La isla minima 120 settembre 1980.
I poliziotti Pedro Suarez e Juan Robles sono stati inviati in una zona remota del sud, in una Spagna rurale che oppone resistenze al passaggio del tempo, tra la isla mínima e la isla major, isole sulla foce del Guadalquivir all’interno di una vasta area paludosa impervia e difficile da raggiungere; devono indagare sulla scomparsa di due sorelle, Estrella e Carmen diciassette e sedici anni, figlie del barcaiolo del Puntal, l’ultimo avamposto prima delle sterminate paludi selvagge.
L’assenza di mappe contribuisce a rendere complicato l’orientamento per i due forestieri, costretti a muoversi nel labirinto intricato di strade sconnesse e canali fluviali.
Mentre il giudice locale fa pressioni perché il caso trovi soluzione prima del raccolto, i due agenti dovranno mettere da parte le profonde divergenze tra loro e affrontare le molte difficoltà ambientali, tra l’ostilità del padre – espressione della vergogna per la fama di ragazze facili delle figlie – e i tumulti causati da uno sciopero dei braccianti, a rendere palpabili le tensioni sociali in atto in una democrazia ancora fragile dopo i lunghi anni bui della dittatura franchista.
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La isla mínima di Alberto Rodríguez è un thriller ad alta tensione con una trama fin troppo classica – efficace però nel depistare i sospetti – che risulta comunque elemento minore rispetto alla straordinaria ambientazione, estremamente interessante nella sua collocazione storica e geografica, ad alzare notevolmente il livello del film.
Già nei titoli di testa le splendide riprese aeree portano il luogo in cui si svolge l’azione in primo piano come vero e proprio personaggio anziché relegarlo a semplice sfondo, non a caso l’ispirazione iniziale della sceneggiatura è nata da una mostra fotografica del sivigliano Atin Aya che documentava uno stile di vita in via di estinzione nelle paludi dell’Andalusia, estremo sud della penisola iberica.
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L’idea di collocare la vicenda nella difficile transizione tra la fine della dittatura e la nascita della democrazia spagnola nasce dalla visione del documentario Despues de… – diviso in due parti: No se os puede dejar solas (1981) e Atado y bien atado (1983) – dei fratelli Cecilia e José Juan Bartolome, che testimonia con interviste in strada a gente comune e ad esponenti politici i forti conflitti vivi e pulsanti nel tessuto sociale anche dopo la morte di Franco, un’immagine diretta e meno edulcorata del passaggio alla democrazia che non fu poi così indolore come lo si vorrebbe raccontare.
Piccole tracce disseminate nel film contribuiscono a ricostruire il clima difficile di quegli anni con la grave crisi economica in atto, le spinte indipendentiste d’ostacolo alla riorganizzazione dello Stato, ma soprattutto il senso di destabilizzazione che la resistenza di ampi strati della gerarchia militare all’affermarsi del nuovo clima democratico portava con sé.
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Persino la coppia di poliziotti protagonista della vicenda, ispirata a personaggi esistiti ma inserita in una storia di finzione, è in fondo una metaforica rappresentazione della Spagna a metà tra rimozione del suo sanguinoso passato e imperativo di pacificare ogni rivalsa per costruire un futuro di convivenza civile.
Javier Gutiérrez, premio Goya 2015 alla miglior interpretazione maschile, è Juan Robles agente veterano che dopo tanti anni di servizio porta addosso inevitabilmente ombre e ambiguità del vecchio regime.
Pedro, interpretato da Raúl Arévalo, è un giovane idealista prossimo alla paternità, spedito in missione in quella terra dimenticata come punizione per aver pubblicamente contestato un generale; incarna lo spirito democratico della nuova Spagna.
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Grande successo in patria al punto di creare turismo verso le zone paludose del sud e vincitore di 10 premi Goya 2015 tra cui quello al miglior film, La isla mínima è abile nel disseminare la storia di echi sinistri.
