L’arte barcellonese tra 1888 e 1909 è la protagonista della mostra che si svolge al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, “La rosa di fuoco. La Barcellona di Picasso e Gaudì”. 
1 pablo picasso autoritratto 1890-1900
Nella fine dell’800 il capoluogo della Catalogna gode di un’economia florida grazie all’industrializzazione, che prosegue sino al ‘900 e determina risvolti positivi anche dal punto di vista culturale. Cio’ è testimoniato dall’aria di rinnovamento che si respira grazie a due Esposizioni universali (una nel 1888, l’altra nel 1929) che siglano l’ascesa economica e urbanistica della città; essa difatti si estende sino a comprendere i paesini limitrofi con la sua Eixample (Estensione). Nel periodo della Belle Époque, dunque, la vita barcellonese trasuda euforia e novità creative, tanto da ricevere dagli anarchici il nome in codice di “rosa di fuoco”, che però si riferisce anche alle tensioni sociali e agli attentati esplosivi che caratterizzano il conflitto tra civili e militari della “settimana tragica” nel luglio del 1909 e decretano la fine di una stagione radiosa.
Questi anni vitali e turbinosi sono raccontati attraverso le opere in mostra a Ferrara, in cui dialogano dipinti, disegni, manifesti, fotografie, gioielli, modelli architettonici e teatrali, ceramiche e sculture.
2 pablo picasso i tetti di barcellona 1902
In quegli anni a Barcellona fiorisce l’Art Nouveau, con geni come Gaudí e Picasso, ma anche altri architetti, pittori, scultori, grafici, musicisti, poeti.
Il movimento è alimentato dallo sviluppo economico e industriale della Catalogna, dunque è fortemente ancorato alle vocazioni di modernizzazione della contemporaneità; per tale ragione è noto con il termine di modernismo catalano.
La sua storia è evocata dalle opere esposte al Palazzo dei Diamanti.
3 ramon casas la garrota 1894
Picasso, protagonista del contesto artistico barcellonese oltre che parigino, dipinge un Autoritratto tra il 1899 e il 1900, in cui i tratti veloci e spezzati di carboncino e gessetto delineano un volto giovanile dallo sguardo graffiante, mentre nel Ritratto di Gustave Coquiot del 1901 lo stile si fa più personale ed espressionista: il soggetto ha il volto livido ferito da un sorriso beffardo mentre le figurine sullo sfondo sembrano gemere dalla disperazione; nella Donna a teatro le macchie di colore accennano ai colori scomposti del pointillisme, qui però disordinati e caotici, quasi ad alludere alla frenesia mondana dei salotti parigini, dei caffè delle Ramblas o degli incontri all’ostello barcellonese di Els Quatre Gats. Prevalgono tonalità bluastre nei dipinti picassiani I tetti di Barcellona e Ragazza in camicia, così come in Dolores di Isidre Nonell, a rappresentare la solitudine desolante e residua del progresso.
4 joaquim mir l abisso maiorca 1901
In mostra è anche un allestimento che offre una visione ravvicinata delle forme ardite e fiabesche della cripta della Colonia Güell, opera del genio Antoni Gaudí; essa, oggi dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’Unesco, è l’unica parte di una chiesa che doveva essere costruita per i lavoratori della fabbrica tessile di proprietà del conte Eusebi Güell e che è invece rimasta incompleta. Ma oltre ai grandi Picasso e Gaudí l’esposizione propone anche le opere di artisti meno celebri, come La garrota di Ramon Casas, cronaca fedele come un’istantanea fotografica dell’esecuzione pubblica di un prigioniero, L’abisso di Joaquim Mir, in cui le forme di un paesaggio naturale diventano astratti accostamenti di colore; e ancora, una spilla del 1902 in oro, smalto, diamanti, opale e perla, di Lluís Masriera, che si ispira alle forme naturali proprie dell’Art Nouveau.
5 hermenegildo anglada camarasa champs elysees 1904
L’esposizione, dunque, racconta le varie sfaccettature del modernismo catalano, dal recupero architettonico di romanico, gotico e mudéjar tra ‘800 e ‘900 alle immagini di stampo naturalistico o impressionistico come Scena domestica all’aria aperta di Casas e ai più visionari impasti cromatici e filamenti cangianti che impreziosiscono le atmosfere languide e notturne di Hermenegildo Anglada Camarasa.
All’evento sono collegati anche laboratori en plein air riservati ai centri estivi della città e della provincia, per far conoscere ai più piccoli la consistente eredità della “rosa di fuoco”.
 

Didascalie immagini

  1. Pablo Picasso, Autoritratto, 1890-1900, carboncino e gessetto su carta, mm 225 x 165, Barcellona, Museu Picasso. Dono dell’artista, 1970 (© Succession Picasso, by SIAE 2015)
  2. Pablo Picasso, I tetti di Barcellona, 1902, olio su tela, cm 58,5 x 60,8 Barcellona, Museu Picasso. Dono dell’artista, 1970 (© Succession Picasso, by SIAE 2015)
  3. Ramon Casas, La garrota, 1894, olio su tela, cm 127 x 166, Madrid, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía
  4. Joaquim Mir, L’abisso, Maiorca, 1901, olio su tela, cm 175 x 98 Madrid, Colección Carmen Thyssen-Bornemisza
  5. Hermenegildo Anglada Camarasa, Champs Elysées, 1904, olio su tavola, cm 81 x 120 Museu de Montserrat

In copertina:
Ramon Casas, La garrota, 1894, olio su tela, cm 127 x 166, Madrid, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía
[particolare]

Palazzo dei Diamanti, Ferrara

Orari: 10.00 – 20.00
Aperture serali straordinarie fino alle 23.00: 17, 18 e 19 luglio
 

 

Dove e quando

Evento: LA ROSA DI FUOCO. La Barcellona di Picasso e Gaudí