Cari Amici.
Iniziamo il nuovo mese con la consapevolezza che, quello appena concluso, abbia racchiuso una quantità di eventi epocali difficilmente ripetibili in un identico arco temporale.
La storia, da sempre, ha annotato migrazioni di profughi in fuga da guerre o tragedie, ma i numeri del flusso dello scorso settembre hanno obbligato tutti i capi di stato alla realtà di una problematica anche propria e non solo di altri.
Al Congresso americano ha preso il microfono un Papa che, nella cerimonia di benvenuto alla Casa Bianca, aveva salutato «quale figlio di una famiglia di emigranti, sono lieto di essere ospite in questa Nazione, che in gran parte fu edificata da famiglie simili». Atterrato negli Stati Uniti da Cuba – dove aveva incontrato nella sua casa di La Habana – il Lìder maximo «in un clima familiare, una conversazione dai toni informali sui temi della riflessione e del magistero di Francesco sull’umanità, il suo futuro, la situazione mondiale oggi, la crisi ambientale», a dimostrazione di un cambiamento minimamente ipotizzabile leggendo – il 7 agosto 1978 – dell’avvenuta scomparsa di Paolo VI nei minuscoli trafiletti all’interno dei quotidiani dell’isola caraibica.
In presenza di acqua liquida e salata, muterà l’immaginario collettivo sul Pianeta rosso, iniziando a pensare alla reale possibilità della vita anche su Marte. Secondo l’Agenzia spaziale americana il satellite “Mars Reconnaissance Orbiter” avrebbe individuato rivoli fantasma che «appaiono d’estate e scompaiono in inverno».
Alle Nazioni Unite, dopo due anni di gelo e di incontri sistematicamente evitati, Barack Obama e Vladimir Putin, pur restando ognuno fermo su posizioni, e azioni, distantissime circa la crisi siriana, si sono concessi un brindisi accendendo la tenue speranza di una futura coalizione internazionale per affrontare l’Isis.
E se è difficile prevedere il futuro effetto domino sull’industria europea, e non solo del settore auto, quanto sta accadendo dopo lo scandalo Volkswagen dimostra come i “primi della classe” non sono quello specchio di virtù da a cui prendere insegnamento e, ancor meno, permettere loro di assurgersi a spiriti tutelari in diritto – quali novelli Penati del terzo millennio – di proferire bacchettate.
In questo scenario, la consolidata sicurezza, passata, presente e futura, del porto sicuro dove fermarsi e rigenerarsi che l’arte può offrirci in ogni sua declinazione.
Cinzia Colzi
Firenze, 1° ottobre 2015