– di Fabio Giuliani –

La Weimarer Republik fu lo stato con cui venne identificata la Germania tra il 1919 ed il 1933. Il nome deriva dalla omonima città dove si tenne un’assemblea nazionale per redigere una nuova costituzione dopo la sconfitta tedesca nella prima guerra mondiale.
In questo spazio temporale gli artisti tedeschi si confrontano con le devastanti conseguenze del conflitto, con gli effetti sociali, culturali ed economici del rapido processo di modernizzazione e urbanizzazione che mutò il volto della Germania, con la piaga della disoccupazione e gli sviluppi della tecnologia e dell’industria.
1 otto dix-ritratto avvocato hugo simons-1925
La prima democrazia tedesca è ricca di esperienze culturali, la fondazione del Bauhaus e l’emergere di un nuovo realismo.
Neue Sachlichkeit”, (Nuova Oggettività) è una corrente pittorica “Neorealista” che identifica una serie di opere e di artisti che, nella Germania degli anni Venti del Novecento, si contrappone 2 august sander-secretary at west german radio station in cologne-1931all’Espressionismo e alle correnti astrattiste tipo “Blue Rider” e “Die Brücke”. La definizione nacque a Mannheim nel 1925 come titolo di una mostra curata da Georg Friedrich Hartlaub, geniale direttore della Kunsthalle di quella città, che si proponeva di documentare le diverse tendenze dell’arte tedesca del primo dopoguerra.
Le due anime principali al suo interno erano quella “veristica” di interpreti come Otto Dix, George Grosz e Christian Shad e quella “classicista” di Alexander Kanoldt e George Schrimpf assimilata al termine di “Realismo Magico” introdotto dal famoso teorico d’arte Franz Roh. I rappresentanti di questa nuova figurazione non sono uniti da un manifesto programmatico, ciò che li accomuna è lo scetticismo per la direzione intrapresa dalla società tedesca e la consapevolezza dell’isolamento umano che questi cambiamenti comportano.
Diversamente dai predecessori espressionisti – che avevano accolto con entusiasmo lo scoppio del conflitto prima di confrontarsi con la terribile realtà dei campi di battaglia – gli artisti della Nuova Oggettività guardano con disincanto alla complessa situazione della nuova Germania e scelgono il realismo, la precisione, la sobrietà, l’oggettività, rivisitando tecniche e generi della grande tradizione pittorica, con un nostalgico ritorno al ritratto e una spiccata attenzione per la resa delle superfici.
3 george grosz-scena di strada 1925
Questa esperienza, al pari di altre forme artistico-culturali, si concluse con l’ascesa al potere di Adolf Hitler e del Partito Nazionalsocialista nel 1933 e la costituzione di una dittatura che portò ad un conflitto mondiale dal 1939 al 1945, con conseguenze ancora peggiori del precedente.
Tutta la loro vicenda viene descritta per la prima volta in Italia e negli Stati Uniti attraverso una mostra di grande suggestione.
Organizzata dal Los Angeles County Museum of Art (LACMA) in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia e con il supporto di 24 Ore Cultura-Gruppo 24 Ore, questa esposizione è composta da circa 140 opere tra dipinti, fotografie, disegni e incisioni di oltre quaranta artisti, molte delle quali poco conosciute sia in Italia che negli Stati Uniti.
4 herbert ploberger-tavolo da toletta 1926
Accanto a figure di primo piano come Otto Dix, George Grosz, Christian Schad, August Sander e Max Beckmann, i cui percorsi eterogenei sono essenziali per comprendere la modernità dell’arte tedesca, l’esposizione consente di scoprire nomi meno noti al grande pubblico, tra cui Hans Finsler, Georg Schrimpf, Heinrich Maria Davringhausen, Carl Grossberg e Aenne Biermann.
L’allestimento di Daniela Ferretti riserva una particolare attenzione al confronto tra pittura e fotografia, offrendo la rara opportunità di esaminare le analogie e le differenze tra i diversi ambiti espressivi del movimento. Il percorso espositivo è suddiviso in cinque sezioni tematiche.
