Il nome di Detroit richiama alla mente di molti più l’acciaio delle automobili che le delicate sfumature di luce di un quadro impressionista, ma è a Genova, negli splendidi appartamenti del Doge, che si ribaltano le convinzioni e si fanno magnifiche scoperte. Genova e il suo Palazzo Ducale sono infatti l’unica tappa europea di un prestito di eccezione, quello della collezione del Detroit Institute of Arts che con una fantastica selezione delle sue più belle opere, scelte tra i capolavori dei più grandi pittori del ‘900, si fermerà fino a primavera nel capoluogo ligure con la mostra «Dagli Impressionisti a Picasso”, prima di ripartire per Tokyo e poi fare ritorno a casa.
Paul gauguin autoritratto 1893 circa
Cinquantadue capolavori selezionati dal Detroit Institut of Arts spaziano da opere classiche dell’impressionismo, come i gladioli di Monet, le figure femminili di Renoir e i paesaggi di Pissarro, a due sale monografiche dedicate a Degas e Cezanne, a Van Gogh, Gauguin e il post impressionismo, Matisse, Modigliani e alle avanguardie tedesche, fino alle sala che ospita sei tele di Picasso, la mostra presenta una sorta di grande e potente cavalcata fra l’arte del Novecento.

Un’occasione unica da cogliere al volo per ammirare il tragitto che da Detroit, la capitale americana dell’automobile, porta al vecchio continente tanti capolavori e che iniziò in senso inverso nella seconda metà dell’Ottocento. Un documento sulla particolare avventura culturale e imprenditoriale del collezionismo statunitense. Una strada che era ancora tutta da esplorare se nel 1880 uno dei fondatori del Metropolitan Museum di New York invitava i suoi connazionali a “convertire la carne di maiale in porcellane, il grano e i derivati in ceramiche preziose, le pietre grezze in sculture in marmo, le partecipazioni alle linee ferroviarie e i proventi dell’industria estrattiva nelle gloriose tele dei maestri più importanti del mondo”; il collezionismo americano stava veramente muovendo i suoi primi passi. Ma con lo spirito pionieristico che da sempre ha contraddistinto la nazione, i collezionisti di oltreoceano ricchi di curiosità, oltre che di dollari, riuscirono spesso a vedere e capire artisti e opere incompresi in patria, pittori come gli impressionisti o lo stesso Matisse sono stati apprezzati e acquistati prima da collezionisti americani e russi, e solo in seguito apprezzati anche in Europa.
Wassily kandinsky studio per dipinto con forma bianca 1913

L’Istituto di Detroit, cresciuto attraverso il mecenatismo privato, giunto ad un passo dallo smantellamento nella grande crisi economica che aveva colpito la città, privo di finanziamenti pubblici e poi risollevato attraverso una straordinaria raccolta di fondi e un sodalizio fra lo Stato del Stato del Michigan e privati che ha portato il suo nuovo direttore Salvador Salort-Pons insieme a Stefano Zuffi – curatore della mostra di Genova- a sottolineare come sia importante anche in un momento di crisi puntare in modo forte sulla cultura, sull’arte e sull’accoglienza dei visitatori all’interno del museo.
Vincent van gogh autoritratto 1887

La mostra, ospitata nelle sale dell’appartamento del Doge del Palazzo Ducale di Genova è stata concepita secondo un percorso cronologico e stilistico dove il visitatore può procedere con calma attraverso tre generazioni di artisti: gli impressionisti, i post impressionisti e la stagione delle avanguardie, con una prevalenza di pittura francese, ma con una apertura anche ad un dialogo europeo di grande ricchezza complessità e completezza La ricchezza della collezione di arte europea tra XIX e XX secolo è data dalla sua completezza e dalla molteplicità dei linguaggi: un dialogo che coinvolge Van Gogh, Matisse, Monet, Modigliani, Degas, Courbet, Otto Dix, Degas, Picasso, Gauguin, Kandinsky, Cézanne, Renoir.
Organizzata secondo un criterio cronologico l’esposizione si apre con la nascita del movimento, con dell’idea che ha cambiato per sempre la storia della pittura: l’impressionismo, con la volontà di aprirsi alla luce libera della natura è una conquista che passa attraverso il realismo intenso di Gustave Courbet per approdare alla gloria del colore di un capolavoro di Claude Monet, I Gladioli databili intorno al 1876.
Amedeo modigliani una donna 1917-1920