La breve apparizione del personaggio di Angelita ad esempio – la veggente che parla coi morti – se non dà sostanziale contributo propulsivo alle indagini insinua però l’ombra di un presagio funesto, introducendo una dimensione metafisica che trova espressione in certi evocativi attimi sospesi: la ragazza che appare nel buio per esser poi inghiottita di nuovo dall’oscurità come un fantasma o gli uccelli che sembrano messaggeri dall’aldilà di un destino ineluttabile.
Momenti sublimi che ricordano le atmosfere misteriose e malsane tipiche dei film di David Lynch.
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Al settimo lungometraggio, il primo però a trovare distribuzione in Italia grazie alla Movies Inspired, il regista Alberto Rodríguez dirige con mano sicura un’opera che sa regalare brividi improvvisi – la sequenza dell’inseguimento in auto nelle paludi inghiottite dalla notte – e momenti d’intenso lirismo, nelle ricorrenti riprese dall’alto che punteggiano tutto il film, suggerendo con la visione aerea la pochezza delle vicende umane annegate nei grandi spazi di una natura che sfugge ogni nostro tentativo di controllo.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Raúl Arévalo e Javier Gutiérrez sono i detective Suarez e Robles
  3. I colori del buio nella palude / I paesaggi aerei sui titoli di testa / Il cimitero: dall’alto non si percepisce il dolore
  4. Jesús Castro è Quini / Manolo Solo è il reporter / Antonio de la Torre è Rodrigo, il padre delle ragazze / Nerea Barros è la madre Rocío / Residui del regime: Hitler, Franco, Salazar e Mussolini raccomandati alla misericordia di Dio
  5. Raúl Arévalo è Pedro / Javier Gutiérrez è Juan / Il regista Alberto Rodríguez sul set con i suoi protagonisti
  6. Attimi sospesi tra apparizioni che sembrano fantasmi e messaggeri di arcane forze sconosciute
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    (© 2014 Atípica Films S.L. / Sacromonte Films S. L. / Antenna 3 Films S. L. U.)

In copertina:
Gli agenti Pedro Suarez e Juan Robles in missione nelle paludi del Guadalquivir (© 2014 Atípica Films S.L. / Sacromonte Films S. L. / Antenna 3 Films S. L. U.)

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: La isla mínima
  • Regia: Alberto Rodríguez
  • Con: Raúl Arévalo, Javier Gutiérrez, Antonio De La Torre, Nerea Barros, Salva Reina, Jesús Castro, Manolo Solo, María Varod, Perico Cervantes, Jesús Ortiz, Jesús Carroza, Ana Tomeno, Paula Palacios, Claudia Ubreva, Lucía Arias, Chelo Castro, Lola Páez, Paco Inestrosa, Àngela Vega, Julián Candón, Jorge Amat, Laura López, Cyntia María Suano, Juan Carlos Villanueva, Josemi Rodríguez, Miguel Àngel Díaz, Adelfa Calvo, Francisco García, Javier Berger, Pedro Lanzas, Beatriz Cotobal, Mercedes León, Juan Carlos Montilla, Abel Mora, Gonzalo Trujillo, Nacho Fortes, Antonio Àlvarez, Manuel Rodríguez, Alex Peña, Alberto González, Manuel Salas
  • Sceneggiatura: Rafael Cobos López, Alberto Rodríguez
  • Fotografia: Alex Catalán
  • Musica: Julio de la Rosa
  • Montaggio: José Manuel García Moyano
  • Scenografia: Pepe Domínguez
  • Costumi: Fernando García
  • Produzione: José Antonio Félez, José Sánchez Montes, Mercedes Cantero, Mikel Lejarza e Mercedes Gamero per Atípica Films, Sacromonte Films e Altresmedia Cine con la partecipazione di Altresmedia 3, Canal+, AXN, Canal Sur Televisión Andalucía e Audio Visual S.G.R.
  • Genere: Thriller
  • Origine: Spagna, 2014
  • Durata: 104’ minuti