Parlare di Edward Hopper (1882- 1967) significa parlare di un autore il cui ruolo è stato fondamentale, non solo nella creazione di una nuova identità per l’arte americana contemporanea ma anche nella riconsiderazione di un linguaggio pittorico tipicamente europeo in un contesto statunitense rielaborandolo ed evolvendolo.
A questo autore Bologna dedica una mostra presso gli spazi di Palazzo Fava- Palazzo delle esposizioni, curata da Barbara Haskell in collaborazione con Luca Beatrice, prodotta e organizzata da Fondazione Carisbo, Genus Bononiae. Musei nella Città e Arthemisia Group in collaborazione con il Comune di Bologna e il Whitney Museum of American Art di New York.
Nato nello stato di New York, Hopper compie studi artistici presso la New York School of Art, che, come si evince dall’autoritratto realizzato tra il 1903 e 1906 lo legano alla pittura ottocentesca e ad un approccio sentimentale e malinconico verso la rappresentazione dei soggetti.

Non a caso, la dimensione solitaria, riflessiva e introspettiva rimane e può essere considerata uno dei fili conduttori che, nonostante l’evoluzione stilistica, permeano tutta la pittura di Hopper, che si tratti di piccoli oli raffiguranti scorci parigini privi dell’elemento umano, dipinti raffiguranti scene di quotidianità o paesaggi dagli spazi più aperti.

Parallelamente, alla dimensione emotiva, si accosta il desiderio, da sempre al centro della ricerca dell’artista, di catturare la luce esprimendo con il colore quello che a parole era difficilmente descrivibile o narrabile.
Ci ricongiungiamo, con questa considerazione, al rapporto con la pittura europea; in particolare con l’impressionismo -grazie ai diversi soggiorni parigini dal 1906 al 1907, nel 1909 e nel 1910- dai quali Hopper ha fatto sue l’indagine sul rapporto tra spazio e luce così come l’interesse per l’essere umano, costantemente solo, nonostante l’apparente socialità raffigurata in alcuni dei suoi dipinti più famosi. Nello specifico, se si dovesse pensare alle influenze pittoriche sarebbe impossibile non pensare alle atmosfere della pittura parigina o alle scene da bistrot di Toulouse Lautrec e Edgar Degas di cui è emblematico “Soir Bleu” (1914), in cui ogni personaggio inserito nella composizione mantiene, comunque una grande componente solitaria e individuale.

In molte opere della produzione di Hopper, alcune delle quali esposte in mostra, si individuano elementi riconoscibili e addirittura “cinematografici”, come il taglio orizzontale della scena, spesso in dialogo con elementi pittorici impressionisti quali la scelta cromatica, come “Après- midi de Juin or L’après- midi de Printemps” del 1907.

Malgrado queste considerazioni, descrivere la poetica e la pittura di Hopper relazionandola al suo rapporto con l’Europa sarebbe limitato poiché la determinante, data forse dal fatto che Hopper fosse solo di passaggio a Parigi è, negli anni, la progressiva resa all’essenziale dell’elemento rappresentato in cui restano presenti i temi narrativi e introspettivi.
Dagli anni Dieci del Novecento l’artista torna a New York, dove resterà lavorando come illustratore e mantenendo attiva la propria ricerca artistica. La permanenza newyorchese aggiunge elementi visivi da un lato, gli interni dei palazzi, l’architettura delle case in stile vittoriano, le strade; e sottrae progressivamente, invece, tutto quello che di superfluo c’era nella rappresentazione pittorica del periodo precedente.
E’ tra il 1915 e il 1928 che l’artista realizza circa 70 incisioni a puntasecca, alcune delle quali, come “Night Shadows” (1921) o “East Side Interior” (1922) sintesi del suo lavoro in cui si notano elementi voyeuristici e cinematografici, vicini all’espressionismo.
L’osservazione, è comunque un topos hopperiano riproposto in diversi contesti, prevalentemente interni popolati da donne, abitazioni e scorci di strade, che si tratti di Parigi o dell’East Side di New York. I dipinti di Hopper, infatti, forse per retaggio del suo trascorso da illustratore, hanno una forte componente narrativa, di “storytelling”, che in un’epoca in cui la fotografia e il cinema diventano sempre più parte integrante della società, si inserisce anche nell’arte; esemplare in questo caso “New York Interior” del 1921 in cui una donna di spalle cuce un abito. Se la figura femminile richiama le donne del francese Edgar Degas, la composizione può essere definita una vera e propria inquadratura, con tanto di barre laterali come se si trattasse di uno schermo cinematografico.

