David Robert Jones, il dandy caduto sulla terra, l’artista “globale” che ha introdotto una nuova concezione di rock, fino alla sua uscita di scena nel modo più spettacolare con lo splendido testamento musicale di “Blackstar”, è celebrato, nella mostra dedicata alla sua prolifica carriera, al MAMbo, il Museo d’Arte Moderna di Bologna. 

Il percorso si sviluppa attraverso contenuti “multimediali” che conducono il visitatore all’interno del processo creativo del Duca Bianco e descrive come il suo lavoro abbia canalizzato i più ampi movimenti nell’ambito dell’arte, del design, del teatro e della cultura contemporanea. Il ritratto che emerge è quello di un artista capace di osservare e reinterpretare la società contemporanea con uno sguardo innovatore lasciando tracce indelebili nella cultura visiva e pop. David Bowie, ovvero uno, nessuno e centomila. Cinquant’anni di carriera all’insegna delle metamorfosi, dell’incessante ansia di percorrere e precorrere i tempi: “Time may change me, but I can’t trace time” (“Changes”, 1971) è da sempre stato il suo credo. Un genio mutante, dunque. Ma il trasformismo è solo la più appariscente tra le arti di questo indecifrabile dandy, incarnazione di tutte le fascinazioni e contraddizioni del rock e, in definitiva, della stessa società occidentale.
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I curatori della mostra del V&A Victoria Broackes e Geoffrey Marsh, per esaltare al meglio ogni aspetto di questo poliedrico artista, hanno selezionato più di 300 oggetti dell’archivio personale del musicista tra cui: l’outfit di Ziggy Stardust (1972) disegnato da Freddie Burretti, fotografie di Brian Duffy; le creazioni sgargianti di Kansai Yamamoto per il tour di ‘Aladdin Sane’ del 1973, il cappotto con la Union Jack disegnato da Bowie assieme a Alexander McQueen per la cover dell’album Earthling (1997), le artistiche cover degli album realizzate da Guy Peellaert e Edward Bell e del penultimo album The Next Day (2013); estratti di video e performance live come The Man Who Fell to Earth, video musicali come Boys Keep Swinging e arredi creati per il Diamond Dogs tour (1974). Oltre a oggetti personali quali i testi originali delle sue canzoni scritti a mano, spartiti musicali che denotano la sua evoluzione creativa e musicale, e alcuni dei suoi strumenti. David Bowie is, partita da Londra nel 2013, dopo essere stata a Chicago, San Paolo, Toronto, Parigi, Berlino, Melbourne e Groningen è tematicamente suddivisa in tre principali sezioni:
La prima introduce il pubblico ai primi anni di vita e della carriera di David Bowie nella Londra del 1960, risalendo man mano fino al punto di svolta del singolo ‘Space Oddity’ datato 1969. Tra le perle in mostra gli LP dei suoi eroi musicali come Little Richard, gli schizzi degli allestimenti del palco e i costumi creati per i suoi gruppi giovanili Kon-RADS e The King Bees. Particolare attenzione è posta poi sul primo grande successo di Bowie, ‘Space Oddity’ (1969) e sul personaggio di fantasia Major Tom, protagonista del brano, che sarebbe stato rivisitato da Bowie in ‘Ashes to Ashes’ (1980) e ‘Hallo Spaceboy’ (1995). Il visitatore è accompagnato anche all’interno del processo creativo di David Bowie, la sezione rivela, infatti, le differenti fonti d’ispirazione che hanno dato forma alla sua musica e allo stile delle sue performance: dal surrealismo al teatro brechtiano, dai mimi dell’avanguardia ai musical del West-End londinese, dall’espressionismo tedesco alle performance giapponesi di kabuki.
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La seconda si concentra invece sul processo creativo di Bowie nella genesi degli album e nell’elaborata progettazione dei suoi shows incentrati su personaggi e racconti romanzati. Il 1972 è l’anno di svolta con la nascita della sua creazione più famosa: Ziggy Stardust, l’umana manifestazione di un essere alieno che tanta influenza ha avuto nella cultura pop. In esposizione l’abito multicolore originale indossato per la fenomenale esibizione di ‘Starman’ a Top of the Pops nel 1972, i costumi da The 1980 Floor Show (1973), ritagli di stampa e materiale che evidenziano le trasformazioni stilistiche di Bowie e la sua influenza sulla mobilità sociale e l’emancipazione gay.
