Taketori monogatari [La storia del tagliatore di bambù] è considerato il più antico esempio di narrativa popolare giapponese, scritto nel X secolo da autore sconosciuto è stato fonte d’ispirazione per il lungometraggio animato La storia della Principessa Splendente che segna il ritorno alla regia di Isao Takahata, storico fondatore dello Studio Ghibli insieme all’amico e sodale Hayao Miyazaki, a quattordici anni di distanza dal precedente – inedito in Italia – Hōhokekyo tonari no Yamada-kun [Gli Yamada, cinguettanti vicini].
Un anziano tagliatore di bambù, mentre è intento nella foresta a svolgere il suo lavoro, è attratto da un misterioso bagliore proveniente da una canna e dopo averla recisa vi scopre all’interno una minuscola creatura dalle sembianze di una meravigliosa principessa.
Senza figli, l’uomo la porta a casa dalla moglie e insieme decidono di allevarla come loro figlia, mentre la piccola assume le sembianze di un neonato e cresce molto velocemente fino a diventare una fanciulla di tale bellezza da attirare l’attenzione d’innumerevoli spasimanti, anche ricchissimi e titolati, sempre respinti; finché notizia di questa meravigliosa creatura giunge all’orecchio del Mikado, l’imperatore del Giappone.

Dopo la presentazione ufficiale al Festival di Cannes 2014, un’uscita nelle sale italiane limitata a soli tre giorni e una candidatura all’Oscar come miglior lungometraggio d’animazione, adesso La storia della Principessa Splendente può essere finalmente recuperato nel dvd edito da Lucky Red.
La sceneggiatura firmata dallo stesso Takahata con Riko Sakaguchi arricchisce la storia dei sentimenti della Principessa Kaguya assenti nel testo originale, ecco allora rappresentati sullo schermo la spensierata gioia dell’infanzia e il rimpianto celato sotto i doveri dell’età adulta, rappresentati dal mondo più selvatico della campagna e dalla vita lussuosa prigioniera delle convenzioni in città.

Isao Takahata ha coltivato il desiderio di realizzare questo film per oltre cinquant’anni, da quando giovane animatore alla Toei Animation partecipò alla preparazione di un progetto che non fu mai portato a termine; adesso, nonostante molteplici aggiunte alla narrazione tradizionale, il film realizzato rispecchia in modo sorprendente gli antichi valori della cultura nipponica, non solo nelle azioni dei personaggi – la Principessa segue senza opposizioni il volere paterno anche quando le procura dolore, fedele all’obbligo verso la famiglia e i propri genitori – ma anche nella punizione finale che il desiderio di ascesa sociale porta con sé.

Valore assoluto nella società del Giappone feudale rigidamente divisa in classi era la capacità di saper stare al proprio posto, perciò ogni manovra per salire la scala sociale era criticato e mal visto; questo ideale di una struttura gerarchica perfetta era anche alla base dello spirito nazionalista dell’esercito imperiale nella seconda guerra mondiale, nell’idea di portare ordine al caos di paesi stranieri.
I giapponesi non comprendevano l’opposizione alla conquista dei popoli sottomessi, da loro ritenuti inferiori nello stato naturale delle cose, che avrebbero dovuto invece essere loro grati – seppur relegati a posizioni subalterne – per l’assetto ordinato che andavano imponendo; è lo stesso sentimento del Mikado che non può concepire felicità maggiore per la Principessa Splendente se non quella di diventare sua proprietà.

Bellissimo anche nel rappresentare usi e costumi in gran parte perduti – dalla lavorazione artigianale delle ciotole in legno all’uso di colorare di nero la dentatura delle principesse – La storia della Principessa Splendente unisce la tradizione grafica delle antiche stampe giapponesi a un’animazione estremamente moderna e all’avanguardia.
L’innovativa tecnica adottata consente in molti casi di animare lo sfondo insieme ai personaggi, un risultato notevole, evidente soprattutto nelle scene in cui le emozioni della Principessa sembrano alterarne le forme fino a ridurla quasi a un insieme di linee cinetiche, come nella sequenza della fuga dalla città.