E ancora Camille Pissarro, che costituisce un autonomo, libero sviluppo dell’impressionismo, riflesso in un ampio paesaggio di campagna. Tre opere affascinanti di Pierre August Renoir e uno spazio autonomo, quasi una vera “mostra nella mostra”, è dedicato alla figura di Edgar Degas, di cui sono presenti cinque tele, in cui sono sviluppati tutti i temi fondamentali del grande pittore parigino. Segue, subito dopo, un altro spazio monografico, quello che raccoglie quattro straordinari dipinti di Paul Cézanne. La sala più grande della mostra affronta uno dei temi più delicati e significativo dell’arte di fine Ottocento: il superamento dell’impressionismo, e l’aprirsi di nuovi orizzonti. La figura-chiave è quella di Vincent Van Gogh, che trasferendosi in Francia “scopre” la luce, e rispecchia una vicenda umana esaltante ma terribilmente sofferta in pennellate cariche di materia e di espressione. Alle dinamiche del postimpressionismo partecipano Pierre Bonnard, e Odilon Redon. E ancora i gruppi e avanguardie, la “scuola parigina”. Uno dei massimi protagonisti è Henri Matisse, presente con tre opere memorabili. Tre i sono i ritratti di Amedeo Modigliani presenti in mostra e le tele dei francesi Raoul Dufy e Georges Rouault e del bielorusso Chaim Soutine confermano la spiccata internazionalità del contesto artistico parigino nei primi due decenni del XX secolo.
Ernst ludwig kirchner paesaggio invernale al chiaro di luna 1919

Il gruppo di capolavori delle avanguardie tedesche presenti è dominato dall’Autoritratto di un ancora giovanissimo Otto Dix (1912) e dai lavori d Emil Nolde e Oskar Kokoschka, di Ernst Kirchner e di Karl Schmidt Rottluff, e le figure inquiete di Erich Heckel e Max Pechstein; la “Nuova oggettività” di Max Beckmann; e infine la svolta geniale verso l’astrattismo di Vassily Kandinsky. E in fine la sala monografica dedicata a Pablo Picasso presenta sei tele, in un percorso che attraversa in pratica l’intera vicenda dell’arte del Novecento, dalla giovanile Testa di Arlecchino (1905) fino alla magmatica Donna seduta, dipinta nel 1960, quando Picasso era ormai alle soglie degli ottant’anni. 

Didascalie immagini

  1. Paul Gauguin Autoritratto, 1893 circa
    Olio su tela, 46 × 38,1 cm Detroit Institute of Arts, Gift of Robert H. Tannahill (69.30)
  2. Wassily Kandinsky Studio per dipinto con forma bianca, 1913
    Olio su tela, 99,7 × 88,3 cm Detroit Institute of Arts, Gift of Mrs. Ferdinand Moeller (57.234
  3. Vincent Willem van Gogh Autoritratto, 1887
    Olio su tavola, 34,9 × 26,7 cm Detroit Institute of Arts, City of Detroit Purchase (21.71)
  4. Amedeo Modigliani Una donna, 1917 – 1920
    Olio su tela, 60,3 × 46,4 cm Detroit Institute of Arts, City of Detroit Purchase (26.16)
  5. Ernst Ludwig Kirchner Paesaggio invernale al chiaro di luna, 1919
    Olio su tela, 120,7 x 120,7 cm Detroit Institute of Arts, Gift of Curt Valentin in memory of the artist on the occasion of Dr. William R. Valentiner’s 60th birthday (40.58)

In copertina:
Un particolare di: Paul Gauguin Autoritratto, 1893 circa
Olio su tela, 46 × 38,1 cm Detroit Institute of Arts, Gift of Robert H. Tannahill (69.30)

Orari

  • lunedì 15-19
  • da martedì a giovedì 9.30-19.30
  • venerdì e sabato 9.30-21.00
  • domenica 9.30-19.30
  • La biglietteria chiude un’ora prima

Aperture straordinarie

  • 8 Dicembre 2015: 09.30 – 19.30
  • 24 Dicembre 2015: 09.30 – 19.30
  • 25 Dicembre 2015: CHIUSO
  • 26 Dicembre 2015: 09.30 – 21.00
  • 31 Dicembre 2015: 09.30 – 02.00
  • 1 Gennaio 2016: 09.30 – 21.00
  • 6 Gennaio 2016: 09.30 – 21.00
  • 28 Marzo 2016: 09.30 – 19.30

Catalogo edito da Skira

Dove e quando

Evento: Dagli impressionisti a Picasso