Un punto focale nella poetica e nello stile di Hopper resta, comunque, l’incontro con Josephine Nivison, sua futura moglie e con cui compirà un lungo viaggio negli Stati Uniti. E’ qui che la pittura fissa nella memoria dell’autore le immagini dei luoghi visitati accrescendo quel bagaglio di ricordi da cui attingerà nelle sue opere più conosciute.
Rimane molto forte in Hopper il desiderio di rappresentare quello che non può’ descriversi verbalmente e di dipingere il silenzio in una America di confine tra il paesaggio dominato dall’uomo e quello incontaminato, come in “Gas”, il cui studio, del 1940, si trova in mostra.
Le dicotomie percorrono tutto il lavoro dell’artista anche in soggetti diversi; in particolare l’intervento architettonico umano in contrasto con la natura ma con una sua valenza poetica, emerge nella raffigurazione di case, come in “Road and Houses” (1930- 1933), stazioni di benzina o i fari visitati durante un periodo di vacanza nel Maine, dipinti ad acquerello e grafite negli anni Venti.

Resta, nella produzione di Hopper, anche un grande interesse per l’interazione tra paesaggio e genere umano, declinato in situazioni intime o mondane in cui l’elemento pittorico traduce una riflessione molto più personale; ricerca che si palesa nei lavori più tardi come “South Carolina Morning” del 1955 e “Second Story Sunlight” del 1960, quando l’artista aveva già raggiunto ampio riconoscimento a livello nazionale e internazionale.

Tutte le tematiche citate, si articolano nelle sei sezioni della mostra, che appare come densa di contenuti e che racconta, attraverso una selezione di sessanta opere tra dipinti e studi preparatori, la poetica dell’artista affrontandone i risvolti biografici e stilistici.
Didascalie immagini
- Edward Hopper (1882 1967), Self Portrait, 1903-1906, Olio su tela, 65,9×56,2 cm, Whitney Museum of American Art, New York; Josephine N. Hopper Bequest (© Heirs of Josephine N. Hopper, Licensed by Whitney Museum of American Art)
- Edward Hopper (1882 1967) Stairway at 48 rue de Lille, Paris 1906 Oil on wood, 32,7×23,7 cm Whitney Museum of American Art, New York; Josephine N. Hopper Bequest (© Heirs of Josephine N. Hopper, Licensed by Whitney Museum of American Ar)
- Edward Hopper (1882 1967) Soir Bleu 1914 Oil on canvas, 91,8×182,7 cm Whitney Museum of American Art, New York;Josephine N. Hopper Bequest 70.1208 (© Heirs of Josephine N. Hopper, licensed by Whitney Museum, N.Y. Digital Image © Whitney Museum, N.Y.)
- Edward Hopper (1882 1967) Après midi de juin or L’après midi de printemps 1907 Oil on canvas, 60,3×73,3 cm Whitney Museum of American Art, New York; Josephine N. Hopper Bequest (© Heirs of Josephine N. Hopper, Licensed by Whitney Museum of American Art)
- Edward Hopper (1882 1967) New York Interior c. 1921 Oil on canvas, 61,8×74,6 cm Whitney Museum of American Art, New York; Josephine N. Hopper Bequest (© Heirs of Josephine N. Hopper, Licensed by Whitney Museum of American Art)
- Edward Hopper (1882 1967) Light at Two Lights 1927 Watercolor and graphite pencil on paper, Sheet:. 35,4×50,8 cm Whitney Museum of American Art, New York; Josephine N. Hopper Bequest (© Heirs of Josephine N. Hopper, Licensed by Whitney Museum of American Art)
- Edward Hopper (1882 1967) South Carolina Morning 1955 Oil on canvas, 77,2×102,2 cm Whitney Museum of American Art, New York; given in memory of Otto L. Spaeth by his Family (© Whitney Museum of American Art, N.Y.)
In copertina:
Edward Hopper (1882 1967) Soir Bleu 1914 Oil on canvas, 91,8×182,7 cm Whitney Museum of American Art, New York;Josephine N. Hopper Bequest 70.1208
[particolare]
(© Heirs of Josephine N. Hopper, licensed by Whitney Museum, N.Y. Digital Image © Whitney Museum, N.Y.)
Dove e quando
- Fino al: – 24 July, 2016