La sera del 5 dicembre si è inaugurata la XXXIII stagione concertistica organizzata da Catania Jazz; ad ammaliare il numerosissimo pubblico accorso presso l’Auditorium del Centro fieristico e congressuale “Le Ciminiere” c’era il trio del pianista Brad Mehldau, nome divenuto ormai di primissimo piano sulla scena del jazz mondiale.
Brad Mehldau ha portato la classica formazione del piano trio ad un livello superiore rispetto a quello degli illustri precedenti, primo fra tutti lo storico trio di Bill Evans con Scott LaFaro e Paul Motian. La ormai ventennale frequentazione fra Mehldau e il contrabbassista Larry Grenadier appare evidente in un interplay fitto e magistrale, una comunione d’intenti quasi telepatica nella quale i due musicisti corrono l’uno accanto all’altro pur sviluppando linee indipendenti. Grenadier, come Scott LaFaro, si spinge infatti spesso nella regione acuta del suo strumento cantando spesso i temi all’unisono e apportando al suono complessivo del trio un registro di violoncello. A completare la formazione il batterista Jeff Ballard, concentratissimo e ricco di ingegno, che si destreggia fra accompagnamento e solismo passando dall’uno all’altro con estrema scioltezza.
Brad Mehldau Trio
Il repertorio, non ancora inciso su disco, si è mosso fra composizioni originali e standard. Mehldau compositore possiede una doppia anima: da una parte ci sono dei brani moderni basati su ricchi pedali o su figurazioni ostinate, affidate ad una granitica e completamente indipendente mano sinistra, dall’altra pezzi più melodici affini alla grande tradizione del jazz. È proprio in questi ultimi che il trio raggiunge la massima intesa nella creazione di spazi sonori nei quali i solisti hanno libertà di azione; i primi invece risultano spesso troppo pieni, carichi, più faticosi. Se un’incursione brasiliana (Valsa Brasileira di Chico Buarque) ammalia il pubblico catanese, vero acme della serata è l’esecuzione di Si tu vois ma mère, commovente composizione di Sidney Bechet. Il brano scorre semplice, essenziale; gli assoli dimostrano la saggezza dell’elaborazione tematica da parte tanto di Mehldau quanto di Grenadier. Sul finire, Mehldau improvvisa una lunga cadenza che rilegge tutto il tema alla luce del pianismo tedesco dell’Ottocento. Lunghe serie di crome acciaccate ricordano le sonate di Beethoven, l’armonia si dispiega in un elaborato contrappunto che porta la melodia fra mano destra e mano sinistra, un’atmosfera schumanniana colora il mondo creolo di Bechet in un ponte sonoro e culturale.
Brad Mehldau Trio
Un concerto memorabile che resterà negli annali di Catania Jazz, un evento di grandissimo spicco in una stagione comunque ricca che vedrà anche la Istant Composers Pool e il trio di Dave Holland.

Didascalie immagini

  1. Brad Mehldau Trio (fonte)
  2. Brad Mehldau Trio (fonte)

In copertina:
Brad Mehldau Trio
[particolare]
(fonte)