Si è conclusa anche la 69ª edizione del Festival di Cannes con un’annata ricca di buoni film ma senza particolari guizzi innovativi, considerazione tutto sommato confermata dal palmarès che in prevalenza ha consolidato la fama di cineasti già affermati a livello internazionale senza far emergere nomi nuovi.
La giuria della competizione principale, che quest’anno non vedeva alcun film italiano in concorso, presieduta dall’australiano George Miller con i giurati Arnaud Desplechin, Kirsten Dunst, Valeria Golino, Mads Mikkelsen, László Nemes, Vanessa Paradis, Donald Sutherland e Katayoon Shahabi ha assegnato la Palma d’Oro al veterano Ken Loach per il suo I, Daniel Blake.

Fedele alla sua idea di Cinema come strumento di denuncia sociale, il cineasta inglese che già nel 2006 aveva conquistato la Palma d’Oro grazie a Il vento che accarezza l’erba, con quest’ultimo film racconta l’incontro tra un cinquantenne malato e una madre con due figli a carico coalizzati contro la burocrazia per ottenere un sussidio dallo Stato.
Ex equo per il premio alla regia assegnato contemporaneamente al rumeno Cristian Mungiu – già Palma d’Oro a Cannes 2007 con il crudo 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni – e al francese Olivier Assayas rispettivamente per Bacalaureat, impietoso ritratto di un rapporto padre figlia, e Personal shopper, dramma esistenziale su un’americana a Parigi che di mestiere fa acquisti per le stelle del cinema.

Altra conferma il Gran Premio della Giuria assegnato al canadese Xavier Dolan per Juste la fin du monde, che per la prima volta non filma un suo soggetto originale adattando per lo schermo una pièce teatrale di Jean-Luc Lagarce, con un ricchissimo cast di divi francesi capitanato da Marion Cotillard e impegnato a mettere in scena la crudeltà degli affetti nei conflitti interni al microcosmo di una famiglia.
Per il ragazzo prodigio del Quebec questa è la seconda volta che conquista il Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes, dopo quello portato a casa nel 2014 per Mommy.

L’iraniano Asghar Farhadi, già premio Oscar al miglior film straniero 2012 che a Cannes ha dato la vittoria come miglior attrice 2013 a Berenice Bejo per Il passato, col nuovo film Forushande conquista il premio alla miglior sceneggiatura firmata da lui stesso e quello per il miglior attore andato al protagonista Shahab Hosseini, da lui diretto per la terza volta dopo About Elly e Una separazione.
Raccontando l’Iran contemporaneo e le sue contraddizioni Farhadi mette in scena la vita di una coppia d’attori alle prese col capolavoro di Arthur Miller Morte di un commesso viaggiatore per tracciare il labile confine tra vergogna e umiliazione, dove la prima risponde a un codice morale relativo al rapporto intimo con se stessi e la seconda è vincolata all’opinione altrui, sempre troppo sopravvalutata.

Anche il premio della Giuria assegnato a American honey, storia di una sfrenata adolescenza itinerante ai limiti della legalità, della britannica Andrea Arnold va a riconoscere il talento già conclamato di una regista premio Oscar al miglior cortometraggio 2005 e abitualmente in cartellone nei festival più prestigiosi.
Per trovare nomi sconosciuti o comunque non ancora affermati tra i vincitori, oltre alla miglior attrice Jaclyn Jose per il filippino Ma’ Rosa di Brillante Mendosa su una donna implicata nel narcotraffico, si deve andare a esplorare l’elenco dei premiati dalla giuria presieduta dall’attrice svizzera Marthe Keller nella sezione Un Certain Regard.

Tra il massimo riconoscimento conferito al drammatico The Happiest Day in the Life of Olli Mäki del finlandese Juho Kuosmanen su un pugile sconfitto degli anni ‘60 e il premio alla regia assegnato al giapponese Kòji Fukada per il suo Harmonium, particolare interesse suscita il premio speciale andato al lungometraggio d’animazione La tortue rouge dell’olandese Michael Dudok de Wit.
Vincitore di un Oscar al miglior cortometraggio d’animazione 2000 per il poetico Father and daughter, già animatore per opere altrui diversissime come il colosso disneyano Fantasia 2000 e il piccolo La profezia delle ranocchie di Jacques-Rémy Girerd, questo ‘La tartaruga rossa’ segna l’esordio alla regia nel lungometraggio dell’artista fiammingo.

