Punto d ombra coverNella sua introduzione al libro del quale vi parliamo questa settimana la scrittrice e poetessa Siri Hustvedt scrive: “Teju Cole sfreccia da una città all’altra. Teju Cole esplora un avamposto dopo l’altro e sottolinea quei balzi volanti con commenti scritti e visivi”. Giusto un paio di righe che però meglio di molte altre recensioni mettono a fuoco (è proprio il caso di dirlo) l’autore di Punto d’ombra, appena pubblicato da Contrasto. Definire Teju Cole in altri modi in effetti sarebbe parecchio difficile, o quantomeno richiederebbe più parole…ma vediamo di fare un breve riassunto: nato in Nigeria, vive negli Stati Uniti; è scrittore, storico dell’arte, fotografo, critico fotografico per The New York Times Magazine, ha vinto il Pen/Hemingway Award col suo primo romanzo (Città Aperta, pubblicato in Italia da Einaudi); con Punto d’Ombra pubblica per la prima volta un’opera che mette insieme testo e immagini, una sorta di diario visivo che parte da New York e passa per Norimberga (ottimo pretesto per parlare di Dürer e del suo modo di dipingere i drappeggi), la Svizzera e Capri (“Quello stesso giorno, la sera di quel mattino in cui avevo aperto la finestra della mia camera e mi ero trovato davanti l’apparizione di una flotta luccicante sul Mediterraneo, pensai a Edna O’Brien che diceva al pubblico: Di queste meravigliose acque sappiamo che hanno dentro la morte”), Milano e Berlino. Sfogliando il libro ci si rende conto che tutto può stimolare la riflessione e la fantasia di Cole…partiamo allora insieme a lui in questo viaggio attorno al mondo, e impariamo a cogliere i dettagli apparentemente insignificanti delle cose che vediamo attorno a noi. Saranno questi dettagli a costruire tante piccole storie. 

Didascalie immagini

In copertina:
Teju Cole ‘Punto d’ombra’

Teju Cole
Punto d’ombra
Contrasto
pp. 166
 

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