Brioso e raffinato, il balletto sulla “ragazza dagli occhi di smalto” plasmato da Roland Petit seduce sempre, ancor più se interpretato con passione meridionale. Grande successo per il napoletano Balletto del Teatro di San Carlo in tournée al Teatro Regio di Parma, dove ha rappresentato nel contesto della rinata rassegna ParmaDanza, ormai lunga quanto una stagione da gennaio a giugno, la Coppélia di Roland Petit.
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Andato in scena al Massimo partenopeo lo scorso mese sotto la supervisione di Luigi Bonino, il titolo, creato da Petit per il suo Ballet de Marseille nel 1975, è stato interpretato con precisione e passione da un ensemble sancarliano in piena forma. Merito questo di Lienz Chang, maître  de ballet che da settembre 2014 guida la compagnia più antica d’Italia, fondata nel 1737, facendo le veci di un direttore ancora non nominato. Della perizia e rigore di Chang, dal sapore cubano e tornita proprio a Marsiglia con lo stesso Petit, si vedono già i frutti.
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Sulle musiche di Léo Delibes e nelle preziose scene e costumi firmati da Ezio Frigerio, Anbeta Toromani e Alessandro Macario hanno impersonato con maestria e impressionante corrispondenza l’avventura di Swanilda e Frantz, giovani amanti che tra continui litigi e riappacificazioni si imbattono nella casa-laboratorio di Coppélius scoprendo automi di ogni sorta. Coppia non solo d’arte ma anche nella vita, Toromani e Macario, elastici e guizzanti, hanno reso i ruoli con gusto teatrale, ironico e spensierato, mostrando una straordinaria simbiosi per l’intera durata dello spettacolo.
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Elegante e raffinato è stato Massimo Sorrentino centrando in pieno il ruolo di quel Coppélius in frac, maturo ma non vecchio, voluto proprio da Petit. Dal passo felpato, amante dello champagne e della bellezza, si muove sinuoso nella sua dimora scrutando il suo armadio magico- dove sono riposti pezzi di teste, mani e braccia per creare automi. Tenta di rubare il soffio vitale all’intraprendente Frantz per animare la sua bambola Coppélia, con cui danza un commovente valzer, per poi meravigliarsi quando la stessa Swanilda ne veste i panni realizzando per qualche istante il suo sogno.
Il balletto che vide la luce per la prima volta all’epoca del Positivismo, nel 1870 al Opéra di Parigi con coreografie di Arthur Saint-Léon, nella sempreverde e piacevolissima versione di Roland Petit lascia il fervore verso invenzioni e progresso per tratteggiare la commovente solitudine di un elegante uomo in cerca della perfezione.

Didascalie immagini

  1. Il Corpo di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli in Coppélia
    (cor. R. Petit)
    (© Roberto Ricci)
  2. Anbeta Toromani nel ruolo di Swanilda in Coppélia
    (cor. R. Petit)
    (© Roberto Ricci)
  3. Massimo Sorrentino danza con la bambola
    (cor. R. Petit)
    (© Roberto Ricci)

In copertina:
Massimo Sorrentino nel ruolo di Coppélius in Coppélia
(cor. R. Petit)
(© Roberto Ricci)

Coppélia
coreografia  Roland Petit
musica  Léo Delibes
scene e costumi  Ezio Frigerio
luci  Jean Michel Desiré

Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo di Napoli

Allestimento del Teatro dell’Opera di Roma

7 e 8 maggio 2016
Parma, Teatro Regio

Dove e quando