C’è una festa popolare che non è una semplice festa popolare ma si può dire che sia l’essenza stessa di un popolo, ne costituisca una parte essenziale: sto ovviamente parlando del Palio di Siena al quale è stato dedicato un libro (composto da due volumi) che racconta, non solo con le immagini bellissime del fotografo Luciano Valentini, 25 anni di Palio. L’opera A cavallo del millennio 1990-2014. Venticinque anni di Palio (Casa Editrice 3arte) è stata presentata nella sala del Gonfalone di Palazzo Panciatichi lo scorso 6 luglio. Io sono stato alla presentazione del libro e della relativa mostra fotografica (che però quando vi scrivo è già terminata). Questa presentazione è stata possibile anche grazie all’associazione culturale ModoFiorentino il cui presidente Luigi Bicchi ha introdotto le persone intervenute spiegando come questo libro, nato a Siena, abbia poi varcato i confini della città e sia arrivato a Firenze. Questo perchè – secondo Eugenio Giani – il Palio ben rappresenta una spaccato di tutta la nostra regione, un territorio pieno non solo di bellezze materiali, ma anche di bellezze immateriali come le emozioni, che manifestazioni come quella del Palio, possono regalare. Emozioni che tuttavia devono essere vissute personalmente, come ha raccontato il sindaco di Siena Bruno Valentini, che ci ha riferito di un suo incontro con l’ex Re di Spagna Juan Carlos Borbone, che pur avendo visto il Palio in varie immagini suggestive, ha poi voluto assistere di persona alla gara. Di immagini hanno poi parlato Laura Bonelli e Paolo Leoncini, rispettivamente presidente e amministratore delegato del Consorzio per la tutela del Palio di Siena (istituzione nata nel 1981) che ha tra i suoi fini anche quello di verificare che le immagini del Palio siano usate in modo appropriato. Se un tempo pochi fotografi erano i depositari di immagini che poi entravano nei diversi circuiti mediatici, oggi l’avvento delle nuove tecnologie ha fatto sì che moltissime immagini del Palio girino in rete, a volte anche usate in modo improprio (Leoncini ha illustrato alcuni esempi). E allora ecco l’importanza di questo libro che delle 51 gare descritte (2 per ogni anno più una corsa straordinaria) illustra con le belle foto di Luciano Valentini l’enfasi e le energie che si sprigionano durante la corsa (come ha notato il consigliere regionale Stefano Scaramelli). Il libro è anche corredato da 51 racconti (uno per ogni gara) scritti dal giornalista Maurizio Bianchini in modo da cogliere l’essenza di ciascuna “carriera” (così è chiamata la corsa). Ad esempio le gare del 1996 videro nella carriera di luglio l’ascesa del fantino Trecciolino e l’ultima corsa del grande Aceto e in quella di agosto il ritorno alla vittoria del Bruco dopo 41 anni di astinenza. Non sono troppo legato a parole come tradizione, identità, radici ma credo che manifestazioni come il Palio di Siena siano davvero un elemento di coesione fondamentale di un territorio e di una popolazione e la domanda che mi faccio è come potranno queste e altre manifestazioni sopravvivere al mutare delle nostre città e dei nostri territori: scompariranno oppure rimarranno a uso e consumo dei turisti o invece sopravviveranno costituendo magari un elemento di amalgama per i nuovi cittadini che saranno arrivati? Mi pare una bella domanda e tra non molti anni credo che ne conosceremo la risposta.

Nel frattempo potremo verificare il ricorrere del termine (presente in 15 contesti che vanno dal 1325 al 1814) nei nostri “famosi” archivi storici: vedremo così che erano proibite le scommesse “sopra barberi, o cavalli per li palij” (Savelli 1665) o che, come sempre, c’erano da pagare “tasse de’censi, e palj” (Pagnini Del Ventura 1765), e che in Toscana ci si disputavano, in occasione di festività solenni, vari palii oltre a quello di Siena: così a Prato c’era una corsa di cavalli e cavalle “per la festività di Santo Romolo” mentre a Firenze c’era una corsa il “Palio detto dei cocchi” che si svolgeva in piazza Santa Maria Novella, naturalmente per la festività di San Giovanni. Ma siccome il periodo è quello giusto, voglio concludere con un passo tratto da “Gli Statuti della citta di Lucca nuovamente corretti et con molta diligentia stampati” (Lucca, Giovambattista Faello, 1539) significativamente rubricato “Delle Ferie”. In esso si disciplinano minuziosamente i giorni di ferie “tanto nella Città di Lucca, quanto in tutto el suo Contado, et Distretto”. E così vedrete che la legge stabiliva di riposarsi nei “giorni, nelli quali nella città di Lucca si corre il Palio”. Io vi auguro, anche se dove sarete non vi sarà alcun palio, di prendervi qualche giorno di meritato riposo.
Didascalie immagini
- Luciano Valentini, ‘A cavallo del millennio. 1990-2014. Venticinque anni di Palio’ (particolare di copertina)
In copertina:
Luciano Valentini, ‘A cavallo del millennio. 1990-2014. Venticinque anni di Palio’ (copertina)