“Nella mano sinistra tenevo il vasetto di vetro con il solvente, una miscela gelatinosa del colore del miele, ma più densa, e nella destra un pennello piatto piccolo inumidito di acqua deionizzata. Silenzio come per un rituale. Eravamo tutti attorno al punto della prova con le facce vicino all’affresco,
addossati l’uno all’altro. Chiesi un po’ di spazio e inumidii con l’acqua deionizzata la piccola porzione rettangolare esplorata con il fazzoletto il giorno prima. Il rettangolo in un primo momento rifiutava l’acqua come se fosse impermeabile o grasso, poi cominciò a diventare scuro, assumendo un tono marrone traslucido molto intenso”. Cosa mai potrà provare un restauratore, per quanti siano gli anni di esperienza che si porta dietro, mettendo le mani sulla volta della cappella Sistina? Quali sentimenti, misti tra terrore di sbagliare, curiosità, rispetto, gioia, impazienza e sgomento, accompagnano il lavoro delicato di chi deve, con la sua opera, confermare e confutare gran parte della scienza della storia dell’arte? Ecco, noi profani – che spesso guardiamo le opere da una distanza tale da non capirci molto – possiamo solo immaginarlo; c’è chi invece ha dovuto davvero fare i conti con il restauro più importante e controverso della storia dei restauri, e che racconta oggi in un prezioso libro tutti i dettagli di quell’esperienza straordinaria. Io e Michelangelo di Gianluigi Colalucci è un libro imperdibile pubblicato da 24Ore Cultura in cui il capo restauratore dei Musei Vaticani ripercorre le tappe di quello che Antonio Paolucci ha definito come il restauro “più importante, più necessario, più filologicamente impeccabile e corretto del secolo”: il racconto comincia dalle prime prove di pulitura, da quei colori così vividi che si rivelano non appena viene rimosso quello spesso strato di colle animali, fumo, gomma arabica, olio e fiele di bue, e prosegue attraverso le mille polemiche, le visite eccellenti (tutto il mondo – o quasi – passò davanti gli affreschi della Sistina, dalla regina di Danimarca all’imperatore del Giappone, dai capi di stato ai ministri, da Leonardo Sciascia ad Alberto Arbasino, da Kissinger a Gianni Agnelli) la soggezione a cospetto della figura di Adamo, “un brano di pittura tra i più alti creati dall’uomo”. Per chiunque abbia visitato, almeno una volta nella vita, la cappella Sistina, e sia rimasto inebetito di fronte agli affreschi di Michelangelo, leggere questo libro sarà un autentico piacere.
Didascalie immagini
- Gianluigi Colalucci, Io e Michelangelo, copertina del volume
In copertina:
Michelangelo Buonarroti, La creazione di Adamo, Cappella Sistina, Musei Vaticani
[particolare]
(fonte)
Gianluigi Colalucci
Io e Michelangelo
pp. 256
24Ore Cultura – Edizioni Musei Vaticani