Chi giunge nel cuore di Bologna in questi giorni, troverà ad accoglierlo la grande struttura che farà da casa al Nettuno fino alla fine dell’anno.
“Il Gigante”, come viene familiarmente definito dai bolognesi, ponendo l’attenzione eclusivamente sulla maestosa statua quasi ci si dimenticasse della sua appartenenza ad una fontana di pregio, è oggetto in questi mesi di un progetto di conservazione e restauro che ne sanerà i problemi dovuti all’inquinamento e alla “convivenza forzata” con i piccioni, condizioni che hanno portato l’opera a soffrire di rotture e problemi dovuti al calcare e alle ossidazioni.
1 restauro nettuno giambologna-foto roberto ravaioli
La Fontana del Nettuno è indiscutibilmente uno degli emblemi di Bologna assieme alle Due Torri, oltre ad essere una delle maggiori opere d’arte che vi sono conservate.
Progettata dall’architetto e pittore palermitano Tommaso Laureti che ne redige il progetto nel 1563, la fontana fu voluta dal pontefice Pio IV che aveva studiato in gioventù a Bologna, e seguita nello sviluppo dal vice legato Pier Donato Cesi che si stava occupando della riorganizzazione urbanistica del centro cittadino. Gli stemmi dei commmittenti non poterono ovviamente mancare e tuttora sono ben visibili a chiara indicazione dell’intento propagandistico dell’opera, incardinata nel riassetto artistico promosso, per consolidare la propria posizione, dal nuovo governo pontificio che da qualche decennio aveva preso il controllo della città. Con la Fontana, inoltre, la Chiesa garantiva un adeguato approvigionamento d’acqua al centro di Bologna che fino a quel momento ne era piuttosto carente.
2 restauro nettuno giambologna-foto roberto ravaioli
L’unicità dell’opera, dovuta oltre che al magistrale intervento di Giambologna, artista fiammingo chiamato da Firenze per realizzare l’imponente fusione bronzea del dio dei mari e dei suoi “sudditi” per la cifra di 1000 scudi d’oro, è sicuramente da ravvisarsi anche nelle qualità materiali inusuali per una fontana cinquecentesca, e che vedono la compresenza ed intersezione di parti in pietra ed elementi in bronzo a contatto con l’acqua.
In un tempo ormai fuori dalla memoria dei bolognesi, la fontana era abbellita da numerosi zampilli d’acqua che ne completavano l’architettura ammirata e studiata da vari artisti che, nel secolo successivo rispetto a quando operò Giambologna, vollero cimentarsi nella realizzazione di complesse fontane barocche.
Anche l’impianto idrico che confluiva le acque dai colli alla piazza è oggi oggetto di restauro per liberarlo dal calcare che ne ha otturato le canaline.
5 restauro nettuno giambologna-foto roberto ravaioli
L’approvvigionamento d’acqua al centro cittadino assicurato dalla fontana fu un tempo molto utile ai bolognesi che si recavano in piazza per il mercato delle verdure, e agli erbivendoli che utilizzavano la vasca della fontana per lavare gli ortaggi intasandone spesso gli scarichi. A nulla poterono i bandi che vietarono tali usi impropri del monumento, e già nel 1603 le autorità si videro costrette a chiudere il Nettuno con una recinzione di ferro battuto rimossa solamente a fine Ottocento.
Oggi il Gigante ha fortunatamente trovato le risorse per tornare a splendere come merita, grazie alla quota di 679.493 euro stanziata da istituzioni e sostenitori tra cui il Comune di Bologna promotore dell’operazione. Notevole la cifra ci 257.493 euro raccolta da QN – Il Resto del Carlino che ha promosso un crowdfounding la cui ampia partecipazione ha dimostrato ancora una volta la simpatia che i bolognesi hanno per il proprio Gigante.
3 restauro nettuno giambologna-foto roberto ravaioli
Ma chi segirà quindi i lavori?
Il “cantiere Nettuno” che sotto la supervisione del Comune accudirà il Gigante nei prossimi mesi, è gestito da un gruppo multidisciplinare composto oltre che da diversi dipartimenti dell’Università di Bologna (Architettura, Ingegneria, Ingegneria Industriale, Chimica e Scienze Biologiche), anche dall’Istituto di Scienza e Tecnologia dell’Informazione del CNR, e dall’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ISCR) che vanta ampia esperienza nei problemi conservativi delle fontane e nella conservazione di monumenti all’aperto.
Nel mese di giugno la fontana è stata oggetto di indagini diagnostiche approfondite, e dal 6 luglio hanno preso il via i lavori in forma di cantiere didattico. Per la prima volta in Italia il restauro sarà infatti realizzato da studenti dei corsi di Laurea Magistrale a ciclo unico di Restauro presso le Università di Roma, Matera, Ravenna, e studenti dell’ISCR che ne assicurerà la supervisione.
4 restauro nettuno giambologna-foto roberto ravaioli
Per chi volesse seguire da vicino le vicende del Nettuno, presto sarà online il sito con il modello 3D aggiornato sull’andamento dei lavori.
Concludiamo con alcune curiosità in vista della pausa estiva.
Faccia attenzione chi andrà in vacanza in California (a Palos Verdes), in Belgio (a Bruxelles), oppure in Georgia (a Batumi)… Si potrebbe proprio trovare davanti a copie esatte del Nettuno.
E per finire, da dove viene il simbolo della casa automobilistica Maserati fondata a Bologna nel 1914? Ovviamente del tridente del nostro Gigante, sempre sotto agli occhi di tutti!

Didascalie immagini

  1. l cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Bologna (© Roberto Ravaioli)
  2. l cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Bologna (© Marica Guccini)
  3. l cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Bologna (© Roberto Ravaioli)
  4. l cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Bologna (© Roberto Ravaioli)
  5. l cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Bologna (© Roberto Ravaioli)

In copertina:
l cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Bologna
[particolare]
(© Roberto Ravaioli)

Dove e quando