Going clear-scoentology e la prigione della fede 1L’infaticabile Alex Gibney newyorkese premio Oscar 2007 per il bellissimo Taxi to the dark side, dopo Politicamente Scorretto – The Hunter S. Thompson’s Gonzo e Mea Maxima Culpa: silenzio nella casa di Dio, torna a raccontare un’altra controversa realtà americana indagando su Scientology, potente associazione a cui è stato riconosciuto negli USA lo status di culto religioso.

Partendo da un libro del giornalista premio Pulizer Lawrence Wright il film Going Clear: Scientology e la prigione della fede, distribuito in Italia da Lucky Red, fa un analisi del fenomeno senza dare niente per scontato, partendo dalla genesi del culto che ha irretito migliaia di persone in ogni parte del pianeta e iniziando col ripercorrere la biografia del suo fondatore L. Ron Hubbard.
Prolifico scrittore di fantascienza Hubbard nel 1950 pubblica il volume Dianetics: la forza del pensiero sul corpo che riscuote subito un enorme successo e farà da base teologica, integrata al contenuto di alcuni suoi romanzi, per la fondazione della Chiesa di Scientology.
La biografia ufficiale del fondatore edita in sedici volumi ce lo dipinge come uomo superiore dotato quasi di facoltà extrasensoriali, ma il film avvalendosi di testimonianze dirette ci consegna l’immagine molto meno agiografica di un individuo esaltato e paranoico, un megalomane psicotico incline a credere lui stesso fermamente al prodotto delle sue fantasie.
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Presentata come tecnica di autodisciplina mirata alla realizzazione interiore Scientology si propone come soluzione a ogni paura o insicurezza individuale, attraverso costosissimi corsi atti a far salire spiritualmente l’adepto in una scala infinita di livelli lungo quello che in gergo viene chiamato il ‘ponte’ verso la libertà.
Attività fondamentale e chiave del controllo che la setta esercita su ogni individuo è l’analisi effettuata con sessioni in cui la persona è collegata ad un elettro-psicometro – una macchina che dovrebbe misurare la massa dei pensieri, ammesso che i pensieri abbiano massa – per scavare nella sua psiche alla ricerca di traumi, di questa e di altre vite precedenti, da rimuovere per raggiungere lo stato definito Clear; molti fuoriusciti hanno denunciato l’utilizzo dei dossier ottenuti dal contenuto delle sedute come arma di ricatto contro di loro.
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Chi aderisce al culto non è spinto però solo da desideri di affermazione personale, in molti casi coesiste un sentimento d’altruismo verso il mondo intero perché Scientology si presenta come via di salvezza per l’intero genere umano e, prigionieri di una fede che non ha bisogno di prove, gli adepti scelgono di “rinunciare alla propria vita per salvare il mondo” come afferma nel film Sylvia ‘Spanky’ Taylor, fuggita dalla setta in modo avventuroso con una figlia molto piccola.
Il film di Alex Gibney nel costruire la sua verità espone testimonianze di alta caratura come quella del regista Paul Haggis che ha lasciato dopo trent’anni di militanza attiva, quella di Mike Rinder entrato in Australia a diciotto anni e arrivato a essere portavoce ufficiale dell’organizzazione prima di abbandonarla nel 2007 e soprattutto quella di Marty Rathbun, a lungo numero due assoluto nella gerarchia di Scientology a fianco del suo capo supremo David Miscavige.
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Diffusa tra la gente di Hollywood Scientology ha in John Travolta e soprattutto in Tom Cruise i suoi volti più noti, entrambi hanno scelto di non partecipare al film che ce li mostra in interviste di repertorio insinuando l’idea che, in modo molto diverso, possano essere ostaggi del culto; in particolare Marty Rathburn svela retroscena finora inediti sulla separazione tra Nicole Kidman e Tom Cruise a cui ha ‘lavorato’ da lui stesso.
Nel gergo interno chiunque esprima critiche o dubbi viene definito “persona soppressiva” e a tutti coloro che sono in rapporto con lui è intimato di “disconnettersi” interrompendo ogni contatto.
Particolarmente intensa è la testimonianza nel film di Sarah Goldberg che ha raggiunto in trent’anni lo stato spirituale più alto, ma ne è uscita quando si è rifiutata di disconnettersi da suo figlio Nick Lister e ha in Scientology ancora una figlia e una nipote molto piccola; abbracciandola per l’ultima volta la figlia le ha detto “ti voglio bene mamma, ma devo disconnettermi da te” e da allora non ne ha avuto più notizie.
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Going Clear: Scientology e la prigione della fede non vuole essere un attacco basato su preconcetti, l’obiettivo del libro come del film è indagare i meccanismi per cui persone degnissime arrivano ad adottare una mentalità che non gli appartiene comportandosi in modi che non avrebbero mai ritenuto possibili, e solo attraverso le parole di chi porta addosso cicatrici profonde viene fuori il ritratto di un’organizzazione pericolosa, avida e potente in continua espansione.
Scientology ha reagito al documentario di Alex Gibney contrattaccando con una campagna tesa a screditare le voci critiche del film, attraverso un canale dedicato di youtube e siti internet costruiti appositamente per demolire, con attacchi personali sotto la cintura, chi rende pubblica la sua testimonianza.
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Dati oggettivi documentabili sono poi quelli sulla guerra di Scientology contro il fisco degli Stati Uniti, iniziata da Ron Hubbard indagato per evasione fiscale e latitante dal finire degli anni ’60 fino alla morte nel 1986, vinta quando le autorità cedendo a un ricatto hanno dichiarato nel 1993 la setta culto religioso e classificato i romanzi di fantascienza del fondatore come testi sacri, rendendoli perciò esenti da ogni tassa.
Il film di Alex Gibney ci dà la visione di un mondo occulto diviso in parti separate e distanti, tra chi vive nel lusso e chi subisce spesso consensualmente le peggiori umiliazioni, che somiglia più a un’azienda attenta alla produttività che a un culto religioso di supporto per i suoi fedeli.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. L. Ron Hubbard fondatore di Scientology in un’intervista degli anni ’60 / La sede di Scientology a Hollywood
  3. L’attore Jason Beghe una delle voci più critiche verso Scientology di cui ha fatto parte dal 1994 al 2007 / Un particolare dell’elettro-psicometro usato nelle sessioni di auditing /
    Sylvia ‘Spanky’ Taylor dopo aver lavorato all’Hollywood Celebrity Centre spesso a stretto contatto con John Travolta è letteralmente fuggita via nel 1987
  4. Il regista premio Oscar Paul Haggis, trent’anni di militanza / Marc Rinder portavoce di Scientology dal 1982 al 2007 / Marty Rathbun nell’organizzazione dal 1987 al 2004 era arrivato a essere il numero due nella gerarchia
  5. Sarah Goldbergh ha lasciato la Chiesa di Scientology nel 2013 denunciando casi di alienazione mentale indotti / Sarah Goldbergh con i figli quando erano ancora uniti
  6. La scenografia con forti influenze dell’iconografia nazista per l’annuncio della vittoria sul fisco, 1993 / David Miscavige successore di Ron Hubbard al vertice / Tom Cruise e David Miscavige /
    Tom Cruise con tanto di medaglia trasformato in ambasciatore della setta agli occhi degli adepti
    (© 2015 GC Productions / HBO)

