Entrare nella sala in cui gli oltre quattrocento metri quadrati di tessuto istoriato dei 20 arazzi voluti da Cosimo I de’ Medici sono riuniti insieme dopo centocinquanta anni, è un’esperienza emozionante oltre le aspettative. Ve lo ha già anticipato sulle nostre pagine l’articolo di Federica, in occasione della prima tappa romana de “Il Principe dei sogni. Giuseppe negli arazzi medicei di Pontormo e Bronzino”, negli scorsi mesi trasferita a Palazzo Reale di Milano, e ora in viaggio verso la Sala dei Duecento di Palazzo Vecchio a Firenze dove è giunta ieri.

I panni istoriati, si sa, non lambiscono il desiderio collettivo come le esposizioni che propongono dipinti o sculture, ma trovarsi a tu per tu con arazzi di tali dimensioni (ognuno è alto sei metri) colpisce, oltre per l’effetto di qualcosa che non apprezziamo più abitualmente, soprattutto per l’incredibile maestria tecnica necessaria non solo per realizzarli, ma anche per restaurarli a dovere.
La storia dei venti arazzi inizia attorno al 1545. A quell’anno risalgono le prime testimonianze documentali del ciclo quando Cosimo I li volle per ornare la Sala dei Duecento di Palazzo Vecchio. Questi verranno divisi molti secoli dopo quando nel 1865, sullo sfondo di una Firenze ormai capitale d’Italia, Vittorio Emanuele II ne sceglie dieci per la propria residenza a Pitti, e li trasferisce poi con sé al Quirinale nel 1882 dove attualmente fanno parte della collezione della Presidenza della Repubblica.

Come facilmente intuibile, le Storie di Giuseppe Ebreo scelte da Cosimo per una così maestosa opera di propaganda, sono intimamente intessute di significati simbolici.
Narrate nella Genesi (37-50), le storie del figlio prediletto di Giacobbe delineano un protagonista dalle doti divinatorie e di giusto e grande regnante scelto da Dio. Egli, inoltre, compare nella Bibbia la prima volta quando ha 17 anni, stessa età del Granduca quando acquisisce il titolo.
L’immagine di eroe mite e probo che Giuseppe incarna, capace di sfuggire anche agli invidiosi e di conquistare la propria posizione contando solo sulle proprie qualità intellettuali, è utilizzata come metafora della fortuna della stessa stirpe medicea.

Il progetto di Cosimo rientra nel programma di adeguamento dell’antico Palazzo Vecchio in una residenza regale avviato, nel 1540, grazie agli interventi dei migliori artisti del tempo.
Il Granduca sceglie poi di sfruttare la realizzazione di questi arazzi come opportunità per la città stessa, istituendo a Firenze una delle prime manifatture, presieduta dagli arazzieri fiamminghi Jan Rost e Nicolas Karcher che ne istruivano gli artigiani.
All’altezza dell’impresa sono certamente gli artisti assoldati per ideare l’impianto iconografico dell’insieme: Pontormo, Bronzino e Francesco Salviati. Sui loro cartoni i maestri arazzieri iniziarono a comporre le figure tessendole con fili di seta, di lana e metallici.

Mentre Pontormo delinea figure pienamente scultoree, le scene immaginate da Bronzino, vero e proprio attore protagonista in quanto ideatore del maggior numero dei cartoni, si distinguono per la nitidezza dei particolari e per l’uso di tratti più lunghi e calligrafici.

Ogni arazzo racchiude le storie di Giuseppe all’interno di una sfarzosa cornice ornata a festoni ed in cima alla quale, sovente, si può scorgere il capricorno, simbolo personale di Cosimo I che fa così echeggiare la sua presenza in modo più elegante e velato.
“Al suo cospetto” non possono mancare personaggi chiave della sua corte, eternati quali personaggi fuori dal tempo all’interno delle raffigurazioni degli arazzi.
È il caso del grande panno bronziniano raffigurante il Convito di Giuseppe con i fratelli, dove in primo piano Cosimo e la consorte Eleonora da Toledo si presentano nelle vesti del faraone e della moglie, mentre il banchetto a cui stanno prendendo parte si ispira a quello del 1539 accorso in occasione delle loro nozze. Questo fu raccontato da Francesco Giambullari, erudito di corte e probabile ideatore del programma iconografico degli arazzi, rappresentato nell’uomo che sussurra all’orecchio di Cosimo. Accanto a lui vi è Giambattista Gelli, autore delle rime composte in occasione delle nozze, e il nano di corte, Morgante, è ritratto nell’angolo destro mentre porge una mela a Eleonora in omaggio alla sua bellezza.

Ovviamente gli arazzi hanno sofferto del tempo che li ha percorsi, e il loro stesso restauro è stato il pretesto per attivare maestranze specifiche che hanno portato, tra il 1983 e il 1985, alla creazione di un laboratorio autonomo in Palazzo Vecchio presieduto dall’Opificio delle Pietre Dure, le cui competenze sono state poi sfruttate nel 1996 quando, a Roma, fu finanziato un nuovo laboratorio con i fondi erogati per il Grande Giubileo.
Didascalie immagini
- Giuseppe in prigione e il banchetto del Faraone, 1546-1547 disegno e cartone di Agnolo Bronzino atelier di Jan Rost
Roma, Presidenza della Repubblica - Giuseppe spiega il sogno del Faraone delle vacche grasse e magre, 1548 disegno e cartone di Francesco Salviati atelier di Nicolas Karcher
Firenze, Soprintendenza Speciale PSAE e per il Polo Museale - Vendita del grano ai fratelli, 1547 disegno e cartone di Agnolo Bronzino atelier di Jan Rost
Firenze, Soprintendenza Speciale PSAE e per il Polo Museale - Giuseppe prende in ostaggio Simeone, 1547 disegno e cartone di Agnolo Bronzino atelier di Nicolas Karcher
Roma, Presidenza della Repubblica - Beniamino ricevuto da Giuseppe, 1550-1553 disegno e cartone di Agnolo Bronzino atelier di Nicolas Karcher
Firenze, Soprintendenza Speciale PSAE e per il Polo Museale - Giacobbe benedice i figli di Giuseppe, 1550-1553 disegno e cartone di Agnolo Bronzino atelier di Nicolas Karcher
Firenze, Soprintendenza Speciale PSAE e per il Polo Museale
In copertina:
Giacobbe benedice i figli di Giuseppe, 1550-1553 disegno e cartone di Agnolo Bronzino atelier di Nicolas Karcher
– particolare – Firenze, Soprintendenza Speciale PSAE e per il Polo Museale
ORARI
fino al 30 settembre
tutti i giorni escluso il giovedì 9-23
giovedì 9-14
dal 1° ottobre
tutti i giorni escluso il giovedì 9-19
giovedì 9-14
Catalogo: Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica edito de Skira.
Dove e quando
Evento: Il Principe dei sogni. Giuseppe negli arazzi medicei di Pontormo e Bronzino
- Fino al: – 15 February, 2016