Land of mine - sotto la sabbia 1Maggio 1945, il regime nazista ha accettato una resa incondizionata piegato dall’avanzata delle forze alleate a occidente e dell’Armata Rossa che da oriente ha conquistato Berlino.
Nei giorni subito successivi, contro ogni convenzione internazionale, la Danimarca costrinse i prigionieri tedeschi ancora presenti sul territorio a bonificare dalle mine le sue coste, il Terzo Reich ipotizzando uno sbarco alleato in quella zona aveva fatto piazzare nella sabbia più di due milioni di mine antiuomo.
Le pericolose operazioni di rimozione e disinnesco andarono avanti per cinque mesi fino all’inizio di ottobre e coinvolsero all’incirca duemilaseicento uomini, più della metà di loro restò uccisa o gravemente mutilata dalle esplosioni, ma una stima definitiva delle perdite umane non sarà mai possibile per il divergere dei dati ufficiali depositati negli archivi danesi e tedeschi.
Il regista Martin Zandvliet con il film Land of mine – sotto la sabbia racconta questa ignobile pagina di storia, sconosciuta perché rimossa dalla coscienza collettiva in Danimarca dove rappresenta ancora un tabù, senza erigersi a giudice ma tentando di comprendere una situazione in cui il confine tra vittime e carnefici si è confuso e sovrapposto.
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Il sergente Rasmussen dell’esercito danese ha accumulato rancore in cinque anni di occupazione nazista per tutte le atrocità di cui è stato testimone, il capitano Ebbe suo superiore lo invia di stanza in una fattoria vicino alla costa, ospite forzato di una donna sola con la sua bambina, per sovrintendere le operazioni di sminamento della spiaggia e a tale scopo gli assegna una squadra di prigionieri tedeschi.
Impassibile alle esigenze delle sue reclute, segregate in una baracca durante la notte e con scarse razioni di cibo a disposizione, il sergente non potrà impedire alla sua umanità di riemergere dall’odio bellico davanti alla vulnerabilità di ragazzini adolescenti in cui è difficile identificare la crudeltà del nemico.
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Verso la fine della seconda guerra mondiale Hitler istituì una milizia nazionale denominata Volkssturm, nel disperato tentativo di cambiare le sorti del conflitto vi furono arruolati anziani e ragazzi di età compresa tra i 13 e i 18 anni.
La convenzione di Ginevra del 1929 stabiliva che i prigionieri di guerra non potevano essere impiegati per lavori forzati o pericolosi, ma i britannici – in quel momento eroi liberatori all’apice della popolarità – coniarono la dicitura ‘persone volontariamente arrese al nemico’ e proposero al governo danese l’impiego dei tedeschi nella bonifica delle coste.
Una vergogna di cui la Danimarca si rese complice per gratitudine verso gli inglesi e volontà di vendetta contro le forze d’occupazione sconfitte.
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Il regista Martin Zandvliet con il contributo determinante del direttore della fotografia, sua moglie Camilla Hjelm Knudsen, costruisce una forte contrapposizione tra forma e contenuto; la bellezza idilliaca della natura circostante stride con la spietata imposizione dell’estremo sacrificio a dei bambini, caricati delle colpe di un’intera nazione.
Il raffinato splendore delle immagini esalta il candore della sabbia in contrasto col blu profondo nelle onde del mare, in un eterno maestoso movimento indifferente a ogni sofferenza umana, lo stesso colore che negli occhi dei ragazzi soldato richiama un legittimo, irrinunciabile, desiderio di libertà.
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Con un imponente lavoro di selezione sono stati scelti i giovani interpreti, alcuni esordienti assoluti come i sedicenni gemelli Emil e Oskar Belton a interpretare i fratelli Ernst e Werner, tutti molto bravi a incarnare sofferenza e durezza di giovani troppo presto strappati all’innocenza.
Il diciottenne Louis Hoffman è Sebastian Schumann, leader naturale del gruppo, Roland Møller per la prima volta protagonista è il sergente Rasmussen e Mikkel Boe Følsgaard, Orso d’Argento a Berlino per il suo re Cristiano VII in Royal affair di Nikolaj Arcel, è qui impegnato a dare forma all’odioso Capitano Ebbe.
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Land of mine – sotto la sabbia racconta il riemergere della solidarietà nel ritorno alla convivenza civile dopo le atrocità della guerra e, nonostante qualche momento meno riuscito – sulla partita di calcio in spiaggia pesa un senso di déja vu – e il doppiaggio che azzera ogni sfumatura linguistica originale tra danese e tedesco, riesce a mantenere intatta la potenza dell’indignazione per una terribile atrocità che rischia di ripetersi ancora oggi, in ogni parte del mondo dove le mine sono ancora una triste, drammatica e attualissima realtà.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Operazioni di sminamento della spiaggia
  3. Il sergente Rasmussen interpretato da Roland Møller
  4. La squadra di soldati bambini tedeschi
  5. La tenue bellezza cromatica della fotografia
  6. Louis Hofmann è Sebastian / Joel Basman è Helmut / Il regista Martin Zandvlet sul set
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    (© 2015 Nordisk Film Production AS / Amusement Park Films Gmbh / ZDF)

In copertina:
Louis Hofmann e Roland Møller sono Sebastian e il sergente Rasmussen (© 2015 Nordisk Film Production AS / Amusement Park Films Gmbh / ZDF)

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Under sandet
  • Regia: Martin Zandvlet
  • Con: Roland Møller, Mikkel Boe Følsgaard, Louis Hofmann, Joel Basman, Emil Belton, Oskar Belton, Oskar Bökelmann, Leon Seidel, Laura Bro, Mads Riison, Karl Alexander Seidel, Maximilian Beck, August Carter, Tim Bülow, Alexander Rasch, Julius Kochinke, Zoé Zandvliet, Aaron Koszuta, Levin Henning, Michael Asmussen, Magnus Bruun, Mette Lysdhal, Johnny Melville, Anthony Straeger, Suri
  • Sceneggiatura: Martin Zandvlet
  • Fotografia: Camilla Hjelm Knudsen
  • Musica: Sune Martin
  • Montaggio: Per Sandholt, Molly Malene Stensgaard
  • Scenografia: Gitte Malling
  • Costumi: Stefanie Bieker
  • Produzione: Mikael Chr. Rieks e Malte Grunert con Klaus Dohle per Nordisk Film Production e Amusement Park Films in associazione con Majgaard Ltd / Torben Majgaard, in associazione con K5 International & K5 Film in coproduzione con ZDF con Goethe Filmproduktion & Erfttal Filmproduktion Markus Reinecke
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Danimarca / Germania, 2015
  • Durata: 101’ minuti