In copertina:
Tom Cruise è il volto più famoso della Chiesa di Scientology (© 2015 GC Productions / HBO)

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Going Clear – Scientology and the prison on belief
  • Regia: Alex Gibney
  • Con: Lawrence Wright, Mike Rinder, Marty Rathbun, Paul Haggis, Jason Beghe, Tom De Vocht, Hana Whitfield, Tony Ortega, Sylvia ‘Spanky’ Taylor, Monique Rathbun, Sara Goldberg, Kim Masters, Dennis Erlich, Steve Pfauth, Kirstie Alley, Anne Archer, Karen Black, Nazanin Boniadi, Nancy Cartwright, Leonard Cohen, Anderson Cooper, Chick Corea, Tom Cruise, Tommy Davis, Jenna Elfman, Isaac Hayes, Katie Holmes, L. Ron Hubbard, Nicole Kidman, Larry King, David Miscavige, Kelly Preston, Mimi Rogers, John Sweeney, John Travolta, Alex Witherow, Marina Zenovich
  • Sceneggiatura: Alex Gibney dal libro Going Clear: Scientology, Hollywood, and the Prison of Belief di Lawrence Wright
  • Fotografia: Sam Painter
  • Musica: Will Bates
  • Montaggio: Andy Grieve
  • Produzione: Alex Gibney, Lawrence Wright e Kristen Vaurio con Jacqui Lewis e Lauren Wolf per Jigsaw Production con HBO Documentary Films e Sky Atlantic
  • Genere: Documentario
  • Origine: USA, 2015
  • Durata: 120’ minuti