Visto il titolo vi immaginerete un articolo sul tema del momento, oltre alla Grecia e al caldo e cioè immigrazione, estremismi, tolleranza, multiculturalismo, integrazione, mondialismo ecc. ecc.
No. Niente di tutto questo, ma solo il consueto appuntamento con il consiglio per la lettura estiva, essendo arrivati a luglio e cioè al momento delle meritate vacanze.
E allora il consiglio per questa estate è un libro bello e divertente, ormai di qualche anno fa, credo il 2006, ma sempre piacevole e attuale: Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio di Amara Lakhous (edizioni e/o 189 pagine).
Questo intelligente e divertente romanzo, infatti, prendendo a pretesto un misterioso omicidio in un condominio di piazza Vittorio a Roma ci racconta le storie degli abitanti di quel condominio e del microcosmo che lo circonda: ecco allora la storia del rifugiato iraniano, del giovane olandese Johan appassionato di neorealismo, del barista Sandro, della portinaia napoletana, del giovane commerciante bengalese e molti altri che non vi sto a descrivere.
Ognuno con la propria vita, con la propria lente deformante sulla vita degli altri, ognuno nella propria incomunicabilità e perennemente in lotta intorno all’unico luogo che li mette in comune: l’ascensore appunto.
E tutti anche in disaccordo sulla vera identità del protagonista del racconto, cioè Amedeo: pericoloso immigrato e assassino come sembra dire la polizia o cittadino modello e garbato condomino (ovviamente italiano) come sembrano pensare tutti gli altri.
Ma più che con la sceneggiatura di un film neorealista – come vorrebbe l’aspirante regista Johan – sembra però che si abbia a che fare col copione di una commedia all’italiana, dove ridendo e scherzando si parla tra le righe (in modo non troppo nascosto) dei problemi che già emergevano nel 2006 e che oggi sono sulle prime pagine dei giornali: il nostro rapporto con l’immigrazione, gli altri, gli stranieri.
Il finale non ve lo sto a dire ma vi dico invece, a proposito della parola “civiltà”, che in un bellissimo documento del 1542 (contenuto in De’Ricci, Epistolario. [Cur. Domenico Guglielmo Maria DI AGRESTI]. Firenze, Leo S. [Samuele] Olschki, vol. I. (1542-1554), 1973, p. 77) presente e consultabile gratuitamente online tramite le banche dati storiche di ITTIG, si dice che per un luogo come Prato, conosciuto come ciptà anche “per la sua antiquità e antiguata civiltà” non era una bella cosa che alcune strade non fossero ammattonate o allastrate e per questo motivo si diceva dunque di dare “opera effettualmente” a “fare allastrare le vie principale di detta terra” a partire dalle strade più importanti (pare di capire cominciando da quelle che partivano dalle porte cittadine e da quelle della piazza del Comune e del podestà “et di poi altre strate”).
Insomma in qualche modo la civiltà di un popolo, della sua terra, della sua città era misurata anche dalla manutenzione delle proprie strade …
Ho paura che a più di uno fischino le orecchie.
Buone vacanze. info-archivistorici@ittig.cnr.it
Didascalie immagini
In copertina:
Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio
Lakhous Amara
Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio
pagg.189
edizioni e/o