Madrid, giugno 2012. L’euforia per i successi sportivi della nazionale spagnola agli Europei di calcio in Ucraina sembra mettere in secondo piano nei notiziari la profonda crisi economica in atto, Magda vive in prima persona l’aumento della disoccupazione, insegnante con la certezza che a settembre non avrà più una cattedra.
Madre di Daniel, un ragazzino undicenne con la passione per il calcio, la donna trova un messaggio nella segreteria del cellulare con cui il marito Raul, professore di filosofia, le annuncia il suo bisogno di andarsene per il classico momento di riflessione, lo stesso giorno in cui le viene diagnosticato un tumore al seno.
Sugli spalti per l’ultima partita del figlio prima della pausa estiva incontra casualmente Arturo, cacciatore di nuovi talenti per il Real Madrid, e gli è accanto prestandogli soccorso in un momento molto drammatico della sua vita. Due estranei in difficoltà, due vite segnate da eventi imprevedibili, fanno fronte comune scoprendo insieme il valore della solidarietà, coltivando reciproco sostegno per affrontare la vita a testa alta, guardando sempre avanti con forza anche quando il vento della tragedia soffia più forte.

Ma ma – tutto andrà bene di Julio Medem è dedicato a tutte le donne che hanno incontrato il cancro sul loro cammino, ma pur affrontando il tema della malattia il film si distingue per la sua carica positiva con la fotografia luminosa di Kiko de la Rica che sembra combattere anche visivamente l’oscurità del male, raccontando una battaglia che contrappone al rischio della morte la forza inarrestabile della vita.
Con lo stile a volte eccessivo proprio del suo Cinema, fatto di frequenti incursioni oniriche nell’inconscio dei personaggi e accumulo di metafore scevro da ogni timore di scivolare nel ridicolo, il regista basco con questo nuovo film realizza certamente l’opera più intensa di tutta la sua filmografia.

Dopo alcuni titoli in cui la rappresentazione del sesso era predominante, come il melodramma Lucía y el sexo – di gran lunga il suo più famoso successo di pubblico – o il precedente Habitación en Roma, irrisolto e a tratti persino irritante, con Ma ma – tutto andrà bene Julio Medem conquista un equilibrio inedito senza rinunciare a soluzioni visive originali tipiche del suo marchio di fabbrica; il film si apre con l’immagine metaforica di una bambina bionda che avanza lentamente in una tormenta, ma è nella rappresentazione dell’unico amplesso – mostrato con un primo piano del battito cardiaco – che lo sguardo inedito del cineasta raggiunge l’apice, sgombrando la scena dall’esposizione dei corpi in amore che in questo contesto sarebbe risultata decisamente ingombrante.

Coinvolta nel progetto anche come produttrice, Penélope Cruz costruisce con la consueta bravura un altro personaggio indimenticabile, essenza stessa della gioia di vivere che nel resistere alla tentazione di una resa – espressa più volte con eleganti torsioni all’indietro della macchina da presa – incarna la fede nella vita, prima che nell’esistenza dell’anima, insegnando al figlio l’autodeterminazione.
Nel ruolo di Arturo uno splendido Luis Tosar, per la prima volta sullo schermo a fianco dell’amica Penélope Cruz, dà al suo personaggio uno spessore emotivo davvero raro pur non disponendo di alcuna scena madre utile a far detonare il pathos della situazione.

Asier Etxeandia, attore e cantante basco di Bilbao, presta fascino e simpatia al personaggio del ginecologo Julian, incaricato dalla sorte di dare a Magda le notizie più dure da incassare ma capace anche di renderle omaggio inneggiando alla sua ‘preziosa follia’ con la canzone Vivir di Nino Bravo, le cui parole possono degnamente sintetizzare il messaggio di gioia dell’intero film.
L’undicenne Teo Planell dimostra già un notevole talento per la recitazione nel ruolo del figlio Daniel.
Intima e delicata la colonna sonora originale che accompagna lo scorrere degli eventi firmata da Alberto Iglesias, eseguita con partecipazione al pianoforte dallo stesso autore.

Ma ma – tutto andrà bene a dispetto del dramma narrato è un inno alla gioia, un atto di fede verso la bellezza del vivere, unica certezza tangibile in assenza di sicurezze metafisiche, invito ad andare sempre avanti a testa alta anche nel pianto e nel dolore, perché comunque anch’essi sono attimi di vita.
Didascalie immagini
- Locandina italiana
- Magda e Arturo, forza e solidarietà
- Struggenti attimi sospesi
- Metafore, il battito d’amore e visivi inviti alla resa nel lessico cinematografico di Julio Medem
- Penélope Cruz è Magda, vitale guerriera d’amore
- Luis Tosar è Arturo / Teo Planell è Daniel / Asier Etxeandia è Julian
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(© 2015 Ma ma películas A.I.E. / Ma ma PC S.L. / Morena Films S.L. / Mare Nostrum Productions s.a.s. España)
In copertina:
Penélope Cruz incarna tutta l’esuberante voglia di vivere di Magda (© 2015 Ma ma películas A.I.E. / Ma ma PC S.L. / Morena Films S.L. / Mare Nostrum Productions s.a.s. España)
SCHEDA FILM
- Titolo originale: Ma ma
- Regia: Julio Medem
- Con: Penélope Cruz, Luis Tosar, Asier Etxeandia, Teo Planell, Alex Brendemühl, Silvia Abascal, Anna Jiménez, Elena Carranza, Nicolás De Vicente, Miguel Mota, Virginia Ávila, Javier Martos, Anabel Maurín, Samuel Viyuela, Laura Prats
- Sceneggiatura: Julio Medem
- Fotografia: Kiko de la Rica
- Musica: Alberto Iglesias
- Montaggio: Julio Medem, Iván Aledo
- Scenografia: Montse Sanz
- Costumi: Carlos Díez
- Produzione: Penélope Cruz, Julio Medem, Alvaro Longoria con Alexandra Lebret per
- Genere: Drammatico
- Origine: Spagna, 2015
- Durata: 106’ minuti