Domani sera va in scena, al Festival Puccini di Torre del Lago, Turandot di Ferruccio Busoni (Empoli, 1° aprile 1866 – Berlino, 27 luglio 1924). Nel 150° annivervario della nascita del musicesta, la Fondazione Festival Pucciniano ha inserito nel cartellone 2016 la rappresentazione di due delle Turandot nate dalla penna di grandi musicisti e ispirate dalla “fiaba teatrale” di Carlo Gozzi, la storia persiana della crudele principessa Turandot, che tanti musicisti in Europa aveva affascinato, grazie alle maschere della commedia dell’arte che consentivano di dare teatralità ai temi fiabeschi.

L’opera, firmata da Alessandro Golinelli, sarà in forma scenica nell’auditorium Enrico Caruso – replica 13 agosto – e vedrà impegnati i giovani artisti del II livello dell’Accademia di Perfezionamento del Festival. Sul podio debutterà al Festival Puccini la giovane direttrice Beatrice Venezi, lucchese di origine, già direttore stabile dell’Orchestra Scarlatti di Napoli, protagonista di una prestigiosa carriera internazionale.
Rappresentata in prima assoluta al Teatro Municipale di Zurigo l’11 maggio 1917 resta tra le opere più significative della ricca produzione artistica di Busoni. Compositore fecondo e attivo in ogni campo della creazione musicale che ha lasciato una produzione complessiva di circa un centinaio di opere tra numerate e senza numerazione, comprendente lavori teatrali, composizioni vocali, strumentali, cameristiche, pezzi per pianoforte, organo, violino e altri strumenti, Lieder, oltre a numerose trascrizioni, revisioni ed elaborazioni di opere di altri autori. Busoni impiegò 100 giorni per scrivere la partitura di Turandot, un tempo record ma, necessario per non perdere l’occasione che il Teatro di Zurigo gli aveva offerto di ospitare la sua composizione Arlecchino. Poiché quest’ultima era troppo breve, Busoni in 100 giorni scrisse i due atti in 4 quadri della sua Turandot, un’opera italiana scritta alla maniera settecentesca con una straordinaria vivacità e ricchezza di ritmi che si differenzia,da quella Pucciniana, per quel tono burlesco che, aggiunto al fiabesco gozziano, ne fa un’opera profondamente godibile.

Il regista Alessandro Golinelli, spiega “A differenza della Turandot di Puccini, non sono l’intelligenza o il coraggio di Kalaf a sedurre la perfida regina che taglia la testa ai pretendenti che non sanno risolvere i suoi indovinelli, ma la giovinezza e i lineamenti da fanciullo di lui. Se (il musulmano) Kalaf rimane ammaliato dal ritratto di Turandot, lei è anche più sconvolta e turbata appena lo vede. E’ Kalaf a rappresentare la bellezza, non la tanto ambita regina. E’ talmente affascinate e giovane da far “innamorare” anche il vecchio Altoum e intenerire il cinico eunuco Truffaldino. La Turandot di Busoni infatti è sostanzialmente un divertissement, ironico, e allusivo, grottesco, forse intellettuale sebbene Busoni introduca a corte, come ministri stranieri, le buffe maschere della tradizione popolare veneziana Tartaglia e Pantalone, per creare un effetto comico sorprendente.”
Si segnala che l’incompiuta Turandot di Puccini sarà in scena al Gran Teatro all’aperto il 12 e il 30 agosto, inoltre, a completare questa interessante operazione culturale a proposito di Turandot, per il 9 agosto è in cartellone un concerto che propone la riscoperta di Turanda, prima opera di Antonio Bazzini, già maestro di Giacomo Puccini. Nello spettacolo verranno riproposte tutte le arie dell’opera e le arie più famose delle altre due Turandot che vedrà protagonisti i giovani dell’Accademia di alto perfezionamento.

Antonio Bazzini (Brescia, 11 marzo 1818 – Milano, 10 febbraio 1897) fu allievo di Faustino Camisani, studiò quattro anni a Lipsia, dove approfondì la conoscenza dell’opera di Bach e Beethoven. Iniziò prestissimo come violinista una carriera internazionale che lo portò in Germania, Danimarca, Polonia, Spagna e Francia.
Robert Schumann, di lui scriveva: “Da anni nessun virtuoso mi ha dato una gioia così intima e momenti così piacevoli e felici, come Antonio Bazzini. Mi pare ch’egli sia conosciuto troppo poco, e anche qui non sia stato degnamente apprezzato nel grado ch’egli merita” . E ancora: “È italiano in tutto, nel senso migliore; egli sembra venire non da un paese di questa terra, ma da un paese del canto, da un paese sconosciuto, eternamente sereno” .
Didascalie immagini
- Anna Maria Stella Pansini è la Principessa Turandot nell’opera di Ferruccio Busoni (courtesy Puccini festival)
- Beatrice Venezi dirige Turandot di Ferruccio Busoni al 62° Festival Puccini a Torre del Lago (courtesy Puccini Festival )
In copertina:
Una scena di Turandot di Ferruccio Busoni (courtesy Puccini Festival )
TURANDOT di Ferruccio Busoni
opera in due atti e quattro quadri
- La Principessa Turandot Anna Maria Stella Pansini 31 luglio, Cristina Martufi 13 agosto
- L’Imperatore Altoum Pietro Toscano 31 luglio, Davide Mura 13 agosto
- Adelma Donatella De Caro
- Il Principe Ignoto (Kalaf) Ugo Tarquini 31 luglio, Micheal Alfonsi 13 agosto
- Barach Raffaele Raffio
- la Regina Madre di Samarcanda Anna Russo
- Truffaldino Vladimir Reutov
- Pantalone Andrea del Conte – Iacopo Bianchini
- Tartaglia Iacopo Bianchini – Franco Cerri
- Una Cantante Liudmila Chepurnaya
Maestro Concertatore e Direttore Beatrice Venezi
Orchestra del Festival Puccini
Coro del Festival Puccini
Maestro del Coro Maurizio Preziosi
Regia e scene Alessandro Golinelli
Assistente alla Regia Serenella Gragnani
Costumi Cordelia von den Steinen
Light Designer Nino Napoletano