Da quando il Teatro della Toscana ha ottenuto, nel Febbraio del 2015, il riconoscimento dello status di Teatro Nazionale, diventa anche scenario di importanti ed innovativi progetti appartenenti a geografie artistiche e culturali diverse, offrendo così un tipo di approccio nuovo nonché avanguardistico.
Se infatti da un lato continua il grande teatro di tradizione, ospitando artisti di grande levatura e competenza, dall’altro si riscontra, con successo crescente, una produzione di ricerca italiana e internazionale, che dà ampio spazio ad artisti della nuova generazione.
Questo nuovo progetto, consente al pubblico di interagire in modo più approfondito con le sceneggiature attivando un maggior coinvolgimento emotivo.
Il pubblico non risulta più essere un’entità a se stante, ma parte integrante del Teatro stesso, diventando protagonista insieme agli attori.
1 teatro della toscana-la pergola-foto filippo manzini
La stagione 2015-16 debutta inoltre con un’originale collaborazione tra la Fondazione Teatro della Toscana e il “Centro di produzione sui linguaggi del corpo e della danza”, diretto da Virgilio Sieni.
Tra gli immancabili appuntamenti al Teatro la Pergola di questa nuova “sinergia”, il 22 e 23 Ottobre, Virgilio Sieni presenta “Le Sacre”, lo straordinario balletto composto da Stravinskij nei primi del ‘900, che mette in scena un rito sacrificale pagano nella Russia antica.
Sieni, confrontandosi con questo “colosso” ha realizzato uno spettacolo teso e rigoroso, già applaudito a Bologna.
Il nucleo centrale è costituito da dodici bravissimi ballerini che si muovono sul vuoto tappeto rosso come in un unico grande corpo, un unico grande flusso di energia.
Proseguendo attraverso lo straordinario mondo della danza, il coreografo e danzatore israeliano Emanuel Gat, il 25 Ottobre, presenta “Plage Romantique”.
2 federico marignetti musica ribelle-sogno di un uomo ridicolo-foto filippo manzini
La danza di Gat, profondamente astratta è tuttavia mossa da intensi sentimenti umani, e la musica parte attiva della coreografia, ne veicola il movimento.
Da non perdere in prima assoluta dal 27 al 29 Ottobre “Angelus Novus” prodotto dal Teatro della 3 gabriele lavia vita-di-galileo foto filippo manziniToscana, ideazione e coreografia di Virgilio Sieni ispiratosi al saggio di Walter Benjamin sul celebre quadro di Paul Klee.
Il coreografo fiorentino immagina un gruppo di angeli in un limbo contemporaneo, immediatamente dopo l’apocalisse, coinvolgendo danzatori ed interpreti non professionisti di tutte le età.

Ecco che all’ insegna di queste nuove proposte atte a rivolgersi verso scenari internazionali, il Teatro della Toscana apre la stagione il 28 ottobre con “Vita di Galileo”.
Gabriele Lavia, una delle figure più rappresentative del teatro italiano, tenendo fede al testo originale di Brecht, ripercorre la vita di Galileo e la drammatizzazione della sua carriera a partire dall’invenzione del cannocchiale, che mise in crisi la teoria geocentrica della Terra, alla prima condanna del Sant’Uffizio, sino all’abiura definitiva.
Il tradizionale teatro di prosa prosegue con Goldoni e “La bottega del caffè“.
Il grande regista e critico teatrale Maurizio Scaparro dà vita, attraverso dialoghi scritti in dialetto toscano 4-la-bottega-del-caffe pino-micol fotoormai lingua franca italiana, ad un microcosmo proprio intorno alla bottega del caffè.
L’avvicendarsi di svariati personaggi consente di mettere in luce gli aspetti positivi e negativi dell’ascesa della borghesia.

