Ex machina 1Caleb Smith brillante programmatore della Blue Book, la più grande società della rete a livello mondiale, esulta incredulo davanti al suo nome estratto per il primo premio di una lotteria interna all’azienda e a bordo di un elicottero si ritrova in viaggio verso il ritiro privato del suo inavvicinabile datore di lavoro, il ricchissimo Nathan, che ha creato dal niente la compagnia realizzando il primo software a soli tredici anni.
Abbandonato con sommarie indicazioni tra verdi foreste incontaminate, al pilota non è permesso avvicinarsi di più all’eremo, il ragazzo segue il fiume di montagna raggiungendo la sua destinazione: una costruzione ipertecnologica di vetro e acciaio ben integrata tra le rocce del paesaggio circostante.
Atteso, Caleb è accolto con abbondante familiarità, ma insufficiente a estinguere l’alone di occulto mistero che si respira nell’aria. Dopo aver firmato un vincolo di segretezza impegnandosi a non divulgare ciò di cui sarà testimone, il giovane scopre di essere stato estratto per essere parte di un evento destinato a segnare una svolta nella storia dell’intera umanità: dovrà interagire con la prima vera Intelligenza Artificiale mai creata, per stabilire se davvero la bellissima ragazza robot Ava è dotata di coscienza autonoma o solo della capacità di simularla.
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Lo scrittore Alex Garland che al debutto col romanzo The beach (1996) ha creato un vero oggetto di culto, dopo diverse sceneggiature originali e l’adattamento da Kazuo Ishiguro per Non lasciarmi di Mark Romanek, con il bellissimo Ex-Machina firma il suo esordio dietro la macchina da presa portando sullo schermo un vero e proprio duello psicologico tra i personaggi.
Il film gioca con quelle psicosi diffuse che spesso accompagnano l’idea della creazione di esseri artificiali sensienti, capaci di sviluppare pensieri e sentimenti autonomi, ponendoci davanti a profonde riflessioni esistenziali.
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Cos’è che ci definisce individualmente e fino a che punto gli elementi costitutivi di ognuno possono esser ritenuti frutto di autonome scelte personali, anziché condizionamenti imposti da cultura, famiglia e società? Possiamo sfuggire all’immagine mentale dell’io che ci costruiamo vivendo, selezionando aneddoti e ricordi dal vissuto che finiscono per strutturare un modello comportamentale a cui ci atteniamo comunque, a volte in maniera del tutto inconsapevole e meccanica, diventando spesso vittime di noi stessi?
Secondo il personaggio di Nathan in Ex_Machina la sfida, esemplificata con un riferimento all’arte di Jackson Pollock, è trovare quel territorio intermedio di pianificata libertà capace di sfuggire ogni automatismo consolidato.
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Strutturato come un thriller il film usa tutta una serie di rimandi emotivi, d’atmosfera e persino cromatici – il rosso che accompagna le interruzioni di corrente richiama immediatamente alla memoria la lotta per la sopravvivenza tra uomo e computer di 2001 odissea nello spazio – per tessere un sottotesto parallelo che alimenta una tensione crescente, palpabile nella percezione degli ambienti che passando dallo stupore tecnologico al terrore per la minaccia che incombe appaiono prima affascinanti e poi claustrofobici.
Contribuisce a tutto ciò anche l’originale colonna sonora firmata da Ben Salisbury e Geoff Barrow, capace di evocare le tensioni romantiche di Blade Runner o sottolineare l’incontro storico tra essere umano e macchina pensante rielaborando il celebre messaggio musicale di Incontri ravvicinati del terzo tipo.
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Gran parte del merito nel conferire credibilità a questa storia ambientata in un futuro ad un passo da noi, va attribuito all’ottima prova di tutti gli interpreti che sanno regalare, ognuno in modo funzionale al proprio ruolo, ambigue sfumature ai rispettivi personaggi.
L’irlandese Dohmnall Gleeson che sa lasciare il segno anche in piccoli ruoli incarna qui la vulnerabilità del protagonista Caleb; il camaleontico Oscar Isaac – già straordinario in A proposito di Davis dei fratelli Coen – dà corpo alla figura di Nathan, una sorta di Dio creatore che ha molti punti in comune col colonnello Kurtz di Marlon Brando in Apocalypse Now; come lui ha superato un confine interiore dal quale non è più possibile fare ritorno.
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Degna di nota anche la prova della svedese Alicia Vikander che grazie a un passato di ballerina classica può vantare controllo totale sulla sua fisicità, regalando credibilità all’androide Ava con tutta una serie d’impercettibili tic rivelatori della sua natura meccanica; gli straordinari effetti speciali visivi – e sonori – espongono alla vista cavi e circuiti interni di un corpo artificiale, senza inibire tuttavia l’empatia col personaggio.
Completa il cast l’attrice, modella e ballerina giapponese Sonoya Mizuno che nel piccolo ruolo di Kyoko regala al film una sequenza indimenticabile da Disco Music in cui balla con un Oscar Isaac incredibilmente bravissimo nello starle al passo.
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Ex_Machina sarà nelle sale italiane dal prossimo 30 luglio distribuito da Universal Pictures, thriller fantascientifico avvincente e in grado di garantire nutrimento emotivo anche ai palati più esigenti, è un grande film destinato a restare indelebile nell’immaginario collettivo.
Assolutamente da non perdere!

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Boschi, montagne e cascate della Norvegia ‘interpretano’ il regno del ricchissimo Nathan
  3. Dohmnall Gleeson è il giovane protagonista Caleb
  4. La straordinaria Intelligenza Artificiale Ava interpretata da Alicia Vikander
  5. L’interruzione di corrente virata al rosso evoca la minaccia di 2001 odissea nello spazio
  6. Oscar Isaac è il genio miliardario Nathan
  7. Sonoya Mizuno è la silenziosa Kyoko / Il regista Alex Garland al lavoro sul set
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    (© 2015 Universal City Studios Productions Lllp)

In copertina:
Alicia Vikander è l’androide Ava (© 2015 Universal City Studios Productions Lllp)

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Ex_Machina
  • Regia: Alex Garland
  • Con: Dohmnall Gleeson, Alicia Vikander, Sonoya Mizuno, Oscar Isaac, Corey Johnson, Claire Selby, Symara Templeman, Gana Bayarsaikhan, Tiffany Pisani, Lina Alminas
  • Sceneggiatura: Alex Garland
  • Fotografia: Rob Hardy
  • Musica: Ben Salisbury, Geoff Barrow
  • Montaggio: Mark Day
  • Scenografia: Mark Digby
  • Costumi: Sammy Sheldon Differ
  • Produzione: Andrew Mac Donald e Allon Reich con Johanne Smith per Film 4 e DNA Film Productions con Universal Pictures International
  • Genere: Fantascienza
  • Origine: USA / Gran Bretagna, 2015
  • Durata: 108’ minuti