Molto è stato scritto su Marilyn Monroe. In cerca della verità, sono state pubblicate centinaia di biografie e relazioni, che lasciano in ultimo un’immagine ancora piena di interrogativi. Ma che cosa è vero? Credo che nessuno possa dirlo. Ciò che resta di certo, sono gli oggetti che le sono appartenuti, conservati in casse e protetti nei decenni come in una capsula del tempo. Questi oggetti offrono oggi uno sguardo inalterato sulla vita di Marilyn e ci consentono di avvicinarci di più alla sua vera identità – una realtà sopravvissuta. (Ted Stampfer)
Mm allestimento
A Torino, la mostra dedicata a Marilyn Monroe prosegue la programmazione di eventi declinati al femminile di Palazzo Madama e documenta la vita dell’attrice – che oggi avrebbe 90 anni essendo nata il 1° giugno 1926 – attraverso 150 oggetti personali, molti dei quali provenienti dalla sua casa californiana di 5th Helena Drive in Brentwood.
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Dopo la morte di Marilyn, il 5 agosto 1962, gli oggetti che le appartenevano furono immagazzinati in casse a New York in quanto, nel testamento, aveva lasciato abiti ed effetti personali a Lee Strasberg, suo insegnante di recitazione e proprietario dell’Actors’ Studio. Alla morte di Lee, nel 1982, i beni passarono alla vedova Anna Strasberg, che nel 1999 li affidò per la vendita all’asta a Christie’s. Per la prima volta dopo 37 anni dalla scomparsa dell’attrice, le casse vennero aperte per catalogarne i contenuti e, la maggior parte, vennero venduti nell’ottobre di quell’anno, il resto in aste successive di Christie’s e Julien’s, raggiungendo i collezionisti in tutto il mondo.
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I pezzi appartenuti a Marilyn hanno molto sofferto gli anni di stoccaggio, alcuni degli abiti presentano macchie, zone decolorate o danni provocati dalle chiusure lampo in condizioni di temperatura e umidità inappropriate. Nelle zip, come nei bigodini, è rimasto impigliato qualcuno dei suoi capelli ossigenati.
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Ted Stampfer è un collezionista d’arte tedesco e, attualmente, possiede la maggiore collezione privata di oggetti appartenuti alla diva, un interesse nato quando aveva dieci anni, prima attratto dalla carriera cinematografica poi, dall’inizio degli anni Novanta, focalizzato sulla sua persona, sul mito, sul periodo di vita a New York e, dal 2009, mette a disposizione di musei internazionali e gallerie per progetti espositivi pezzi selezionati della collezione.
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La mostra torinese presenta vestiti, accessori, oggetti personali, articoli di bellezza, documenti, lettere, appunti su quaderni, contratti cinematografici, oggetti di scena e spezzoni di film, ma anche le più belle immagini della star, quelle inedite e originali della stampa del tempo, e quelle scattate dai leggendari fotografi – Milton Greene, Alfred Eisenstaedt, George Barris e Bernt Stern – che la ritrasse poco prima della morte in un famoso servizio per Vogue (The last sitting, 1962).
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La curatrice della mostra, Paola Ruffino, scrive: “Una cosa meravigliosa avviene quando si parla di Marilyn Monroe: chiunque sia l’interlocutore, a qualsiasi nazionalità, generazione, cultura, ceto sociale, schieramento politico, fede, condizione economica appartenga, egli sa perfettamente di chi si sta parlando. Con pochi altri personaggi questo potrebbe accadere. La bionda seducente, dolce, svagata e astuta dei tanti suoi film, e il suo volto ritratto dai grandi della fotografia è ben presente alla mente di milioni e milioni di persone. Anche la sua carriera è nota ai più, da bomba sexy ad attrice apprezzata per la sua naturale capacità espressiva, che quasi non aveva bisogno delle parole, e anche la sua vicenda umana, le sue relazioni con personaggi famosi e l’epilogo improvviso.
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Pochi, però, conoscono la donna dietro al mito di Marilyn. La determinazione con cui ha costruito il proprio personaggio pubblico, la forza che le ha ottenuto il riconoscimento quale star e il potere contrattuale con le case di produzione, la sua perenne insicurezza e la fragilità, insospettabili nell’immagine di luce e successo proposta dai media. Questo è ciò che espone la mostra a Palazzo Madama: oggetti che raccontano il percorso di una vita, documenti e immagini di una dimensione intima e personale, oltre il mito.
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Al sito ufficiale tutte le manifestazioni collaterali, fra cui il profumo MM è legato ad una campagna di raccolta fondi a sostegno del museo destinata ad ampliare i servizi di accoglienza, didattica e comunicazione essenziali per un Family Museum come Palazzo Madama.

Didascalie immagini

  1. Uno scatto all’interno della mostra ‘Marilyn Monroe. La donna oltre il mito’ di Torino a Palazzo Madama
  2. Immagine guida della mostra (Credits: USA. New York. US actress Marilyn MONROE. 1956. © Elliott Erwitt/Magnum Photos/Contrasto)
  3. Marilyn Monroe, Alfred Eisenstaedt, Getty Images, collection Stampfer
  4. Marilyn Monroe, George Barris, signed photo, collection Ted Stampfer
  5. Original telephone bills of Marilyn Monroe including photography by Milton Greene, Collection Stampfer. Image collage: Ted Stampfer
  6. Original photo with signed contract between Marilyn Monroe, MGM and Twentieth Century Fox Corp. Regarding the rights of recording tot he movie Gentlemen Prefer Blondes, Collection Stampfer. Image collage: Copyrights Ted Stampfer
  7. Marilyn Monroe, Source unknown, archive photo, collection Ted Stampfer
  8. Marilyn Monroe, Copyrights unknown, archive photo, collection Ted Stampfer

In copertina:
Un particolare dell’immagine guida della mostra (Credits: USA. New York. US actress Marilyn MONROE. 1956. © Elliott Erwitt/Magnum Photos/Contrasto)

Dove e quando

Evento: Marilyn Monroe. La donna oltre il mito
  • Fino al: – 19 September, 2016
  • Indirizzo: Palazzo Madama – Piazza Castello, 10122 Torino
  • Sito web