Locandina italianaCompie vent’anni Evita di Alan Parker, versione cinematografica del musical firmato Andrew Lloyd Webber e Tim Rice, che arrivò sugli schermi nel dicembre 1996, diciotto anni dopo l’esordio sulle tavole del West End londinese e vari tentativi naufragati di portare il film a compimento da parte di grandi cineasti come Michael Cimino, Ken Russell e Oliver Stone; quest’ultimo rimasto nei crediti finali come sceneggiatore.
L’opera originale nelle intenzioni degli autori che iniziarono a lavorarci nel 1973 doveva essere monito per gli inglesi, all’epoca inclini al conservatorismo che portò poi al potere Margaret Thatcher, sui rischi che gli estremismi producono nella vita democratica di un Paese; perciò la figura controversa di Evita Perón fu declinata fin dall’inizio in termini piuttosto critici. Evita racconta in musica l’ascesa di María Eva Duarte dall’infanzia in uno sperduto paesino delle pampas fino all’apice di una parabola umana che la portò alla guida dell’Argentina a fianco del marito Juan Perón, con la morte prematura per un tumore a soli trentatre anni – come Gesù Cristo – che ne consolidò mito e laica santità.
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Voce narrante onnipresente nel film il personaggio del Che, interpretato da uno straordinario anche sul piano canoro Antonio Banderas, incarna la coscienza critica di un’intera nazione e con ironico cinismo ammicca spesso alla macchina da presa accompagnando l’ascesa della protagonista; irresistibile il brano Goodnight and thank you in cui è chiamato a dare il benservito agli ex amanti, riuniti via via tutti insieme a farne il coro.
Vestendo i panni dell’uomo comune – di volta in volta barista, cameriere, giornalista, lavascale – canta liriche sferzanti del tipo “la più grande arrampicatrice dopo Cenerentola!” e fin dalla prima strofa iniziale esprime perplessità.
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Il film si apre facendo un parallelo tra i funerali del padre di Evita, a cui come figlia illegittima le fu proibito partecipare, e l’imponenza delle sue esequie di Stato accompagnate da espressioni di accorato dolore collettivo per cui l’attacco della prima canzone recita: “Cos’è questo circo, cos’è questo show?”. L’inserimento poi in partitura del cattolico Salve, o Regina dà l’efficace misura dell’idolatria di cui è oggetto in Argentina Evita Perón, promotrice di un assistenzialismo che attraverso la sua fondazione distribuiva denaro a tutta la povera gente perennemente in coda alla porta, ma portò al dissesto dello Stato.
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Eva Perón ebbe anche il merito di dare il voto alle donne promuovendo l’emancipazione femminile, ma il musical pur mostrando anche azioni positive come la cacciata dei colonialisti inglesi dal Paese si concentra più sulle ambiguità del personaggio, che ha continuato a spacciarsi alle masse contadine come una di loro anche quando ormai vestiva Dior e calzava Ferragamo. Altro conflitto evidenziato nel film quello tra l’adorazione del popolo per il leader spirituale della nazione e l’ostilità delle classi elevate che la rifiutavano per la sua umile estrazione sociale, in mezzo l’esercito che pur disprezzandola ne usava l’immagine come facciata del regime militare.
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A lungo la parte di Evita è stata ambita dalle attrici più note e di fatto Alan Parker all’avvio della produzione era senza protagonista – la prescelta Michelle Pfeiffer era impossibilitata a viaggiare con due bimbi piccoli – quando ricevette una lettera da Madonna che senza mezzi termini si definiva l’unica in grado d’interpretare quel ruolo. Oggi è impossibile darle torto e immaginare un’altra interprete, l’eccezionale bravura dimostrata dalla ‘Material Girl‘ che scompare immersa totalmente nel ruolo è frutto del talento, ma anche in una comunanza esistenziale tra attrice e personaggio, entrambe amate e odiate in egual misura. Madonna con Evita ha vinto un meritato Golden Globe ma l’ostilità dell’establishment di Hollywood le ha negato anche solo la candidatura all’Oscar.
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Il film fu girato in esterni tra Argentina e Ungheria, grazie a Madonna venne concesso l’uso del vero terrazzo alla Casa Rosada da cui Evita intona la celebre Don’t cry for me Argentina, mentre le imponenti scene di massa come quella dei funerali di Stato furono girate nelle vie di Budapest; l’architettura della capitale ungherese conserva il sapore di quella che fu Buenos Aires, ormai stravolta invece nella sua conformazione urbanistica.
Noto per altri musical – Pink Floyd – The wallSaranno famosiThe Commitments – Alan Parker confeziona con Evita un dramma moderno e appare ironicamente nel ruolo di un regista costretto a subire la pessima recitazione di Eva Duarte, attricetta in ascesa con conoscenze potenti.