La vita nella democrazia e le conseguenze della guerra”: la disparità tra la borghesia in ascesa e le categorie sociali più colpite dal conflitto, reduci di guerra, disoccupati, prostitute, vittime della violenza e della corruzione politica. “La città e la natura del paesaggio”: il divario crescente tra uno scenario urbano sempre più industrializzato e un mondo rurale rievocato con nostalgia. “Natura morta e beni di consumo”: un nuovo tipo di natura morta, in cui gli “oggetti-ritratti” della vita quotidiana sono spesso prodotti in serie.
5 max beckmann-lido 1924
L’uomo e la macchina”:  i diversi approcci adottati dagli artisti verso gli effetti di trasformazione e al contempo di disumanizzazione che il rapido processo di industrializzazione produce. “Nuove identità: tipi umani e ritrattistica”: una nuova tendenza della ritrattistica che trascende l’individualità del soggetto per enfatizzarne l’appartenenza a una categoria sociale.
Stephanie Barron, curatrice della mostra e capo curatore della sezione di arte moderna al LACMA (dove nell’autunno 2015 sarà trasferita con un’altrettanto ampia selezione di opere), spiega: “Un’attenta analisi di questo periodo permette di comprendere più a fondo un capitolo complesso della modernità artistica tedesca. Provenienti da retroterra diversi, questi artisti – alcuni dei quali sono tra i protagonisti più noti dell’arte del Novecento, mentre altri sono quasi sconosciuti al di fuori della Germania – hanno abolito l’emotività, l’enfasi espressiva e lo slancio estatico per impegnarsi a registrare e smascherare la realtà immediata, osservandola con uno sguardo sobrio e impersonale. Nel complesso, gli artisti di questa tendenza hanno creato il ritratto collettivo di una società alle prese con una difficile transizione, in immagini che, oggi come allora,appaiono stupefacenti.
6 jeanne mammen-scacchista 1929-1930
Indubbiamente la Nuova Oggettività, con i suoi diversi approcci al realismo – talvolta critici o satirici, talvolta freddi e imperturbabili o ammalianti e magici; talvolta dediti a una resa minuziosa della realtà o a uno scrutinio della realtà attraverso le distorsioni dell’obiettivo fotografico – hanno risposto alle difficoltà di un’epoca tumultuosa con soluzioni artistiche incisive – afferma Gabriella Belli, Direttrice della Fondazione Musei Civici di Venezia – In questo breve periodo gli artisti erano liberi di esprimere il loro anelito alla verità in immagini di grande suggestione.
La mostra è accompagnata da un catalogo riccamente illustrato e di alto valore scientifico, curato da Stephanie Barron e Sabine Eckmann, disponibile in italiano e in inglese.

Didascalie immagini

  1. Locandina della mostra con il ritratto dell’avvocato Hugo Simons di Otto Dix, 1925
  2. August Sander, Segretaria alla stazione radio della Germania occidentale a Colonia (Rundfunksekretärin), 1931, Die Photographische Sammlung/SK Stiftung Kultur, Colonia, August Sander Archiv, Koln (© August Sander Archiv, Koln, by SIAE 2015 )
  3. George Grosz: ”Scena di strada”, 1925, Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid (© George Grosz, by SIAE 2015)
  4. Herbert Ploberger, Tavolo da toletta, 1926 (© Herbert Ploberger, by SIAE 2015 )
  5. Max Beckmann, Lido, 1924 (© Max Beckmann by, SIAE 2015 )
  6. Jeanne Mammen: “Scacchista”, 1929-1930, Berlinische Galerie, Landesmuseum für Moderne Kunst (© Jeanne Mammen, by SIAE 2015 )

In copertina:
Max Beckmann, Lido, 1924
[particolare]
(© Max Beckmann by, SIAE 2015 )

Orari: 10-19 tutti i giorni,
chiusura biglietteria un’ora prima

Dove e quando

Evento: Nuova Oggettività – Arte in Germania al tempo della Repubblica di Weimar, 1919-1933