Cari Amici.
L’undici settembre per gli Stati Uniti come lo scorso 13 novembre per la Francia ha cambiato l’Europa per la consapevolezza di come l’attacco terroristico parigino abbia modificato e modificherà, nostro malgrado, il quotidiano, il modo di pensare e reagire. Forse il Vecchio Continente, che neppure con l’adozione della stessa moneta aveva trovato unità su qualcosa, percepisce nettamente – per la minaccia di questa nuova, e sottovalutata, forma di totalitarismo globalizzato e destinato a fare breccia tra le nuove generazioni – il bisogno di unione e strategie comuni contro la destabilizzazione del Nostro modello di vita.
Sempre a Parigi centocinquanta fra capi di stato leader mondiali partecipano alla conferenza sul clima delle Nazioni Unite per limitare, entro i due gradi, l’innalzamento del riscaldamento dovuto all’effetto serra. Purtroppo l’accordo non sarà vincolante anche se Pechino è avvolta da giorni da una densa nube di smog – le autorità consigliano di uscire di casa il meno possibile – e una futura Green Economy appare pura utopia dal momento che l’India, fra i ‘giganti emergenti’ pone l’uso del carbone indispensabile alla loro crescita economica. E se Barack Obama ha sottolineato “Bisogna agire ora, mettendo da parte gli interessi di breve termine. Siamo l’ultima generazione a poter salvare il pianeta“, è difficile prevedere azioni concretamente utili al disastro ambientale in corso.
La Redazione
FIrenze, 1° dicembre 2015