In un’estate calda e assolata due gemelli vivono la libertà dell’infanzia a contatto con la natura, tra campi di mais e bagni nello stagno, in simbiosi con le rigogliose foreste che circondano la loro casa.
Lukas sembra il più indipendente dei due, sempre pronto ad avventurarsi per primo oltre l’ignoto, come nell’oscurità di una grotta ad esempio, col fratello Elias al seguito che spesso lo invoca quasi a farsi coraggio per affiancarlo nelle sue scorribande.
Un giorno la loro mamma fa ritorno a casa dall’ospedale con il viso fasciato dopo un’operazione di chirurgia plastica e si dimostra particolarmente rigida nell’instaurare nuove regole: pretende silenzio assoluto, tiene chiuse le tende per fuggire la luce del sole e vieta ogni visita di altri, arrivando persino a pretendere da Elias che non parli più col fratello.
Cresce il sospetto leggero e strisciante, poi via via più concreto, che un’estranea si nasconda sotto le bende che coprono il volto della madre, dal dubbio alla paura, arrivano incubi notturni ad amplificare il terrore di una presenza sconosciuta e non resta altro da fare che pianificare la fuga o prepararsi alla lotta.

Presentato in competizione nella sezione Orizzonti della 71ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2014, l’austriaco Goodnight mommy segna il debutto nel cinema di finzione di Veronika Franz e Severin Fiala che insieme avevano già firmato il documentario Kern (2012).
Prodotto da Ulrich Seidl, regista della trilogia Paradise: Love, Faith, Hope inedita in Italia e marito di Veronika Franz con cui scrive le sue sceneggiature, il film è un raffinato horror d’autore che predilige la tensione psicologica, mostrando più volentieri sudore e lacrime anziché lo scorrere del sangue.

Goodnight mommy appartiene a quella speciale categoria di opere che possono essere viste una sola volta, conoscendone gli sviluppi narrativi la seconda visione – che il folgorante finale impone immediata – non solo mostrerà un altro film ancora più inquietante, ma alla luce della consapevolezza acquisita darà modo di notare la miriade di metafore visive e indizi disseminati ovunque fin dalle prime inquadrature.
Questo è un film sulle apparenze e sulle maschere che utilizziamo quotidianamente, la sequenza iniziale con lo stereotipo della mamma affettuosa preso da un vecchio film entra subito in collisione con la figura della madre fasciata, con l’inquietante ‘sorriso’ disegnato in modo efficace dagli spazi tra le bende.

I due protagonisti – undicenni all’epoca delle riprese – Elias e Lukas Schwarz sono stati selezionati tra duecentoquaranta coppie di gemelli per la loro capacità di mostrare anche un lato oscuro affiorare dall’innocenza della loro giovane età; cresciuti in campagna, non avevano paura di nulla affrontando senza problemi luoghi e animali, ossari umani e scarafaggi compresi.
La troupe al completo si è trasferita nella casa del film una settimana prima dell’inizio della lavorazione, attori e tecnici hanno vissuto insieme iniziando poi a girare cronologicamente con una buona dose d’improvvisazione, facendo in modo che la storia risultasse quasi un gioco di cui i ragazzi non sapevano il finale.

Girato orgogliosamente in pellicola – la ‘gloriosa 35 mm’ dichiarata in fondo ai titoli di coda – il film di Veronika Franz e Severin Fiala consolida l’idea che l’orrore più grande in fondo è sempre quello interiore, il pericolo che si annida nascosto e invisibile negli abissi più profondi dell’animo umano.
Goodnight mommy sarà sugli schermi italiani dal prossimo 28 luglio distribuito da Koch Media, pronto a regalare brividi in questa torrida estate.
Didascalie immagini
- Locandina internazionale
- Sulla soglia dell’ignoto e tra le foreste intorno alla casa
- Elias e Lukas Schwarz, fratelli complici tra indizi e metafore visive
- Susanne Wuest è l’inquietante figura della madre in contrapposizione con lo stereotipo arcaico
- Altre immagini tra cupe atmosfere e momenti di tensione
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(© 2014 Ulrich Seidl Film Produktion GmbH)
In copertina:
Elias e Lukas Schwarz sono i due bravissimi gemelli protagonisti (© 2014 Ulrich Seidl Film Produktion GmbH)
SCHEDA FILM
- Titolo originale: Ich seh, Ich seh
- Regia: Veronika Franz & Severin Fiala
- Con: Lukas & Elias Schwarz, Susanne Wuest, Elfriede Schatz, Karl Purker, Hans Escher, Georg Deliovsky, Christian Steindl, Christian Schatz, Erwin Schmalzbauer
- Sceneggiatura: Veronika Franz & Severin Fiala
- Fotografia: Martin Gschlacht
- Musica: Olga Neuwirth
- Montaggio: Michael Palm
- Scenografia: Hannes Salat, Hubert Klausner
- Costumi: Tanja Hausner
- Produzione: Ulrich Seidl per Ulrich Seidl Film Produktion GmbH
- Genere: Orrore
- Origine: Austria, 2014
- Durata: 99’ minuti