Il film è ricchissimo di piccoli momenti poetici che non è possibile apprezzare fino in fondo con una sola visione, come la farfallina azzurra che attraversa tutto il salone in cui i ricchi pretendenti assediano la Principessa celata da una tenda: la rappresentazione della natura effimera della bellezza che nonostante il desiderio umano è libera, inafferrabile e non può essere posseduta.
Meraviglioso anche un frammento che sullo schermo non dura più di due secondi con il giovane Sutemaru che fugge in strada tra la folla rubando una gallina, il campo stretto sulla figura in fuga assediata da ombre di passanti e ruote di carro è un autentico esempio d’animazione d’altissimo livello.

Sono stati necessari otto anni di lavorazione per superare innumerevoli ostacoli incontrati sulla via, con un notevole dispendio di risorse solo in parte recuperate, ma finalmente La storia della Principessa Splendente è una realtà, senza alcun dubbio il capolavoro di Isao Takahata, patrimonio collettivo come le più grandi opere d’arte dell’umanità.
Didascalie immagini
- Copertina del dvd italiano
- Il primo incontro tra l’anziano tagliatore di bambù e la Principessa Kaguya
- La libertà di un’infanzia a contatto con la natura
- Il rimpianto dell’innocenza in una vita adulta prigioniera di lusso e ricchezze
- La magia di un lungometraggio d’animazione meraviglioso
- La fuga da palazzo della Principessa Splendente
- Il frammento di Sutemaru in fuga tra la folla per il furto di una gallina
.
(© 2013 Studio Ghibli)
In copertina:
La Principessa Splendente malinconica nella luce della luna attende l’addio da questo mondo (© 2013 Studio Ghibli)
SCHEDA FILM
- Titolo originale: Kaguya-hime no monogatari
- Regia: Isao Takahata
- Con le voci originali di: Takeo Chii, Aki Asakura, Nobuko Miyamoto, Kengo Kora, Atsuko Takahata, Tomoko Tabata, Tatekawa Shinosuke, Takaya Kamikawa, Hikaru Ijũin, Ryuko Uzaki, Nakamura Shikinosuke II, Isao Hashizume, Tamaki Kojo
- Con le voci italiane di: Carlo Valli, Lucrezia Marricchi, Chiara Salerno, Flavio Aquilone, Chiara Fabiano, Giorgio Borghetti, Ambrogio Colombo, Marco Guadagno, Roberto Draghetti, David Chevalier, Francesco Bulckaen, Domitilla D’Amico, Rita Savagnone, Gerolamo Alchieri, Pietro Biondi, Anna Teresa Eugeni
- Soggetto: Taketori monogatari [La storia del tagliatore di bambù] di anonimo del X secolo
- Sceneggiatura: Isao Takahata, Riko Sakaguchi
- Musica: Joe Hisaishi
- Dipinti: Kazuo Oga
- Creazione personaggi e impostazione disegni: Osamu Tanabe
- Disegni principali: Shinji Hashimoto, Takayuki Hamada, Masashi Ando, Akiko Yamaguchi
- Direttore disegni: Kenichi Konishi
- Designazione colori: Yukiko Kakita
- Disegno contorni superfici: Masaya Saito
- Direttore delle riprese: Keisuke Nakamura
- Controllo animazione: Maiko Nogami
- Capo produzione esecutiva: Seiichiro Ujiie
- Vice capo produzione esecutiva: Toshio Suzuki
- Produttore esecutivo: Koji Hoshino
- Produzione: Yoshiaki Nishimura con Seiji Okuda, Naoya Fujimaki e Ryoichi Fukuyama per Studio Ghibli in associazione con Nippon TV
- Genere: Capolavoro
- Origine: Giappone, 2013
- Durata: 138’ minuti