Pavia è detta la “città delle torri” perché in epoca medievale ne erano state costruite molte per il solito spirito di prevalere sulla famiglia che aveva fatto costruire l’ultima ma, come spesso succede, sono state in parte abbattute dai diversi dominatori. Il centro storico è quasi esclusivamente pedonale e la pavimentazione porta ancora i segni del traffico di carrozze e vedendoli è facile immaginare il loro rumore rotante e lo scalpitio dei cavalli.
Naturalmente la rinomata università nata nell’825 per volere dell’imperatore Lotario è talmente famosa e dall’architettura man mano trasformata da non richiedere altre notizie ma solo il consiglio di andarla a vedere appena possibile e magari proprio in occasione della visita all’attuale mostra aperta sino al 20 dicembre 2015 nelle Scuderie del Castello Visconteo “I Macchiaioli. Una rivoluzione d’arte al caffè Michelangelo”.
E’ sicuramente il caso di ricordare come il comune di Pavia e il suo Assessorato alla Cultura si siano ormai specializzati nel proporre al pubblico mostre interessanti e particolarmente insolite sempre con lo scopo ben preciso di allargare la conoscenza dell’arte e anche, giacché si è lì, quella del territorio pavese e delle ricchezze che contiene. Così è nata la collaborazione con il gruppo DegustiBUS che organizza delle escursioni nel territorio pavese facendo vedere, seguendo magari la storia del giovane Albert Einstein che ha vissuto lì
assieme ai genitori, o del re inglese Edoardo II riuscito a scappare, si racconta qui, dalle grinfie della moglie e del suo amante diventando l’eremita confinato in una bellissima chiesetta sulla collina.
E, naturalmente, si è condotti a degustare i prodotti tipici della zona particolarmente curati dai piccoli produttori che usano in pratica solo ingredienti locali seguendo le vecchie ricette trasmesse “dalla nonna”: è proprio una maniera abbastanza inconsueta di conoscere tutte le sfumature culturali del territorio pavese.
Divagare è solo una maniera di inserire le bellezze e la cultura che trasuda da ogni parte in Italia e ben si coordina con i dettami che i Macchiaioli perseguivano dipingendo direttamente con il pennello per raggiungere le verità e la bellezza intrinseca di ciò che stavano raffigurando senza fare neanche il disegno preparatorio.
Firenze è stata sin dal medioevo una delle capitali europee culturalmente molto attive e i pittori che si ritrovavano al Caffè Michelangelo decisero di ribellarsi al rigido sistema accademico dipingendo il senso del vero cominciando a mettere sulla tela delle macchie di colore che poi prendevano forma e venivano definite.
Per questa ragione quel gruppo di artisti venne chiamato per spregio dalla critica “macchiaioli”, appellativo che piacque molto ai protagonisti visto che ben indicava la filosofia che le loro opere dovevano sprigionare.

I curatori, Simona Bartolena e Susanna Zatti, hanno voluto mettere in mostra il percorso di questo importante movimento che sicuramente, con la ribellione alle regole estetiche del momento ha segnato l’avvio della pittura moderna.
Le oltre settanta opere in mostra provengono da vari musei italiani e da collezioni private e sono la creazione dei maggiori esponenti del gruppo come Giuseppe Abbati (Napoli 1836 – Firenze 1868), Odoardo Borrani (Pisa 1832 – Firenze 1905), Vincenzo Cabianca (Verona 1827 – Roma 1902), Vito Dì’’Ancona (Pesaro 1836 – Firenze 1884), Giovanni Fattori (Livorno 1825 – Firenze 1908), Silvestro Lega (Forlì 1826 – Firenze 1895), Telemaco Signorini (Firenze 1835 – 1901) e altri ancora.

Come si può vedere gli artisti sono nati in varie città italiane e si sono ritrovati a Firenze attirati molto probabilmente dalle potenzialità che questa città riesce a sprigionare e la loro ribellione al sistema accademico è stata “solleticata” dal fermento culturale presente ovunque in quella città oltre che dalla necessità di cambiare anzi rinnovarsi.

Nella mostra di Pavia è Telemaco Signorini a condurre per mano il pubblico raccontando le peculiarità dei Macchiaioli e la quotidianità di quel periodo grazie alle sue opere che fermano momenti semplici ma esplicativi di ciò che era e succedeva intorno a lui e agli amici del Michelangelo senza dimenticare le opere di chi ha raccontato l’epopea risorgimentale italiana alla quale molti di loro hanno partecipato attivamente ricolmi di patriottico eroismo. Le atmosfere e la solidità di questi ideali sono facilmente riscontrabili nei quadri di Giovanni Fattori (Livorno 1835 – Firenze 1908).

Naturalmente le iniziative collaterali come le visite guidate, i laboratori per bambini o per le famiglie e le conferenze si possono rintracciare su www.scuderiepavia.com
Didascalie immagini
- Odoardo Borrani Contadinella a Pergentina
Olio su tavola, 24 x 12 cm Collezione privata - Telemaco Signorini Mercato del bestiame, 1864
Olio su cartone, 27 x 15 cm Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci - Giuseppe Abbati Caletta a Castiglioncello, 1862 circa
Olio su tavola, 15 x 19,8 cm Collezione privata - Cristiano Banti Scena romantica
Olio su tavola, 24,5 x 38 cm Collezione privata - Francesco Saverio Altamura I funerali di Buondelmonte, 1859 – 1860
Olio su tela, 106 x 214 cm Roma, Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea
(Credit: Su gentile concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) - Giovanni Fattori La lettera al campo, 1873 – 1875
Olio su tavola, 16,6 x 34,5 cm Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci
In copertina:
Un particolare di: Francesco Saverio Altamura I funerali di Buondelmonte, 1859 – 1860
Olio su tela, 106 x 214 cm Roma, Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea
(Credit: Su gentile concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo)
Dove e quando
Evento: I Macchiaioli. Una rivoluzione d’arte al Caffè Michelangelo
- Fino al: – 20 December, 2015
- Sito web