Scrive Vasari nelle sue vite “Ma con tutto che le cose di Masaccio siano state sempre in cotanta riputazione, egli è nondimeno opinione, anzi pur credenza ferma di molti, che egli arebbe fatto ancor
maggio frutto nella arte, se la morte, che di XXXVI anni ce lo rapì, non ce lo avesse tolto così per tempo. Ma, o fusse la invidia o fusse pure che le cose buone comunemente non durano, e’ si morì nel bel del fiorire, et andossene sì di subito, che e’ non mancò chi dubitasse in lui di veleno, assai più che di altro accidente”. Sempre pronto a riportare pettegolezzi, insinuare dubbi, raccontare di scandali e altre nefandezze, il pittore e storico aretino adombra, nell’ultima parte della sua vita di Masaccio, che l’enfant prodige della pittura del primo Rinascimento sia morto così improvvisamente non per caso, ma perché avvelenato da qualcuno. Partendo da questo sospetto d’epoca (e da un’idea dello storico Andrea Mugnai), Fabrizio Guarducci ci guida in un giallo storico che vede protagonisti i maggiori maestri del Quattrocento e. accanto a questi, la cappella Brancacci della Chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze, capolavoro di Masaccio (e Masolino) portato però a termine da Filippino Lippi. Sarà proprio quest’ultimo, ne Il quinto volto (Lorenzo de’ Medici Press), ad accorgersi che negli affreschi da completare c’è qualcosa che non va (“nei giorni successivi Filippino cominciò a studiare il bozzetto confrontandolo con l’affresco. Senza dubbio quella non era la mano di Masaccio, anche se qualcuno aveva cercato di imitarla alla meno peggio. Poi però tornava a considerare quell’enigmatica presenza e lo prendeva il dubbio che Tommaso avesse avuto un diverso progetto in mente, un progetto che forse nemmeno i bozzetti riuscivano a chiarirgli. Proprio studiando il bozzetto, vide qualcosa che lo lasciò stupito…”) e a chiedere spiegazione al fratello di Masaccio, quel Giovanni di ser Giovanni meglio noto come lo Scheggia. Sarà lui, in un lungo racconto, a ricostruire la storia di quegli affreschi e di suo fratello…solo alla fine si svela il mistero e si capisce chi è l’assassino. Che, per la cronaca, stavolta non è il maggiordomo.
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- Fabrizio Guarducci, Il quinto volto
copertina del volume
In copertina:
Fabrizio Guarducci, Il quinto volto
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Fabrizio Guarducci
Il quinto volto
Edizioni LDM Press
pp. 221