Filippo Timi, scrittore e attore italiano pluripremiato per importanti lavori teatrali, rivisita in chiave contemporanea “Casa di bambola” di Henrik Ibsen, ponendo uno sguardo attento sulla solitudine dei personaggi maschili, interpretati tutti da lui, grazie alla sua straordinaria espressività artistica.
L’interessante cartellone teatrale del Teatro della Toscana prosegue, presentando Pierfrancesco Favino che attraverso il suo progetto di riavvicinare i classici italiani al pubblico di oggi, interpreta “Le tre sorelle” di Cechov, in un’inedita versione ambientata nel Sud dell’Italia.
Dopo aver fatto breccia finalmente negli scenari internazionali, la stagione prosegue con la prima de “Il giardino dei ciliegi” di Cechov, diretta da Roberto Bacci.
L’ultima opera teatrale di Cechov, di duplice natura, tra commedia e tragedia, narra le vicende di una famiglia aristocratica russa intenta a salvare la tenuta di famiglia che comprende anche un giardino di ciliegi. La tenuta non viene salvata proprio per la futilità dell’aristocrazia che guarda solo alle apparenze e non ai beni più importanti. Bacci ripropone l’opera cambiando punto di vista, ed osservando la vita del giardino dei ciliegi con il microscopio da scienziato.
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Proseguendo sulla scia internazionale, Peter Brook mette in scena “Battlefield” il celebre poema epico indiano, uno dei testi fondamentali della religione induista. Una storia di sterminio che si consuma tra fazioni della stessa famiglia, che ci induce a riflettere sui conflitti che ancora oggi straziano il nostro mondo.
Tornando ad incontrare artisti italiani, Sergio Rubini, attore regista e sceneggiatore, interpreta il suo nuovo lavoro: “Provando… dobbiamo parlare”, la storia di due coppie di amici agli antipodi, attraverso i cui dialoghi emerge tutto il “groviglio” di cose non dette che fino a quel momento stavano in fondo alla coscienza.
Marco Messeri regista e autore teatrale italiano, mette in scena un testo sacro di Pirandello “L’uomo la bestia e la virtù”, commedia farsesca dai risvolti amari, in quanto sotto l’apparente contenuto comico, Pirandello ha voluto far luce sui valori astratti, morali e religiosi dell’umanità.
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Dai primi anni del ‘900 con Pirandello, si fa un salto fino ai nostri giorni con un testo di Alexi Kaye Campbell “The Pride” diretto ed interpretato da Luca Zingaretti, che esplora temi come l’amore omo ed eterosessuale, la fedeltà ed il perdono, attraverso due storie distinte e separate che si svolgono in periodi di tempo diversi, ma l’una influenza irrimediabilmente l’altra.
7 luca zingaretti the pride-foto gianmarco chieregatoIl 2016 inizia invece con Luca de Filippo che torna a confrontarsi con “Non ti pago” scritta dal padre Eduardo nel 1940.
Non ti pago” è una delle commedie più brillanti del drammaturgo napoletano, parla di sogni e superstizioni popolari di un’umanità piena di angosce e di paure che non rinuncia però alla speranza di un futuro migliore.
Il Prezzo” di Arthur Miller, che vede in scena Umberto Orsini, fotografa con lucidità e compassione le conseguenze della crisi americana del ’29, facendo emergere la paura che genera l’improvvisa perdita del benessere, un tema riconducibile facilmente ai nostri giorni pieni di insicurezze.
Luca de Fusco si confronta con “L’Orestea“ di Eschilo l’unica trilogia della tragedia greca sopravvissuta fino ai nostri giorni, sarà uno spettacolo in musica attraverso il quale  si muoveranno le coreografie di Noa Wertheim.
“Un Figth Club ante litteram“ è considerato i “Duellanti” di Joseph Conrad interpretato da Alessio Boni, la storia di interminabili e ossessivi duelli tra due ufficiali  durante le campagne napoleoniche. Ed è proprio attraverso questa “ossessione” che Boni ha dato corpo ai due protagonisti.
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La stagione del Teatro della Toscana continua con due icone dell’ironia italiana: Rocco Papaleo in “Buena Onda”, un viaggio nel teatro canzone con l’intento di creare un rapporto di simpatia e complicità con il pubblico, e Anna Marchesini che ci racconta “Cirino e Marilda non si può fare”.
Quest’ultima è la storia di un professore in pensione dall’esistenza piatta e monotona, una storia da cui viene fuori una solitudine appartenente ad una società che attraversa una vita troppo virtuale e poco tangibile.
Valerio Massimo Manfredi, scrittore, archeologo e topografo del mondo antico di fama internazionale, ha dedicato due romanzi ad Ulisse. E’ una materia così intrisa di eventi, di poesie e tragicità che attraverso la prosa di Manfredi ha trovato nuova vita, tanto che il regista Alessio Pizzech e il drammaturgo Francesco Niccolini l’hanno trasformata in materia teatrale.
Protagonista di quest’opera è Sebastiano Lo Monaco nei panni di Ulisse che dialoga con molti fantasmi di questa storia, sopravvissuto a guerre, naufragi, paure e orrori. Quest’opera diventa quindi un‘eccellente strumento di divulgazione e conoscenza per i giovani e gli studenti.
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Conclude la strepitosa stagione teatrale del Teatro la Pergola “La forza dell’amore” interpretato da Eugenio Finardi, una nuova avventura per la  Todomodo Music-All tra le realtà più significative del panorama del musical italiano.
Un cartellone dunque ricco di programmazioni di ogni genere, tutte accuratamente selezionate per un pubblico che desidera, attraverso scenari e contesti storici diversi tra loro, essere protagonista di un teatro poliedrico, multiforme e soprattutto di grande spessore culturale.

Didascalie immagini

  1. Teatro della Pergola – Fondazione Teatro della Toscana (© foto Filippo Manzini)
  2. Federico Marignetti, protagonista con Eugenio Finardi di Musica Ribelle / Sogno di un uomo ridicolo (© foto Filippo Manzini)
  3. Gabriele Lavia in Vita di Galileo (© foto Filippo Manzini)
  4. Pino Micol in La bottega del caffè (© foto Filippo Manzini)
  5. Filippo Timi, protagonista di Casa di bambola
  6. Il giardino dei ciliegi di Cechov / Marco Messeri protagonista del pirandelliano L’uomo, la bestia e la virtù (© foto Nico Chierciu)
  7. Luca Zingaretti, The pride (© foto Gianmarco Chieregato)
  8. L’Orestea di Euripide / Duellanti di Conrad con Alessio Boni (© foto Marco Ghidelli / © foto Federico Riva)
  9. Sebastiano Lo Monaco è Ulisse / Anna Marchesini in cartellone con Cirino e Marilda non si può fare (© foto Guido Harari / © foto Gianmarco Chieregato)

In copertina:
Teatro della Pergola – Fondazione Teatro della Toscana
[particolare]
(© foto Filippo Manzini)