Molti i film attesi rimasti fuori dall’elenco dei premiati che hanno goduto della risonanza offerta dalla vetrina di Cannes, come Julieta di un ritrovato Pedro Almodóvar che già questa settimana sarà sugli schermi italiani o Il GGG – Il grande gigante gentile firmato Steven Spielberg presentato fuori concorso, ritorno del padre di E.T. al cinema per ragazzi, tratto dal libro omonimo di Roald Dahl, che sarà distribuito in Italia il 1° gennaio 2017.
Insomma come ogni anno la fluviale proposta di Cinema della croisette sarà diluita nelle uscite dei prossimi mesi, con la speranza che anche il pubblico italiano possa aver accesso a tutte le visioni più interessanti.

69° Festival di Cannes – il palmarès
Lungometraggi:
- Palma d’Oro: I, Daniel Blake [Gran Bretagna / Francia] di Ken Loach
- Gran Premio: Juste la fin du monde [Canada / Francia] di Xavier Dolan
- Premio Miglior Regista: Cristian Mungiu per Bacalaureat [Romania / Francia / Belgio] ex equo con Olivier Assayas per Personal shopper [Francia]
- Premio Miglior Sceneggiatura: Ashgar Farhadi per Forushande [Iran / Francia]
- Premio Miglior Attrice: Jaclyn Jose per Ma’ Rosa [Filippine] di Brillante Mendosa
- Premio Miglior Attore: Shahab Hosseini per Forushande [Iran / Francia] di Ashgar Farhadi
- Premio della Giuria: American honey [Gran Bretagna / USA] di Andrea Arnold
Cortometraggi:
- Palma d’Oro: Timecode [Spagna] di Juanjo Gimenez

Un Certain Regard:
- Premio Un Certain Regard: The Happiest Day in the Life of Olli Mäki [Finlandia] di Juho Kuosmanen
- Premio della giuria: Harmonium [Giappone] di Kòji Fukada
- Miglior regista: Matt Ross per Captain Fantastic [USA]
- Miglior sceneggiatura: Delphine Coulin e Muriel Coulin per Voir du pays [Francia]
- Premio speciale: La tortue rouge di Michael Dudok de Wit [Olanda / Giappone / Francia]
- Premio Caméra d’Or: Divines [Francia]di Houda Benyamina presentato nella sezione Quinzaine des Réalisateurs
- Palma d’Oro alla carriera: Jean-Pierre Léaud
Didascalie immagini
- Locandina del festival / Ken Loach con la Palma d’Oro / Un’immagine da I, Daniel Blake
- Premio alla regia ex equo a Cristian Mungiu per Bacalaureat e a Olivier Assayas per Personal shopper
- Xavier Dolan ringrazia commosso per il Gran Premio della Giuria a Juste la fin du monde / Locandina originale / Gaspard Ulliel protagonista del film
- Shahab Hosseini miglior attore e Asghar Farhadi miglior sceneggiatura per Forushande / Locandina francese del film
- Andrea Arnold Premio della Giuria per il suo American honey / Jaclyn Jose miglior attrice per Ma’ Rosa di Brillante Mendosa
- Michael Dudok de Wit e alcune immagini del suo lungometraggio La tortue rouge, Premio Speciale Un Certain Regard
- Divines di Houda Benyamina, Camera d’Or alla miglior opera prima / Julieta di Pedro Almodóvar / Il GGG – il grande gigante gentile di Steven Spielberg
- La giuria della 69ª edizione del Festival di Cannes presieduta da George Miller / Ma Loute del francese Bruno Dumont / Hangul del coreano Park Chan-wook
In copertina:
Ken Loach esultante per la Palma d’Oro al suo I, Daniel Blake (fonte)