Un committente illustre, anzi imperiale. Un’opera pittorica uscita dalle mani e dalla scuola di un grande maestro dalla produzione sterminata. Un grazioso e storico centro della provincia dell’Italia centrale, così ricco di storia e tradizioni come solo nel Belpaese è possibile trovare. Un sindaco esperto d’arte. Un quadro che fa perdere le sue tracce, che viene ritrovato, sapientemente restaurato ed esposto di nuovo al pubblico.

Ci sono tutti gli elementi per una storia fra il giallo d’autore e l’avventura a lieto fine, nell’esposizione organizzata fino al 17 settembre dal Museo Piersanti, dal Comune di Matelica in provincia di Macerata e dal suo sindaco e storico dell’arte Alessandro Delpriori. Un bell’insieme che è riuscito a portare in mostra, nel cuore delle Marche, la tela di Rubens “La carità del Duca Rodolfo I d’Asburgo”. Dopo il restauro che la famiglia Frascione di Firenze, proprietaria del dipinto, ha curato, l’opera è partita per Matelica sempre grazie alla disponibilità della famiglia che si è fatta carico anche dell’onere del’assicurazione e dei trasporti. Resterà esposta nella suggestiva Chiesa di Sant’Agostino a pochi passi dal Museo Piersanti.
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Per conoscere tutti i retroscena della storia della prezioso dipinto, è necessario risalire a Filippo IV, Re di Spagna, imperatore cattolico, che commissionò il lavoro al famosissimo pittore fiammingo. Il quadro poi, come spesso succede, fa sparire le sue tracce per riapparire nel 1965, anno in cui il capitano E. G. Spencer-Churchill, figlio di Winston Churchill, lo cede alla casa d’aste Christie, Manson & Woods di Londra per essere venduto insieme ad altre importanti opere della collezione di famiglia.
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La grande tela che misura esattamente 3 metri e 12 per 2 metri e 20 fu acquistato dal nonno di Federico Gandolfi Vannini – attuale proprietario della galleria d’arte Frascione di Firenze – per la sua collezione privata custodita nella casa di famiglia. Alessandro Delpriori attualmente Sindaco di Matelica, ma anche storico dell’arte, a seguito di uno studio della collezione privata ha ritrovato ed evidenziato il valore del quadro e convinto la famiglia Fascione ad esporlo al pubblico dopo il restauro.
Il dipinto è datato e firmato dal grande maestro e come ha confermato il Corpus Rubenianum, la fondazione che studia l’enorme produzione del pittore fiammingo, ritrae e differenza di quanto indicato in precedenza, non il Conte Ferdinando, ma il Duca Rodolfo I d’Asburgo strenuo difensore del dogma dell’eucarestia. Il dogma della presenza reale di Cristo nel sacramento dell’ eucarestia diventa uno dei temi centrali nel Concilio di Trento nello scontro con la riforma protestante.
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Definito e riconfermato dal Concilio con le parole seguenti: `Se qualcuno negasse che nel Santissimo Sacramento dell’Eucarestia è contenuto veramente, realmente, e sostanzial¬mente il Corpo e Sangue assieme all’Anima e alla Divinità di nostro Signore Gesù Cristo e dunque il Cristo totale, ma dicesse che esso è solo come segno, figura o virtù, Sia Anatema‘ (Trento S. XIII Canone 1). Il tema del dogma dell’ Eucarestia viene pertanto ampiamente richiamato nei dipinti dell’epoca.

Il Rubens inedito sta intanto richiamando grande curiosità e afflusso dei visitatori nel territorio di Matelica e già rappresenta una opportunità di incremento delle attività e del turismo in questo scorcio di estate.

Didascalie immagini

  1. Locandina dell’evento
  2. Pier Paolo Rubens, autoritratto
  3. Il Duca Rodolfo I d’Asburgo difensore del dogma nel dipinto di Rubens appena restaurato

In copertina:
Il Duca Rodolfo I d’Asburgo difensore del dogma nel dipinto di Rubens
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Dove e quando

  • Fino al: – 17 September, 2015
  • Sito web