Studio Azzurro ripercorre la sua storia con una mostra polisensoriale visibile a Palazzo Reale di Milano fino al 4 settembre: Studio Azzurro. Immagini sensibili. 
1 1985 prologo
Raccontare la storia di Studio Azzurro significa narrare di un collettivo, o meglio di “una bottega d’arte contemporanea”, come loro stessi gradiscono descriversi, tra le più incisive del nostro panorama.
Con alle spalle 35 anni di sperimentazioni sulle forme espressive della contemporaneità (arti visive, video, cinema, arti performative e nuove tecnologie), giocando su soluzioni diverse che si muovono dal video monocanale, alle videoinstallazioni, ai film, agli spettacoli teatrali, musicali e di danza, Studio Azzurro ha sempre collaudato soluzioni tanto innovative da determinare spesso la creazione di un lessico nuovo e, contestualmente, di un nuovo canone espressivo: videoambienti, ambienti sensibili, musei di narrazione…
Ad accomunare ognuna di queste espressioni è la loro natura di opere-eventi, prodotte non per essere esposte e vendute nelle gallerie d’arte, ma per essere offerte al pubblico sotto forma di esperienze percettive a forte impatto emotivo.
2 particolare allestimento di coro ambiente sensibile 1995 torino mole antonelliana
Quel 1982 in cui Fabio Cirifino, Paolo Rosa e Leonardo Sangiorgi diedero il via al sodalizio milanese a cui nel 1995 si unirà Stefano Roveda, era un periodo ricco di novità tecnologiche sorte attorno alla rivoluzione della nouvelle image, come era chiamata l’immagine elettronica. Scrivono infatti i protagonisti di Studio Azzurro: “Più di trentacinque anni fa, i nostri occhi osservavano quella luminescenza azzurra provenire da una piccola finestra di luce prodotta da un tubo catodico, un oggetto notevolmente ingombrante con la forma di un imbuto. I nostri sguardi ci si precipitarono dentro, e noi con loro. Con l’idea che se da quel momento le immagini elettroniche avevano invaso il nostro mondo, la nostra realtà, la nostra vita, noi, attraverso quella finestra avremmo potuto invadere quell’universo di luce e provare a capirne la natura, cimentando la nostra creatività per scoprirne la poesia.” 
03 1987 cameraastratta 1
Al compimento del trentacinquesimo anno d’età, il collettivo non ha mitigato la propria capacità di lavorare sui cambiamenti che la scienza e le nuove tecnologie offrono al mondo, determinando mutamenti estetici sotto gli occhi di tutti.
Il percorso espositivo offre un censimento della varietà di formati della produzione di Studio Azzurro caratterizzato da una progressiva smaterializzazione dei supporti: dai monitor iniziali degli anni ’80, alle videoproiezioni interattive su superfici varie, fino alle connessioni in rete o alla realtà aumentata. Opere impermanenti, concepite appositamente per occasioni e spazi differenti, unite dal fil rouge della comune poetica dell’ambiente virtuale, dove il disegno svolge ancora l’originaria funzione ideativa in una dimensione collaborativa che dal momento della creazione giunge a quello della fruizione. 
4 2000 ilmnemonista
È proprio la fedeltà a una poetica precisa a darci, forse, la possibilità di intravvedere una rotta che tiene conto del turbinare delle novità tecnologiche e del disorientamento degli eventi quotidiani, permettendoci di non inseguire, affannati, ma di osservare le mutazioni tecniche e antropologiche, senza lasciarci sopraffare, tentando invece di sintonizzarci, ogni volta, con il loro versante inesplorato e profondo, quello che cela una ricchezza, una fertilità creativa che attende chi la sappia ascoltare.” 
05 1984 ilnuotatore 1
Chi, entrando in mostra, è accolto dai monitor de Il nuotatore (va troppo spesso a Heidelberg) una delle istallazioni dei primi esordi (1984), deve allontanare il flusso indifferente delle immagini, avviandosi ad un percorso che vuole contrastare il predominio della vista rispetto agli altri sensi che cingono gli ambienti creati da Studio Azzurro.
6 1995 tavoli
Studio Azzurro da sempre indaga l’aspetto dell’alienazione delle relazioni interpersonali nell’epoca dei media digitali, come è il caso di Tavoli (perché queste mani mi toccano?) del 1995, dove è già in nuce la consapevolezza di come la diffusione massiccia di sistemi comunicativi abbia generato un’estrema potenzialità di connessioni che, tuttavia, evidenziano una sempre minore capacità di relazione a favore di rapporti più superficiali.
7 miracolo 2016
Partendo da esperienze reali, le Immagini sensibili plasmano mondi possibili, ipotetici, interrogativi, attraverso i quali le articolazioni di Studio Azzurro ci guidano.
Ne è forse il più bell’esempio l’opera site-specific realizzata in occasione della mostra, l’installazione interattiva Miracolo a Milano, che si inserisce nella serie Portatori di Storie frutto di 20 anni di ricerca tecnologica e antropologica, con l’intento di raccontare un territorio e le persone che lo abitano.
Nella Sala delle Cariatidi il grande affresco virtuale di Miracolo a Milano, ispirato alla scena finale del film di Vittorio De Sica rappresenta, in chiave di sogno, le povertà e le emarginazioni di ciò/chi è diverso e lontano dai modelli della cultura vigente, salutando il visitatore con l’immagine di una Milano “invisibile” ed evitata, sulla quale la stanza virtualmente si spalanca.

Didascalie immagini

  1. Prologo a Diario Segreto Contraffatto, Opera videoteatrale, 1985, Roma, La Piramide
  2. Particolare allestimento di Coro, Ambiente sensibile, 1995, Torino, Mole Antonelliana
  3. Camera Astratta, Opera video-teatrale in collaborazione con G. Barberio Corsetti, 1987, “Documenta 8”, Kassel (Premio UBU 1988 per il Teatro di ricerca)
  4. Il Mnemonista, Film, 2000
  5. l nuotatore (va troppo spesso a Heidelberg), Videoambiente 1984, Venezia, Palazzo Fortuny
  6. Tavoli (perché queste mani mi toccano), Ambiente sensibile, 1995, Milano, Triennale, Oltre il villaggio globale
  7. Particolare allestimento di Miracolo a Milano, Videonstallazione interattiva per specchi sensibili, 2016, Milano, Palazzo Reale

In copertina:
Particolare allestimento di Coro, Ambiente sensibile, 1995, Torino, Mole Antonelliana
[particolare]

Dove e quando

Evento: Studio Azzurro. Immagini sensibili.
  • Fino al: – 04 September, 2016
  • Sito web