiera e di studio. Se non ci siete mai stati, non perdete questa occasione che ne semplifica il viaggio con traghetti speciali giornalieri con partenze pomeridiane dai Giardini durante tutto il periodo dell’esposizione.
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Il concetto curatoriale di “Armenity*, rafforza la nozione di dislocamento e di territorio, di giustizia e di riconciliazione, di ethos e di resilienza. Indipendentemente dal loro luogo di nascita, gli artisti (Haig Aivazian, Libano; Nigol Bezjian, Siria/USA; Anna Boghiguian, Egitto/Canada; Hera Büyüktaşçıyan, Turchia; Silvina Der-Meguerditchian Argentina/ Germania; Rene Gabri & Ayreen Anastas, Iran/Palestina/USA; Mekhitar Garabedian, Rosana-palazyan-a-story-i-never-forgotBelgio; Aikaterini Gegisian, Grecia; Yervant Gianikian & Angela Ricci Lucchi, Italia; Aram Jibilian, USA; Nina Katchadourian, USA/Finlandia; Melik Ohanian, Francia; Mikayel Ohanjanyan, Armenia/Italia; Rosana Palazyan, Brasile; Sarkis, Turchia/Francia; Hrair Sarkissian, Siria/UK) portano con loro a memoria, l’identità e la verità delle sue origini.
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Adunata “transnazionale” sotto l’insegna di un’identità frammentata e dispersa, ricostruita e rinnovata con il talento di questi artisti, nipoti di coloro che sono sfuggiti al Genocidio. Adelina von Furstenberg esemplifica questo radicato interesse dove la memoria si sovrappone ai confini geografici perché, ovunque essi vivano, questi cittadini globali mettono costantemente in discussione e reinventano la loro armenità.
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Il catalogo pubblicato da Skira, contiene riproduzioni a colori e testi in inglese e armeno con prefazioni, introduzione e testo curatoriale seguiti da pagine dedicate a ciascuno degli artisti, oltre a testi degli stessi artisti, saggi di critici e altre pagine con le immagini, disegni e collages delle opere.  In calce, una sezione contenente le traduzioni in armeno di tutti i testi
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Oltre al catalogo, sarà pubblicato un libro di poesie composto di una selezione di poemi di docici poeti armeni nati dopo il Genocidio  la Rivoluzione russa ; tradotto in francese dal poeta svizzero-armeno Vahé Godel, il volume comprenderà un saggio dell’autore e una selezione di traduzioni armene delle poesie.
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Infine, nel contesto di “Armenity”, verrano presentati all’Anfiteatro dell’Arsenale – dal 5 all’11 settembre – una serie di performance, dibattiti e video proiezioni di artisti, poeti e registi indipendenti originari dell’Asia Minore.
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Concludo suggerendo di riservare un po’ di tempo anche al bookshop con un inciso: se non ce la fate a organizzare un viaggio entro il termine della mostra, non rinunciata comunque alla visita al Monastero.

Didascalie immagini

  1. Leone d’oro per la migliore partecipazione nazionale alla Repubblica dell’Armenia appena ritirato dalla curatriceAdelina von Furstenberg /Fra Paolo Baratta e Okwui Enwezor) (Courtesy Armenity)
  2. Veduta aerea isola di San Lazzaro degli Armeni
  3. Targa alla memoria di Lord Byron (Isola di San Lazzaro degli Armeni) (© 2015 Cinzia Colzi in esclusiva per Arte e Arti Magazine)
  4. Nigol Bezjian, Witness.ed, 2015 Poster of video/poem installation Installation view, Mekhitarist Monastery of San Lazzaro degli Armeni, Venice (Courtesy the artist © Piero Demo)
  5. Hera Büyüktaşcıyan, Letters from Lost Paradise, 2015 Mechanism, bronze, wood. 64 x 100 x 85-90 cm (front), 110-115 cm (back) Installation view, Mekhitarist Monastery of San Lazzaro degli Armeni, Venice (Courtesy the artist © Piero Demo)
  6. Anna Boghiguian, ANI, 2013 Site-specific installation Installation view, Mekhitarist Monastery of San Lazzaro degli Armeni, Venice (Courtesy the artist and Sfeir-Semler Gallery, Hamburg / Beirut © Piero Demo)
  7. Rosana Palazyan, “… Uma história que eu nunca esqueci…” / “… A story I never forgot…”, 2013–15 Video installation – video 13 minutes; threads on the floor- Installation view, Mekhitarist Monastery of San Lazzaro degli Armeni, Venice (Collection of the artist © Piero Demo)
  8. Sarkis, Atlas de Mammuthus Intermedius, 2014 Bones from the site of Romain-la-Roche (160,000 years B.C.). Resin, natural glue, gold leaf, 38 x 25 x 15 cm. Restored by Olivier Bracq according to the Japanese technique of restoration Kintsugi, dating b (Collection Musées de Montbéliard © Piero Demo)
  9. Hrair Sarkissian, Unexposed, 2012 Archival inkjet print, 137,5 x 110 cm Installation view, Mekhitarist Monastery of San Lazzaro degli Armeni, Venice (Courtesy the artist and Kalfayan Galleries, Athens/Thessaloniki © Piero Demo)
  10. Mekhitar Garabedian, Untitled (Gurgen Mahari, The world is alive, Venice), 2015. Neon. Site specific installation Installation view, Mekhitarist Monastery of San Lazzaro degli Armeni, Venice (Courtesy the artist and Albert Baronian Gallery, Brussels.)
  11. Melik Ohanian, Presence – Belongingness to Present – Part I. Streetlights of Memory – A Stand by Memorial, 2010–15 Site-specific installation. Installation view, Mekhitarist Monastery of San Lazzaro degli Armeni, Venice. (Courtesy the artist and Galerie Chantal Crousel, Paris. © Piero Demo)
  12. Mikayel Ohanjanyan, Tasnerku, 2015 Mixed size basalt blocks and discs of corten steel, variable dimensions, Ø 120 cm each disc Installation view, Mekhitarist Monastery of San Lazzaro degli Armeni, Venice (Courtesy the artist and Tornabuoni Arte Gallery, Florence © Piero Demo)

In copertina:
Isola di San Lazzaro degli Armeni
(particolare veduta aerea)

 Info  – Mekhitarist Monastery T.: +39 (0)41 526 0104 –

 

Dove e quando

  • Fino al: – 18 October, 2015
  • Sito web