Quando, con un cucchiaino di maionese, tentiamo di nobilitare la nostra triste patatina lessa, non immaginiamo quanta avventurosa storia si nasconda nel nome di questa morbida voluttuosa salsa che, fa sognare trasparenti porcellane, mestolini d’argento, ristoranti raffinati.

Era il giorno 26 di un caldo giugno dell’anno 1756, quando l’esercito francese guidato da Francois Armand De Vignerot du Plessis Duca di Richelieu (pronipote di quell’astuto cardinale, braccio destro di Maria de Medici, Regina di Francia, e dominatore della politica di quel paese nel XVII secolo) si scontrava durante la Guerra dei Sette Anni 1756-1763, con quello inglese, per la conquista di Port Mahon, capitale dell’isola di Minorca nelle Baleari. La battaglia infuriava, lo scontro era violentissimo.
Gli eserciti si sfidarono a colpi di cannone e l’esito pareva incerto. Il Duca di Richelieu che, prode generale quale era, incitava le sue truppe, era però anche un raffinatissimo gourmand. Non avrebbe, per nulla al mondo, rinunciato ad un buon pranzo, preparato “comme il faut”, anche in tale perigliosa situazione. Così il suo povero cuoco che non poteva accendere il fuoco, pericoloso segnale per i nemici, non sapeva come fare a preparare una salsetta per completare il piatto per il suo goloso signore. Tremante, al ritmo del batticuore, al rullo dei tamburi, cominciò a sbattere quelle uova, che aveva trovato tra le provviste, con un po’ di olio e qualche goccia di aceto. Sbatti, frulla mescola…alla fine riuscì a creare una prodigiosa salsa che diverrà simbolo della vittoria, che arrise ai francesi. Dalla conquista di Mahon ebbe il nome di maionese.

E, mentre il generale Richelieu rientrava trionfante a Parigi in festa, per ricevere gloria, encomi e l’onore della dedica di una strada al suo nome, l’ammiraglio della flotta inglese veniva giustiziato sul ponte della nave per non aver difeso il prestigio della sua bandiera. Gli inglesi, però, dopo pochi anni si ripresero Minorca ed i francesi se ne andarono con le pive nel sacco. Ma ormai la maionese, la vittoriosa salsa in memoria del valoroso (si dice anche molto libertino! Ebbe moltissime amanti, 3 mogli, l’ultima sposata alla veneranda età di 84 anni) Richelieu, aveva preso la via di tutte le salsiere del mondo…e non si è più fermata.
Questa è una delle tante storie della maionese, squisita compagna di tanti nostri piatti, delizia di chi apprezza la raffinatezza e la gioia della buona tavola e…della sua storia.

La maionese
Secondo il grande cuoco francese Augusto Escoffier.
Ingredienti: 3 o 4 tuorli d’uovo, ½ litro d’olio, gr 6 di sale fino, un pizzico di pepe bianco, un cucchiaino di aceto o la stessa quantità di succo di limone (facoltativamente si possono aggiungere all’aceto 2 cucchiaini di mostarda di Digione)
Mettere i tuorli in una terrina dal fondo cavo, aggiungere il sale e il pepe, un filo d’aceto e qualche goccia di limone. Sbattere i tuorli con la frusta e aggiungere l’olio goccia a goccia per cominciare ed in seguito, quando la salsa comincia a legare, lasciatelo cadere a fili. Aggiungere, di tanto in tanto, qualche goccia di aceto e limone. Aggiungere alla salsa 2 cucchiaini di acqua bollente, il cui scopo è di assicurare la coesione e prevenire l’alterazione se deve essere conservata.
Didascalie immagini
- Un goloso cucchiaio di maionese
- Jean-Marc Nattier (1685 – 1776), Ritratto di Louis François Armand de Vignerot du Plessis de Richelieu (fonte)
- Nicolas Ozanne (1728 – 1811), La partenza dello squadrone francese (10 aprile 1756) per l’attacco contro Port Mahon sull’isola di Minorca (fonte)
In copertina:
Nicolas Ozanne (1728 – 1811), La partenza dello squadrone francese (10 aprile 1756) per l’attacco contro Port Mahon sull’isola di Minorca
[particolare]
(fonte)