Il mondo che non c’era, la mostra – in corso al Museo Archeologico di Firenze – di cui Federica ha anticipato i temi lo scorso primo agosto, permette al grande pubblico di scoprire, o approfondire, cinquanta culture in un arco temporale di cinquemila anni attraverso oltre duecento reperti i massima parte della collezione di Giancarlo e Inti Ligabue integrati da prestiti dei musei fiorentini, provenienti dalle Collezioni Medici, e da collezioni private europee.

A corredo dell’evento espositivo il catalogo edito da “5 Continents Editions” contiene saggi e documenti del curatore della mostra Jacques Blazy, esperto internazionale d’arte precolombiana. e di André Delpuech, curatore capo del patrimonio, responsabile dell’unità patrimoniale delle Collezioni Americane al Musée du quai Branly di Parigi, presidente del comitato scientifico.
Tra gli altri autori dei testi studiosi, storici e archeologi come Claude-François Baudez – Direttore Onorario delle Ricerche del Centre National de la Recherche Scientifique a Parigi – che offre importanti notizie sulla civiltà olmeca cioè la prima civiltà pan-mesoamericana la cui scomparsa coincide con la nascita di quella maya e nessuno più dubita come i primi maya fossero in contatto con gli ultimi olmechi di cui sono stati i principali eredi.
Gli olmechi parlavano una lingua “zoque-mixe di cui si conoscono vari testi, in particolare quello esposto sulla Stele 1 di La Mojarra che comprende due date, 143 e 156 d.C., molto posteriori al declino di questa civiltà che si situa, ricordiamolo, tra il 500 e il 400 prima della nostra era” e Baudez inizia spiegando come all’epoca il paesaggio della Costa del Golfo del Messico (stati di Veracruz e Tabasco) fosse coperto da savane spesso inondate e dove oggi pascolano bovini vicino alle torri dei pozzi petroliferi: “nella seconda metà del terzo millennio, gli uomini approfittarono di queste condizioni particolarmente favorevoli e avviando una vita sedentaria; riuniti in gruppi, coltivavano il mais (quattro raccolti l’anno), cacciavano, pescavano, praticavano la raccolta. A partire dal 1750 a.C., fabbricavano e utilizzavano ceramica.
Dopo secoli di cultura agricola che aveva saputo approfittare di questo ambiente eccezionale, durante il Preclassico medio (dal 1200 al 400 a.C.) si sviluppa in questa zona una cultura complessa caratterizzata da piccole divisioni territoriali, società gerarchizzate, opere collettive di grande portata (centri cerimoniali organizzati, trasporto di enormi blocchi di pietra provenienti da lontane cave, costruzione di acquedotti), reti commerciali dense ed estese, un’arte monumentale così come una scultura di piccole dimensioni, un’iconografia simbolica e uno stile molto caratteristico.”
Baudez riferisce come tutt’ora si ignori il passaggio del Golfo dalla cultura dei villaggi a quella semiurbana e anche le origini dell’arte olmeca “le cui opere più antiche possiedono un grado inatteso di perfezione” fornendo però una serie di constatazioni collegate a reperti e siti archeologici a domostrazione che non può essere sostenibile l’ipotesi di un impero olmeco sotto l’autorità dei centri del Golfo proprio per ” la relativa indipendenza d’espressione dei siti esterni a questa zona. Si è proposta la diffusione dello stile e del simbolismo olmeco dal Golfo, che avrebbe giocato il ruolo di “cultura madre”.
Viene allora logico chiedersi: attraverso quali canali militari, missionari, commerciali, questa diffusione avrebbe avuto luogo? In che modo le società riceventi avrebbero adottato così facilmente una ideologia straniera?
Per addentrarvi in questo fantastico mondo tenete presente che la prima data conosciuta in territorio olmeco è stata scolpita sulla Stele C di Tres Zapotes: corrisponde nel nostro calendario al 3 settembre del 32 a.C.
Buona lettura.
Didascalie immagini
- ‘il mondo che non c’era’ copertina del catalogo edito da 5 Continents Editions
In copertina:
Un veduta d’insieme della mostra ‘Il mono che non c’era’ al Museo Archeologico Nazionale di Firenze (© Cinzia Colzi)
ORARI MOSTRA
Lunedì: 8,30 – 14,00
da Martedì a Venerdì: 8,30 – 19,00
Sabato e Domenica: 8,30 – 14,00
IMMAGINI IN AGGIORNAMENTO
Dove e quando
Evento: IL MONDO CHE NON C’ERA
- Fino al: – 06 March, 2016
- Sito web