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Prodotto da Robert Stigwood – già responsabile della versione cinematografica di Grease diretta da Randall Kleiser – il film ottenne cinque canditure tecniche agli Oscar vincendo solo la statuetta alla miglior canzone You must love me, l’unica ammessa a competere al premio perché scritta appositamente per il film dagli autori, Tim Rice e Andrew Lloyd Webber, per sintetizzare la parte finale dell’opera teatrale.
La realizzazione del film vide prima la registrazione completa in studio di tutti i brani e costrinse così il regista a scelte espressive che poi sul set non potevano essere revocate, togliendo agli attori ogni margine d’improvvisazione.
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Il risultato è un film sontuoso e moderno che non avverte scalfitture al passare del tempo, ritratto vitale lontano dall’agiografia di una donna carismatica, icona del XX secolo. Uno dei migliori musical per lo schermo di tutti i tempi grazie all’elevata qualità di ogni apporto, tecnico e artistico.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. La vera Evita Duarte Perón / Il regista Alan Parker sul set con la sua Evita cinematografica
  3. Incarnazione di un popolo intero, Antonio Banderas è Che Guevara
  4. Le esequie del padre di Evita e i suoi funerali di Stato a confronto, contrapposizione tra l’umiltà delle origini e l’apoteosi dell’idolatria collettiva
  5. Il coro degli amanti scaricati in Goodnight and thank you / Evita tra devozione e ostilità, rifiutata dai ceti più alti e argomento da spogliatoio nelle caserme, adorata dai sostenitori politici e dalle folle in coda per rendere omaggio al suo feretr
  6. Madonna straordinaria incarnazione di Evita, davvero unica scelta possibile
  7. Don’t cry for me Argentina intonato dal vero balcone della Casa Rosada a Buenos Aires
  8. Jimmy Nail è Agustin Magaldi / Valzer onirico tra Evita e il suo popolo / L’incontro con il generale Perón interpretato da Jonathan Pryce / In fila per ore, un’intera nazione sfila in silenzio davanti alle spoglie mortali imbalsamate di Evita
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    (© 1996 Cinergi Pictures Entertainment Inc. / Cinergi Productions N.V. Inc.)

In copertina:
Madonna immersa nel personaggio Evita intona Don’t cry for me Argentina (© 1996 Cinergi Pictures Entertainment Inc. / Cinergi Productions N.V. Inc.)

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Evita
  • Regia: Alan Parker
  • Con: Madonna, Antonio Banderas, Jonathan Pryce, Jimmy Nail, Victoria Sus, Julian Littman, Olga Merediz, Laura Pallas, Julia Worsley, Maria Lujan Hidalgo, Servando Villamil, Andrea Corr, Peter Polycarpou, Gary Brooker, Mayte Yerro, Adrian Collado, Gabriel Kraisman, Martin Drogo, Vanesa Weis, Veronica Ferrari Risler, Aldana Garcia Soler, Domingo Chiofalo, Ismael Osorio, Lidia Leonor Catalano, John Coverdale, Roderick Hart, Ian Hill, Rob Levy, Teddy Peiro, Joe Townsend, Mark Ryan, Gordon Neville, Frederick Warden, Albin Pahernik, Luca Tommassini, Denis Tremblay, Eva Vari, Zsanett Farkas, Sergio Lerer, Mara Bestelli, Monica Lairana, Bettina Menegazzo, Laura Miller, Marcelo Alejandro Auchelli, Luis Alday, Luis Boccia, Vera Fogwill, Alfredo Martin, Diego Leske, Francisco Napoli, Eduardo Ruderman, Fabian Stratas, David Henry, Fernandoo Agustin Henin, Alan Parker, Denis Lill, Tardy Balazs, Nick Holden, Brian Cobby, George Little, Ana Justo, Victor Satchwell, Sally Bourne, Rachel Izen, Susan Raasay, Nickolas Grace, Peter Hughes, John Gower, Charles Lewsen, Ian Good, Troy Jackson, Marcos Woinski, Andras Komlos
  • Sceneggiatura: Alan Parker e Oliver Stone basata sul musical Evita con musiche di Andrew Lloyd Webber e parole di Tim Rice prodotto a Broadway da Robert Stigwood in associazione con David Land
  • Fotografia: Darius Khondji
  • Testi: Tim Rice
  • Musica: Andrew Lloyd Webber
  • Coreografie: Vincent Paterson
  • Montaggio: Gerry Hambling
  • Scenografia: Brian Morris
  • Costumi: Penny Rose
  • Produzione: Robert Stigwood, Alan Parker e Andrew G. Vajna con Lisa Moran per Cinergi Pictures Entertainment, Robert Stigwood Production e Dirty Hands Production
  • Genere: Musical
  • Origine: USA, 1996
  • Durata: 129’ minuti