Generalmente, quando si parla della Svizzera, non è in merito al suo patrimonio culturale o alle testimonianze d’arte che i secoli passati hanno lasciato sul suo territorio, eppure attraverso i passi alpini ha camminato la storia millenaria d’Europa: prima ancora che i romani stabilissero a Coira un importante caposaldo dell’Impero – collegato con Milano da una strada lastricata attraverso il passo dello Spluga – il commercio dei manufatti di produzione etrusca era arrivato fino in area renana, tanto che a partire dal V secolo a. C., il territorio tra il lago di Como e quello di Lugano era divenuto sempre più florido e popolato grazie alla sua posizione strategica all’incrocio delle vie commerciali etrusche fra il Mar Ligure, l’Etruria padana e le popolazioni celtiche dell’Europa centrale. In epoca medievale, l’imperatore Federico II conferì il privilegio di “città imperiali” a Zurigo (la romana Turicum), Berna, Friburgo e Sciaffusa, garantendosi in tal modo l’accesso sicuro a tutti i principali passi alpini, in particolare il Gottardo, di cruciale importanza per le sue guerre contro il papato.

Nel 1291, la firma di un patto associativo fra i primi tre cantoni (Waldstätte, i “paesi forestali”), sancì la costituzione del nucleo originario di quella che sarebbe divenuta la Confederazione Elvetica. Ai tre cantoni si aggiunse nel 1332 la città di Lucerna, situata sul lago che da questa alleanza ha preso il nome, Vierwaldstättersee, Lago dei Quattro Cantoni. Nata probabilmente alla fine del XII secolo da un primo nucleo formatosi attorno all’abbazia benedettina di S. Lodegario, nel luogo il cui il fiume Reuss lascia il lago, Lucerna si sviluppò a partire dalla metà del Duecento – mentre il valico del Gottardo acquistava sempre maggiore importanza per i commerci tra Italia e Germania – e soprattutto dopo il 1386, quando divenne una città-stato autonoma, sconfiggendo a Sempach gli Asburgo che la dominavano.

In una piazzetta appartata nel cuore della città vecchia, la chiesa dei Francescani – una tra le chiese gotiche più antiche della Svizzera, essendo stata fondata nella seconda metà del Duecento – conserva le testimonianze della crescente espansione di Lucerna in epoca medievale: infatti, dal XIV secolo in poi, tutte le bandiere conquistate ai nemici venivano appese all’interno di questa chiesa; un uso apparentemente in netto contrasto con la vocazione pacifista dei Francescani quale la conosciamo oggi, ma in un’epoca bellicosa in cui la croce e la spada costituivano spesso elementi indissolubili di potere, i Francescani erano attivamente presenti nella vita politica della città e ospitavano nei propri ambienti conventuali le riunioni del Consiglio che governava Lucerna. Quando nel XVII secolo la chiesa fu restaurata e arricchita con un soffitto dipinto e un sontuoso pulpito di legno scolpito, le bandiere ormai stinte e consunte dal tempo furono sostituite con le copie affrescate visibili ancora oggi, rimaste a tramandare l’epopea di un’autonomia conquistata con le armi in pugno e orgogliosamente rivendicata.

Nel corso del XV secolo Lucerna estese il proprio territorio e vide fiorire i commerci: i contatti con l’Italia di numerosi cittadini che si recavano a studiare nel nostro paese portarono qui le influenze dell’Umanesimo e del Rinascimento, e quando nel Cinquecento la Riforma protestante si diffuse in Europa,la città-stato di Lucerna rimase legata alla chiesa di Roma, partecipando attivamente alle guerre di religione. Qui, a metà del Seicento i Gesuiti edificarono la prima grande chiesa barocca della Svizzera, che si riflette nelle acque della Reuss con la sua ariosa e nitida facciata d’impianto classicheggiante; l’interno a una sola navata, dall’alta volta a botte, con le cappelle laterali sormontate da un matroneo, colpisce per la grande luminosità e la leggerezza delle decorazioni dai colori tenui, in una sinfonia di toni pastello che conferisce all’ambiente un’atmosfera di elegante serenità, più mondana che propizia a un mistico raccoglimento.

Dal Cantone di Lucerna proviene per tradizione secolare una consistente percentuale delle “Guardie Svizzere”, l’esercito professionale che oggi è ingaggiato solo dallo Stato del Vaticano, ma che in passato rappresentava la punta di diamante delle forze mercenarie d’Europa. Nel Seicento e Settecento alle Guardie Svizzere affidarono la propria sicurezza e la propria vita molti regnanti; nel 1792, oltre seicento tra le Guardie Svizzere incaricate della protezione di Luigi XVI resistettero fino alla morte per difendere il sovrano durante l’assalto alle Tuileries da parte di sanculotti e giacobini. Alla loro memoria fu dedicato nel 1820 a Lucerna il suggestivo Löwendenkmal (monumento del leone), su disegno dello scultore neoclassico Bertel Thorvaldsen, scolpito nella parete di una cava di pietra, oggi in pieno centro urbano: sopra il leone morente, trafitto da una lancia e adagiato su due scudi con i gigli di Francia e l’emblema della Svizzera, è scolpita la dedica Helvetiorum fidei ac virtuti (“Alla fedeltà e alla virtù degli Svizzeri”).