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La terza sezione, delle stesse dimensioni delle precedenti, immerge il pubblico nello spettacolare mondo dei grandi concerti live di Bowie. In quest’ultima parte, le presentazioni audio e video di grandi dimensioni sono accoppiate all’esposizione di diversi costumi di scena e materiali originali dell’artista. Uno spazio audio visivo che sommerge il visitatore e presenta alcuni dei video più ambiziosi di Bowie tra cui ‘DJ’ (1979) e ‘The Hearts Filthy Lesson’ (1995) o le immagini scoperte di recente di Bowie che esegue Jean Genie a Top of the Pops del 1973. La mostra si conclude con una serie di fotografie realizzate da fotografi del calibro di Helmut Newton, Herb Ritts e John Rowlands. I ritratti si affiancano a un collage di proiezioni che illustrano l’immensa influenza creativa del Duca Bianco, e la sua diffusa presenza nella musica, nella moda, negli effetti visivi contemporanei e nella cultura virtuale. Questo format espositivo consente al visitatore di apprezzare tutta l’energia teatrale e performativa di Bowie in una modalità aperta e senza alcuna limitazione.
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Il Dipartimento educativo MAMbo, realtà rilevante nel panorama italiano e internazionale della didattica dell’arte e della mediazione culturale museale, propone nel corso dell’esposizione un progetto speciale e inedito di edutainment con attività rivolte a bambini, famiglie e pubblico adulto. “Experience Bowie!” offre ai visitatori uno spazio parallelo e distinto, allestito a tema, per consentire loro una rielaborazione personale e collettiva degli stimoli ricevuti in mostra attraverso una partecipazione attiva. Un’area interattiva che si sviluppa su tre significative direzioni di senso: ‘Inspiration, Incon, Identity’ che prevedono un allestimento articolato per rispondere alle diverse modalità di fruizione previste. L’area si presenta lowtech, polifunzionale e strutturata su più livelli di fruizione per coinvolgere il pubblico in un’esperienza in linea con la tradizione metodologica del Dipartimento educativo MAMbo. Sempre accessibile al pubblico e animata dagli operatori durante tutte le fasce orarie di apertura della mostra. È previsto inoltre un importante servizio per le famiglie che entrano in mostra: ‘Baby Bowie’, il parking per bambini.
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‘Inspiration | La macchina del tempo’ è un viaggio visivo nel tempo per ricostruire il contesto storico-culturale degli anni Settanta, Ottanta e Novanta e per rivivere l’immaginario che ha fatto da sfondo alla nascita e all’ascesa del fenomeno Bowie. Costo: accesso libero e gratuito.
‘Icon | Io come Bowie’, un’area per approfondire il senso e la contaminazione tra Arte e Vita che trasforma un artista in icona. Una scenografia con set fotografico permette al pubblico di trasformarsi grazie ad accessori selezionati e ritrarsi come un’icona pop.
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‘Identity| La metamorfosi’ dove l’’epica di David Bowie è legata alla costruzione dei suoi alter ego e al concetto di metamorfosi, che porta l’artista alla trasformazione della propria identità in altro da sé. Al pubblico vengono fornite le suggestioni e i materiali per realizzare il proprio alter ego attraverso maschere, travestimenti e simulacri.
“David Bowie is” a Bologna in un’unica ed imperdibile tappa italiana per celebrare una perdita incolmabile per il mondo della musica. Ma se è vero, come scrivono Fred Frith e Howard Howe nel saggio “Art Into Pop”, che “Bowie è una tela nera sulla quale la gente scrive i propri sogni”, non resterà che chiudere gli occhi per continuare a vivere sospesi per sempre nella sua polvere di stelle.

Didascalie immagini

  1. David Bowie is
    uno scatto dell’allestimento espositivo
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In copertina:
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uno scatto dell’allestimento espositivo

Dove e quando

  • Fino al: – 13 November, 2016