Calandosi nella tradizione figurativa della Valle Vigezzo, quello proposto è un itinerario attraverso gli occhi di un artista e interprete dell’arte italiana, Carlo Fornara (Prestinone 1871 – 1968). Sede dell’esposizione è Casa de Rodis, palazzetto di origine medievale nel cuore di Domodossola, non a caso siamo nella Val d’Ossola, al confine tra Italia e Svizzera, località fin dal ‘700 particolarmente vivace dal punto di vista artistico e trampolino per molti pittori che hanno trovato fortuna anche in Francia e Inghilterra.

La mostra rimarrà aperta fino al 31 ottobre 2015 e comprende 70 opere tra dipinti, disegni e sculture, provenienti dalla Collezione Poscio e da altre raccolte private, in grado di approfondire il tema della ritrattistica italiana di fine Ottocento. Realizzata a cura di Annie-Paule Quinsac, col patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di Verbano Cusio Ossola e del Comune di Domodossola, l’esposizione propone un confronto tra i maggiori esponenti di questo genere di pittura, quali Gaetano Previati, Tranquillo Cremona, Giovanni Segantini, Giovanni Boldini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Emilio Longoni, Angelo Morbelli, Pierre Troubetzkoy e altri.

A fare da cornice è la pittura divisionista, tra gli artisti già citati spiccano i nomi dei due esponenti Giovanni Segantini e Giuseppe Pellizza da Volpedo, lo stesso Fornara fu molto legato a questa corrente agli inizi del XX secolo. Proprio a Fornara viene dato rilievo in questa mostra con una sua serie di suoi autoritratti, come testimonianza del percorso umano ed artistico. Accanto agli autoritratti anche altri personaggi dipinti da lui stesso e da altri autori.

La curatrice dell’esposizione ha evidenziato: “La mostra vorrebbe essere un invito a riflettere sulla tradizione del ritratto nella cultura vigezzina, la sua importanza e i modi in cui si è trasmessa sino al grande sconvolgimento tra Otto e Novecento. Grazie alla frequentazione con il maestro, morto quasi centenario nel 1968, oggi la Collezione Poscio risulta imprescindibile per conoscere, oltre allo stesso Fornara, un capitolo poco noto dell’arte italiana, com’è stato appunto, dal Seicento in poi, il contributo della Valle Vigezzo al ritratto, che nella raccolta primeggia per presenze e qualità.

Gli artisti sono ventotto, sedici vigezzini e dodici a confronto, scelti tra i maggiori protagonisti italiani della ritrattistica internazionale a cavallo fra Otto e Novecento, accomunati ai colleghi della Valle o da simili vicende umane o da una medesima ricerca di equilibrio fra accademia e modernità, attraverso un genere in profonda trasformazione”.

Fornara nasce in una famiglia di contadini della Val Vigezzo, frequenta la Scuola d’Arte Rossetti Valentini di Santa Maria Maggiore seguendo gli insegnamenti di Enrico Cavalli, il quale lo influenzò in maniera decisiva affinché seguisse la vita della pittura. La sua fortuna è legata al contatto con Alberto e Vittorio Grubicy, anche quest’ultimo pittore vicino al movimento divisionista. Proprio grazie al loro patrocinio, le opere di Fornara furono presenti in tutte le esposizioni nazionali ed internazionali, ma con il tempo l’adesione alla scuola andò ad indebolirsi fino a scemare del tutto intorno agli anni ’20, quando l’artista iniziò una sua ricerca pittorica, per poi ritirasi definitivamente nel 1922 in Valle Vigezzo.

La Collezione Poscio nasce dalla passione per l’arte dell’ingegnere Alessandro, imprenditore edile e della moglie Paola. Ad arricchire la sua formazione sono state senza dubbio le frequentazioni con gli artisti, primo fra tutti Carlo Fornara, che li hanno portati a formare una significativa raccolta di opere in cinquant’anni di attenta ricerca. Inoltre, questa mostra vuole mettere in evidenza la ricca tradizione didattica della Valle, chiamata Valle dei pittori, ed è proprio per l’occasione che iniziano le pubblicazioni dei Quaderni della Collezione Poscio, il primo è per Carlo Fornara e il ritratto vigezzino. Prospettive e confronti.

È Casa de Rodis ad accogliere le opere ed è stata recentemente ristrutturata per essere adibita a moderna sede espositiva, coniugando il recupero e la valorizzazione delle caratteristiche storiche dell’edificio.
Il percorso espositivo è articolato su quattro piani. Una sezione è dedicata all’approfondimento delle origini e la formazione della Scuola di Belle Arti che si costituisce nell’Ottocento. Qui sono presentate anche due tele del pittore francese Adolphe Monticelli, conosciuto personalmente da Enrico Cavalli, influenzò fortemente Fornara e altri allievi.

Un’altra sezione, al primo piano, è dedicata all’evoluzione degli allievi di Cavalli e alla serie di autoritratti di Fornara, per giungere infine all’incontro tra quest’ultimo e Segantini. A chiudere la mostra l’ambita opera del maestro Chiara pace, dipinto tra il 1905 e il 1906, icona della raccolta Poscio.
Didascalie immagini
- Gian Maria Rastellini, Sognando, seconda versione, 1891, 65,5×94 cm, olio su tela
- Carlo Fornara, Autoritratto, 1933, 49,5×40 cm, olio su cartone
- Emilio Longoni, Bambino con trombetta o Bambino con balocchi, 1896-1897, 41×18 cm,olio su tela applicata a cartone
- Giuseppe Pellizza da Volpedo, Studio di volto (Ritratto di bambina), 1889, 32,5×43 cm, olio su tela
- Angelo Morbelli, Giardiniera, 1906-1908, 72×60 cm, olio su tela
- Carlo Fornara, Autoritratto, 1917, 24×19 cm, inchiostro su carta con ritocchi a biacca
- Paul Troubetzkoy, Busto di Segantini, 1896, 113x72x46 cm
- Giovanni Segantini, Ritratto di contadina, 1882-1883, 54,5×40 cm, olio su tela
In copertina:
Carlo Fornara, Autoritratto, 1933, 49,5×40 cm, olio su cartone
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Dove e quando
Evento: CARLO FORNARA E IL RITRATTO VIGEZZINO. Prospettive e confronti
- Fino al: – 31 October, 2015
- Sito web