Nelle nostre vite c’è un solo colore che dona senso all’arte e alla vita stessa. Il colore dell’amore
                                                                                                                                            Marc Chagall

Questa frase da sola cattura il senso dell’arte e della vita di Chagall, pittore e poeta bielorusso, uomo dotato di tanta passione quanto genio. Con la sua arte ha testimoniato in maniera concreta il protagonismo dell’amore nella sua vita, come a scandirne i momenti più importanti.
L’amore per la vita, l’amore per l’arte, l’amore per una donna, l’amore per le sue radici e l’amore per il teatro. A soli 23 anni, dando prova di tanta volontà e perspicacia, ottenne il permesso di residenza, necessario per tutti gli ebrei che volevano recarsi nella capitale russa, partendo così alla volta di Pietroburgo con il suo amico Victor Mekler nell’inverno 1906.
Con i miei 27 rubli, i soli che ho mai ricevuto da mio padre (per la mia formazione artistica), sono fuggito a Pietroburgo, con il mio amico al seguito. Era deciso”.
Questo periodo di crescita artistica e sperimentazione, darà vita a diverse opere che già resero note le qualità dell’artista (Giovane donna sul divano, la Famiglia, il Matrimonio russo, la Nascita). È proprio in questo quadro che fanno capolino due temi molto vicini al cuore di Chagall, il teatro e la cultura ebrea.
1 marc chagall la nascita 1911
La struttura de la Nascita è come un’opera teatrale, composta di palcoscenico e attori: la madre, esangue, una levatrice scura in volto che tiene in modo maldestro il nuovo nato e dall’altro lato il padre, perso in conversazione con numerosi vicini curiosi, un vecchio ebreo con la sua mucca ed altre genti, guardano dalla finestra.
Una raffigurazione della Natività che a suo modo esprime scene di vita che avevano fino ad allora arricchito la vita dell’artista.
2 marc chagall la stanza gialla 1911
Più tardi l’amore per l’arte lo spingerà più lontano, fino a Parigi, culla di artisti, dove Chagall si unisce a un circolo di avanguardisti tra cui Archipenko, Modigliani, Apollinaire e comincia a sperimentare con nuove forme.
Rimane affascinato dal cubismo, pur restando fedele alla forza espressionista del colore.
Anche se dipinge dalla Ruche, a Montparnasse, Chagall continua a vivere nel mondo fantasmagorico del suo amato villaggio, di Vitebsk, che insieme a tutto il suo retaggio russo torna con violenza in questa sua prima fase parigina. Basta pensare a la Stanza gialla, Io e il villaggio, Interni II, per rendersi conto quanto del suo recente passato e del suo retaggio vivessero ancora in lui e nella sua arte in modo constante “Solo la grande distanza che separa Parigi dal mio villaggio natale, mi ha impedito di ritornarvi immediatamente”.
3 marc chagall io e il villaggio 1912
Il suo ritorno in terra natia dà spazio a un nuovo periodo nello sviluppo creativo di Chagall che gli permette di immergersi nuovamente in nelle sue origini questa volta rivisitandole in un’altra chiave, grazie all’esperienza parigina.
E’ anche l’occasione per lui di sposare Bella Rosenfeld suo primo amore e musa per tanta parte della sua vita. Un amore questo che pervade il suo Io e che si riflette con grande dinamismo in opere come l’Anniversario (1915), ma anche in Bella con il colletto bianco (1917) e la Passeggiata (1917-18), “Lei portava mattina e sera nel mio studio dolci della sua casa, pesce grigliato, latte caldo e diverse stoffe decorative e perfino delle assi che usavo come cavalletto. Schiudevo soltanto la finestra della mia stanza e l’aria blu, l’amore e i fiori vi entravano insieme a lei. Tutta vestita di bianco o tutta di nero, lei sorvola da tempo ormai, sopra le mie tele, guidando la mia arte”.
4 marc chagall la passeggiata 1917-1918
Tanto amore, passione e sensibilità, non hanno reso Chagall cieco a quello che succedeva nel mondo intorno a lui, e già verso la fine degli anni venti aveva cominciato a percepire il destino che incombeva sul suo popolo ebraico.
La sua arte cambia e i toni diventano scuri, cupi e percorsi da ombre e simbolismi che mischiano l’antico e il nuovo testamento.
Paesaggi che fanno da sfondo a elementi della religione ebraica che in pericolo sotto la minaccia nazista, denotano la persecuzione che ha spinto l’artista e la sua famiglia all’esilio verso gli Stati Uniti.
5 marc chagall la resurrezione sulle rive del fiume 1947
L’ebreo errante, figura che ritorna in vari momenti nelle sue opere, si appropria ora della personalità di Chagall, lentamente ma in modo inesorabile trasmettendo una dimensione, quella del viaggio estemporaneo, sospeso tra la vita e l’arte. Chagall, con il cuore colmo d’amore che regala sogni e distribuisce rami di gioia continua il suo vagabondaggio alla ricerca della verità e della bellezza dalle sue opere fino alle nostre anime.

Potete visitare l’expo-Chagall al Royal Museums of Fine Arts di Brussels e scoprire oltre 200 tele provenienti da tutto il mondo in onore di questa maestosa retrospettiva, aperta al pubblico fino al 28 Giugno 2015.

Didascalie immagini

  1. Marc Chagall, La Nascita, 1911, olio su tela, cm 46×36, collezione privata
  2. Marc Chagall, La stanza gialla, 1911, olio su tela, Basel, Fondazione Beyeler (© Fondation Beyeler, Basel / Chagall / SABAM Belgium 2015 / photo: Peter Schibli)
  3. Marc Chagall, Io e il villaggio, 1912, matita, acquarello e gouache, Royal Museums of Fine Arts of Belgium, Brussels, inv. 11108 (© MRBAB, Brussels / Chagall / SABAM Belgium 2015 / photo: J. Geleyns – Ro scan)
  4. Marc Chagall, La passeggiata, 1917-1918, olio su tela, cm 170×163, Russian Museum, San Pietroburgo (© State Russian Museum, St. Petersburg / Chagall / SABAM Belgium 2015)
  5. Marc Chagall, La risurrezione sulle rive del fiume, 1947, olio su tela, collezione privata (© Chagall / SABAM Belgium 2015)

In copertina:
Marc Chagall, La Nascita, 1911, olio su tela, cm 46×36, collezione privata
[particolare]

Dove e quando

Evento: Chagall Retrospective