Lo sviluppo dei commerci e la nascita di una ricca classe mercantile resero necessario dotare la città di una solida difesa. La costruzione di una cerchia di mura, iniziata già nel XIII secolo, fu completata e rafforzata nei due secoli successivi con la creazione di una corona di torri che partendo dal livello del lago si spingeva sulle alture a nord della città. La prima a essere costruita fu l’ottagonale Wasserturm (torre dell’acqua), in mezzo all’impetuosa corrente della Reuss: edificata intorno al 1300, circa sessanta anni più tardi fu incorporata nel Kapellbrücke (ponte della Cappella), un ponte pedonale che attraversa la Reuss, unendo le due parti della città vecchia. Tra i più antichi ponti in legno d’Europa, è il simbolo di Lucerna; il Kapellbrücke è stato minuziosamente restaurato dopo i gravi danni provocati nel 1993 da un incendio nel quale furono completamente distrutti anche i 110 pannelli in legno dipinti nel XVII secolo che lo ornavano e che documentavano la storia e gli avvenimenti principali della città; nel corso del restauro i pannelli originalisono stati sostituiti con copie.

Poco più a valle del Kapellbrücke, un altro bel ponte coperto, lo Spreuerbrücke (ponte del Mulino), fu costruito nel 1408 insieme a una parte delle fortificazioni cittadine, e ricostruito dopo essere stato spazzato via nel 1566 da una piena impetuosa della Reuss. I timpani creati dalle capriate che sorreggono il tetto, vennero decorati nei primi decenni del Seicento con pannelli dipinti raffiguranti una Danza macabra. Questo tema, diffuso soprattutto in Francia e Germania nel XV secolo, aveva precisi intenti moralistici: attraverso la raffigurazione di scheletri che intrecciano danze con cittadini di tutte le condizioni (a partire da papi e imperatori fino a mercanti, contadini e anche fanciulli) si intendeva ricordare ai passanti che la morte non fa sconti né distinzioni di classe o ruolo sociale.

Delle fortificazioni che circondavano la città resta oggi poco meno di un chilometro, mentre si sono conservate tredici delle trenta torri che rafforzavano le mura cittadine. La Zytturm (torre dell’orologio) risale al 1403 e fu destinata fin dall’inizio oltre che a scopi difensivi a scandire il tempo per tutti gli abitanti di Lucerna. Sulla facciata interna sono affrescati due giganti che sostengono il quadrante dell’antico orologio, il cui meccanismo, rinnovato nel 1535, continua a scandire le ore, ma con una caratteristica del tutto particolare: infatti, ha diritto al primo rintocco di ogni ora, e per questa sua prerogativa suona un minuto prima di tutti gli altri orologi pubblici della città, seguendo una tradizione secolare ancora oggi rispettata, ad onta della proverbiale precisione attribuita agli orologi svizzeri.

Didascalie immagini
- Lucerna in un’incisione di Matthäus Merian (1640): in primo piano il Kapellbrücke, sulla destra la cattedrale e sullo sfondo le mura merlate intervallate da torri (fonte)
- Veduta della piazzetta dei Francescani (© Donata Brugioni)
- Interno della chiesa dei Francescani con il pulpito barocco (© Donata Brugioni)
- La chiesa dei Gesuiti si specchia nelle acque della Reuss. Sullo sfondo domina la mole solitaria del Monte Pilatus, a sinistra il Teatro Comunale / Il luminoso interno della chiesa dei Gesuiti (© Donata Brugioni)
- Il Löwendenkmal (monumento del leone), su disegno dello scultore Bertel Thorvaldsen (1820) (© Donata Brugioni)
- Veduta del Kapellbrücke (ponte della Cappella) (© Donata Brugioni)
- Scene della Danza macabra all’interno dello Spreuerbrücke (© Donata Brugioni)
- L’orologio della Zytturm / Le torri a nord della città segnano ancora oggi il limite tra il centro urbano e il verde delle colline che circondano il lago dei Quattro Cantoni (© Donata Brugioni)
In copertina:
Lucerna: Il Kapellbrücke (ponte della Cappella) con la Wasserturm (torre dell’acqua); sullo sfondo la chiesa dei Gesuiti (© Donata Brugioni)