Ancora una bella manciata di giorni per visitare alle Gallerie Maspes di Milano la mostra dedicata a Giovanni Carnovali detto il Piccio, maestro della pittura dell’Ottocento. Promossa in collaborazione con la Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, la mostra si avvale di un importante catalogo ragionato sull’artista, curato da Francesco Luigi Mapes e frutto del lavoro di Pierluigi De Vecchi e Maria Piatto che presenta fra i molti saggi, uno su documenti inediti presentati da Elisabetta Staudacher responsabile dalla dell’Archivio storico della Permanente, oltre all’introduzione di Francesco Rossi.
1 giovanni carnovali detto piccio-ritratto gina caccia-collana verde-1862
Nato a Montegrino presso Luino nel 1804 e morto a Cremona a 69 anni, Giovanni Carnovali è uno di quei pittori più incompresi dal suo tempo e rivalutato solo più tardi, dopo la morte.
Detto il Piccio per la precoce genialità dimostrata fin da bambino, l’artista fu una figura fuori dagli schemi, considerato stravagante ed eccentrico dai suoi contemporanei, è stato definito da Giorgio De Chirico un autentico romantico italiano di quel “romanticismo italiano, soffocato da vapori d’affanno e di nostalgia, che ebbe in Gaetano Previati il suo ultimo e più degno rappresentante“.
2 giovanni carnovali detto piccio-flora
L’esposizione delle Gallerie Mapes si sofferma soprattutto sugli aspetti della maturità del Piccio, attraverso una selezione di dodici capolavori, disposti secondo un percorso cronologico e tutti provenienti da prestigiose collezioni private, alcuni inediti o non visibili in mostra da molto tempo.
L’intento espositivo è stato quello d’indagare le tematiche più riconoscibili dell’artista, come l’autoritratto, il ritratto, il paesaggio, la rappresentazione mitologica e la scena religiosa.
Pittore dalla formazione accademica, riuscì ad esprimere accanto a un fortissimo realismo un grande sentimento della natura e della luce, tipico della pittura “en plein air” anche un’audace tecnica come nel caso della pala d’altare Agar nel deserto, che portò i committenti a rifiutare un lavoro durato quasi vent’anni di elaborazioni, perché incompreso e “oltre il suo tempo” per disegno e pittura.
3 giovanni carnovali detto piccio-agar nel deserto
Si parte con Paesaggio con bagnanti (1846), opera un tempo annoverata tra i capolavori della collezione Finazzi di Bergamo nonché tra i dipinti scelti per rappresentare il pittore alla mostra internazionale sul Romanticismo tenutasi nel 1959 alla Tate Gallery di Londra, e si continua con la scena religiosa di Rebecca e il servo d’Abramo (1855 circa), esposta nel 1909 alla storica rassegna della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente e mai più presentata al pubblico da oltre sessant’anni.
I soggetti religiosi cedono il passo a quelli mitologici, come Selene ed Endimione (1850-55), prima di tre versioni che il Piccio dedica a questa storia di origine classica ma interpretata sulla sua tela con estremo romanticismo. Segue una versione di Agar nel deserto (1860-62), di cui si conoscono tre disegni preparatori, variante della pala d’altare d’Alzano, nota come uno dei suoi dipinti più importanti.
5 giovanni carnovali detto piccio-selene ed endimione
Capolavoro indiscusso è Ritratto di Gina Caccia (La collana verde) (1862), appartenuto alla collezione della famiglia Jucker e opera tra le più note e rivoluzionarie del Carnovali per l’istantaneità della rappresentazione: Gina Caccia ospite nella villa dei Tasca viene colta nell’attimo in cui, sportasi dalla soglia della casa, vede l’arrivo del pittore. La tela appare, per molti versi, precorrere certi aspetti dell’Impressionismo e si pone come modello per i futuri Scapigliati, grazie al fondersi nella sua pittura di una nuova percezione del movimento e della forma.
Fanciulla dormiente (1863): opera-documento che attesta uno dei viaggi a Parigi dell’artista. In questa città, verosimilmente proprio nell’estate del 1863, visitò la prestigiosa collezione La Caze ed ebbe la possibilità di copiare e reinterpretare un dipinto, allora attribuito a Fragonard, il cui soggetto, per impostazione iconografica e natura pittorica, appare particolarmente affine alla sua poetica .
4 giovanni carnovali detto piccio-giudizio di paride
Inoltre, sono proposti anche i due pendant: Il giudizio di Paride e Arianna consolata da Bacco (1866-88) squisiti esempi di una resa semplice e monumentale seppur in formato ridotto e un tempo facenti parte dalla collezione Finazzi di Bergamo.
Il percorso si chiude idealmente con la Madonna con il Bambino (1868-69), già nella celebre collezione Rossello, che riappare in pubblico dopo più di un secolo e con la Flora della raccolta Stramezzi di Crema eseguita nel 1871, tre anni prima della tragica scomparsa dell’artista, avvenuta per annegamento nel Po.
6 giovanni carnovali detto piccio-arianna consolata da bacco
Acquistando il catalogo della mostra si diventa anche un po’ mecenati contribuendo al restauro conservativo, curato dal Laboratorio Enrica Boschetti di Milano, del Ritratto di Gina Caccia (La collana verde).

Didascalie immagini

  1. Giovanni Carnovali, detto Il Piccio, Ritratto di Gina Caccia (La collana verde) 1862, olio su tela 64×52 cm
  2. Giovanni Carnovali, detto Il Piccio, Flora, olio su tela 54 x 44 cm
  3. Giovanni Carnovali, detto Il Piccio, Agar nel deserto, 1860-1862, olio su tela 30 x 23 cm
  4. Giovanni Carnovali, detto Il Piccio, Selene ed Endimione, 1850-1855, olio su cartone telato 20 x 12 cm
  5. Giovanni Carnovali, detto Il Piccio, Il giudizio di Paride, olio su cartone telato diametro 20 cm
  6. Giovanni Carnovali, detto Il Piccio, Arianna consolata da Bacco, olio su cartone telato diametro 20 cm

In copertina:
Giovanni Carnovali, detto Il Piccio, Selene ed Endimione, 1850-1855, olio su cartone telato 20 x 12 cm
[particolare]

Dove e quando

Evento: Piccio Oltre il suo tempo
  • Fino al: – 28 June, 2015