Vita di Galileo di Bertolt Brecht torna in scena con la regia e l’interpretazione di Gabriele Lavia: accompagnato da un cast di ben 25 attori e da tre musicisti della Scuola di Musica di Fiesole, Lavia propone al pubblico uno dei testi teatrali più importanti del ‘900. Lo spettacolo ha debuttato al Teatro Carignano di Torino a Ottobre, e prosegue la sua tournè al Teatro della Pergola di Firenze fino al 12 Novembre.

Vita di Galileo rappresenta per Gabriele Lavia una sfida importante, umanamente e professionalmente, come lo stesso attore e regista ha recentemente ricordato in un’intervista:
“Ho preso dentro di me la grande decisione di fare teatro, quindi di dare un indirizzo alla mia vita, dal quale poi non mi sarei più tolto o potuto togliere, dopo aver visto Vita di Galileo di Strehler (*). […] Le questioni affettive, personali, sono state molto forti per la scelta del testo: con questo spettacolo saldo il conto con la mia vita di teatrante. Per questo lo dedico a Giorgio Strehler.”
A circa 450 anni dalla nascita di Galileo, a quasi 60 dalla morte di Brecht, e a oltre 50 dalla prima rappresentazione italiana, i temi di questa pièce sono ancora attualissimi. Ecco quindi che il pubblico si trova di fronte non un grande scienziato, non un eroe (dopo tutto “sventurata quella terra che ha bisogno di eroi”), ma un Galileo rappresentato in tutta la sua umana debolezza e altrettanto umana caparbietà.
Di Galileo in Galileo. Nel ’63 Buazzelli diretto da Strehler. Nel 2015 Gabriele Lavia. #galileoallapergola pic.twitter.com/TwdptWpxmc
— Teatro della Pergola (@PergolaFirenze) October 28, 2015
Forse la dimensione politica di questo dramma non sarà dirompente come per la versione del ’63, ma sicuramente il pubblico di oggi potrà trovare molti spunti di riflessione sulla realtà odierna.
Al centro della riflessione di Brecht, temi ancora oggi in grado di far riflettere il pubblico: la ricerca della verità e della libertà, il rapporto tra scienza, ideologia e potere, la necessità dell’essere umano di comprendere e l’obbligo morale per l’intellettuale di far sì che tutti siano in grado di capire.

Sì perchè il Galileo di Brecht non è soltanto il personaggio storico alle prese con l’Inquisizione, e la questione non riguarda solo la contrapposizione tra fede e ragione, tra teologia e metodo scientifico. La vicenda reale infatti è solo lo spunto per andare oltre: il vero problema è la ricerca della verità, al di là della versione ufficiale di chi detiene il potere. E non ci può essere verità senza libertà, nell’Italia del Seicento come nella Germania nazista (la prima stesura della pièce è del ‘37) o all’epoca delle ideologie contrapposte della guerra fredda (l’ultima stesura, qui rappresentata, è del ’56).
“Brecht pone una domanda: che cos’è la verità?”, spiega Lavia, “la risposta è: l’essenza (la possibilità) della verità è la libertà. Non si può trovare la verità se non a costo, duro, difficile, doloroso, della libertà. La libertà non è fare quello che ci pare, è la limitatezza della conoscenza. Brecht è un politico e parla della verità della pòlis, dello stare al mondo insieme con gli altri.”
La dimensione politica del ruolo dello scienziato non è secondaria e si sviluppa tutta nel secondo atto: la responsabilità dello scienziato e il ruolo della comunità scientifica sono i due temi che compaiono alla fine, quando Galileo ormai anziano spiega i motivi della sua abiura. E anche in questo caso si tratta di argomenti di strettissima attualità.

Gabriele Lavia ha scelto di portare in scena il suo Galileo ambientandolo in un Seicento credibile e ricostruito fin nei minimi particolari. Grazie a un uso “pittorico” della luce, le scene sembrano quadri che si animano: l’illuminazione del bravissimo Michelangelo Vitullo evoca le atmosfere di quadri d’epoca (in alcuni momenti la pittura di Rembrandt), e l’effetto è amplificato da scenografie scure, che fanno risaltare i costumi di Andrea Viotti.
Le scene corali sono di grande impatto, anche grazie alla presenza di un cast numeroso, in grado non solo di recitare ma anche di misurarsi con la danza e il canto, come nella bella scena del carnevale che chiude il primo atto.

Il risultato è uno spettacolo che nonostante la durata (circa 4 ore) riesce a coinvolgere il pubblico, veicolando in modo semplice contenuti complessi. Del resto proprio Lavia ha ha recentemente dichiarato:
“Il grande insegnamento che ci dà Brecht è che l’uomo ha il diritto di sapere e di capire. È uno scambio costante. A un certo punto il piccolo Andrea Sarti dice a Galileo: ‘ma perché vi ostinate a farla capire a me? Sono ancora troppo piccolo! Ho undici anni…’ Galileo, cioè Brecht, risponde ad Andrea Sarti, ovvero lo spettatore e la società intera: ‘Voglio proprio questo! Tutti hanno il diritto di capire! Anche i bambini’. Tutti hanno il diritto di capire e spero che nel mio spettacolo si capisca tutto. Questo sarebbe un grande successo.”
Didascalie immagini
- Una scena corale dello spettacolo
(Foto di Tommaso Le Pera) - Lucia Lavia e Matteo Ramundo
(Foto di Tommaso Le Pera) - Il drammatico momento dell’abiura di Galileo
(Foto di Tommaso Le Pera) - Gabriele Lavia e Ludovica Apollonj Detti
(Foto di Tommaso Le Pera)
In copertina:
Vita di Galileo (Foto di Tommaso Le Pera)
Note
* La storica versione diVita di Galileo fu diretta da Giorgio Strehler nel 1963 al Piccolo Teatro di Milano. Nell’archivio multimediale sul sito del teatro sono visibili foto ,bozzetti, documenti relaitvi allo spettacolo.
Lo spettacolo
Vita di Galileo
di Bertolt Brecht
Regia: Gabriele Lavia
Interpreti:
- Gabriele Lavia
- Massimiliano Aceti
- Alessandro Baldinotti
- Daniele Biagini
- Silvia Biancalana
- Pietro Biondi
- Francesca Ciocchetti
- Gianni De Lellis
- Michele Demaria
- Chiara De Palo
- Luca Di Prospero
- Alice Ferranti
- Giulia Gallone
- Ludovica Apollonj Ghetti
- Giovanna Guida
- Lucia Lavia
- Andrea Macaluso
- Mauro Mandolini
- Luca Mascolo
- Woody Neri
- Mario Pietramala
- Matteo Prosperi
- Matteo Ramundo
- Malvina Ruggiano
- Carlo Sciaccaluga
- Anna Scola
Musiche originali di Hanns Eisler eseguite dal vivo dai musicisti della Scuola di Musica di Fiesole:
- Elena Pruneti (flauto)
- Graziano Lo Presti (clarinetto)
- Giuseppe Stoppiello (pianoforte)
Scene: Alessandro Camera
Costumi: Andrea Viotti
Luci: Michelangelo Vitullo
Co-produzione: Fondazione Teatro della Toscana e Teatro Stabile di Torino/Teatro Nazionale
Dove e quando
Evento: Vita di Galieo
- Fino al: – 11 November, 2015
- Indirizzo: Teatro della Pergola, via della Pergola 12/32 – 50121 Firenze
- Sito web