Di Jeanne Hébuterne conosciamo molte cose: donna bellissima, aspirante artista, frequenta (nella Parigi di inizio Novecento) la comunità artistica di Montparnasse. Qui conosce, nella primavera del 1917, Amedeo je taime francesca diotallevi copertinaAmedeo Modigliani. È l’incontro che le cambia la vita: la relazione col pittore italiano sarà intensa e brevissima, interrotta nel 1920 dalla morte di lui e dal tragico suicidio di lei, incinta al nono mese, appena il giorno dopo.
Di Jeanne conosciamo soprattutto il volto, lo sguardo intenso e malinconico, il collo lungo e flessuoso, e la immaginiamo sempre giovane e bella, così come l’ha ritratta mille volte Modi. Adesso, in qualche modo, conosciamo finalmente anche la sua voce e i suoi pensieri: Electa ha infatti scelto lei per inaugurare una nuova collana, ElectaStorie, che legge la storia dell’arte in maniera diversa. In Amedeo, je t’aime infatti l’autrice Francesca Diotallevi parla attraverso le parole di Jeanne, vede attraverso i suoi occhi e racconta la sua tragica scelta di non stare neanche un giorno senza Amedeo. Il libro si apre proprio così: “Appoggio le mani alla ringhiera; è ghiacciata e il gelo brucia le mie dita. La strada, sotto, sembra un fiume lontano che si perde nella nebbia. È così lontana, da qui…sembra irraggiungibile. Guardarla mi fa girare la testa ma non distolgo lo sguardo. Voglio guardare in faccia il destino che ho scelto. Deglutisco e sento una lacrima rigarmi la guancia. Lo so, lo sento. Non ci sarà perdono per quanto sto per fare. Mi chiamo Jeanne e questa è la mia ultima alba”; torna poi indietro, al 1917, e di nuovo avanti, fino al tragico inverno del 1920. Una vita che sembrava già un romanzo, quella di Amedeo e Jeanne, e che adesso lo diventa davvero.

Didascalie immagini

  1. Amedeo, je t’aime di Francesca Diotallevi

In copertina:
Amedeo Modigliani nella foto in copertina al romanzo (particolare)

Francesca Diotallevi
Amedeo, je t’aime
ElectaStorie

pp. 247

Dove e quando