– di Roberto Mariotti e Francesco Romano – 

Dopo l’attesa apertura, lo scorso mese di ottobre, del Museo dell’Opera del Duomo di Firenze (di cui, fra le nostre pagine, trovate un redazionale e un approfondimento di Eleonora), il 20 gennaio 2016 – nel corso delle celebrazioni di San Sebastiano, vi è stata l’inaugurazione del nuovo Museo della Misericordia, situato al quarto piano della storica sede di Piazza Duomo che fu assegnata alla benemerita associazione nel lontano 1576 dal granduca Francesco I dei Medici.
Nei giorni scorsi abbiamo visitato il nuovo spazio, dove ci ha fatto gli onori di casa  il responsabile del museo e del patrimonio artistico della Misericordia, Enrico Santini.
L’idea di realizzare un museo all’interno della sede del sodalizio fiorentino, nasce dalla volontà di raccontare ai visitatori attraverso le immagini, le attrezzature e l’ampia documentazione conservata negli archivi, la storia dei servizi di carità resi in oltre sette secoli di attività, ma anche dal desiderio di restituire alla città le bellissime opere donate nel corso degli anni da artisti e benefattori alla Confraternita.
Museomisericordia sala
Il museo, che si snoda attraverso 14 sale, è stato progettato dallo studio degli architetti Noferi e Locorotondo con la collaborazione dell’Ing. Mauro Romero, Capo di Guardia e responsabile degli Immobili dell’Arciconfraternita e dell’Ing. Ugo Galardi, i quali hanno avuto il merito di realizzare, all’interno di un palazzo di età medievale, una struttura innovativa e funzionale.
Tra gli oggetti originariamente adoperati dai volontari per lo svolgimento dei servizi, troviamo le antiche ceste di vimini (zane) e i cataletti che costituivano le prime rudimentali forme di barelle per il trasporto dei malati, oltre alle caratteristiche vesti statutarie rosse e nere (quest’ultime indossate per i servizi ordinari fino alla fine del secolo scorso) e alle palline bianche e nere ancora oggi utilizzate per le votazioni.
Tra le opere, selezionate con la preziosa collaborazione della Soprintendenza per le Belle Arti e Paesaggio di Firenze, segnaliamo alcuni mirabili dipinti del maestro Pietro Annigoni e  molte altre opere di vari artisti tra cui citiamo Benedetto da Maiano, Carlo Dolci, Antonio Fedi, Santi di Tito.
Ma oltre al valore e alla bellezza del patrimonio artistico esposto nelle sale, il nuovo museo merita senz’altro di essere visitato anche per l’impagabile vista che offre sulla cattedrale di Santa Maria del Fiore e sul Battistero.
Il Museo è aperto a singoli e gruppi che possono, previa prenotazione, usufruire di visite guidate gratuite (l’accesso al museo è infatti gratuito ma sono gradite offerte).
Al termine della nostra visita abbiamo rivolto alcune domande al nostro “cicerone” Enrico Santini il quale con grande cortesia si è messo a nostra disposizione. Di seguito troverete l’intervista al responsabile del Museo della Misericordia.
Sala museomisericordia
Come è nata l’idea di un Museo della Misericordia?
L’idea è nata dal voler mettere a disposizione dei visitatori ciò che la Misericordia ha avuto in segno di gratitudine dai benefattori. Opere non più chiuse nelle stanze, ma a disposizione della città. Quest’anno è l’anno del Giubileo della Misericordia e quindi ci è sembrata la migliore occasione per inaugurare il nostro Museo.
Quanti visitatori vi aspettate e la possibilità di accesso rimarrà sempre per gruppi con guida o pensate di aprirlo poi in altre forme, per esempio con visite specifiche per le scuole?
L’accesso è aperto a gruppi ed anche a persone singole. I nostri volontari accompagnano nel percorso perché, oltre ad illustrare l’aspetto storico-artistico delle varie opere, viene dato risalto anche agli aspetti della “carità” , di come e perché le abbiamo ricevute ecc. Sicuramente il Museo verrà pubblicizzato per offrirlo a Scuole, Misericordie, Associazioni, Cral, Parrocchie, Club ecc.
Ci sono altre opere nei vostri depositi che potrebbero trovare spazio nel museo?
Le stanze della Misericordia e delle 5 sezioni, delle nostre 3 ville “case per anziani” e disabili, accolgono altre opere di pregio e valore. In otto secoli per esporre tutto il materiale artistico donato non basterebbero i 560 metri espositivi di ora e le 14 sale.
Abbiamo visto in alcune stampe immagini del cimitero monumentale dei Pinti; pensate che potrà essere aperto e divenire anch’esso parte di questo mini polo museale della Misericordia?
Il cimitero dei Pinti è un cimitero monumentale per il quale abbiamo fatto un piccolo percorso in sicurezza, ma lavoriamo per mostrarlo quando avremmo reso fruibile tutto il percorso. Tanti personaggi illustri sepolti fra i 4000 fratelli della misericordia che riposano in eterno, esempio il fratello della Misericordia Emilio de Fabris (ha fatto la facciata del Duomo) il fratello Baldasseroni (ministro dell’economia al tempo dei Lorena), il Comandante della Battaglia di Curtatone e Montanara Giarrè, il medico Barellai e tanti altri.
Abbiamo letto che state lavorando sui materiali dei vostri archivi. Pensate di metterli a disposizione del pubblico e se sì, in che modo?
Abbiamo un archivio spettacolare che parte dal 1300 con documenti fantastici. Il libro degli ascritti con Lorenzo il Magnifico, Amerigo Vespucci, David del Ghirlandaio. Miniature, codici miniati, elenchi di donazioni . Un archivio sul quale stiamo studiando per poterlo rendere in futuro fruibile al pubblico, magari parzialmente, con visite guidate. L’archivista Don Foresto Niccolai e le due archiviste Dr. Barbara Affolter e Dr. Laura Rossi stanno lavorando proprio a questa eventualità.

Didascalie immagini

  1. Firenze, Museo della Misericordia, veduta di una sala
  2. renze, Museo della Misericordia, veduta di una sala

In copertina:
renze, Museo della Misericordia, veduta di una sala
(particolare)