E’ ormai cosa assodata che Modena, nonostante il suo centro relativamente piccolo, sia, almeno in certi periodi dell’anno, particolarmente brulicante di eventi culturali che abbracciano diversi rami delle arti; dalla musica alle arti visive fino alla letteratura e alla filosofia.
In questo periodo, di particolare interesse, è la mostra monografica dedicata alla figura di Robert Rive, fotografo vedutista, nato in quelli che all’epoca erano ancora territori prussiani – l’attuale Polonia, nella seconda decade del 1800 – ma attivo in Italia per la seconda metà del secolo e di cui, non solo si hanno notizie in parte frammentarie, ma di cui anche bibliografia, cataloghi e esposizioni scarseggiano.
La mostra, curata da Chiara Dall’Olio presso il Foro Boario, sede della Fondazione Fotografia, è infatti la prima monografica di Rive che il paese da lui tanto amato gli dedica.

A dare il titolo all’esposizione: Photographies d’Italie è l’omonimo album inedito dell’autore risalente agli anni Settanta del Diciannovesimo secolo. In questi anni Rive è già stabile nel “Bel Paese” da un decennio e ha aperto un atelier fotografico a Napoli insieme al fratello dove, utilizzando la tecnica della stampa all’albumina e prediligendo l’ottica del grandangolo, si occupa prevalentemente di vedute delle città all’epoca più visitate e amate dai turisti.

Ci troviamo in pieno Ottocento, un periodo in cui l’Italia può ancora vantare di essere tappa fondamentale di quello che gli stranieri chiamavano grand tour ovvero un viaggio nell’Europa continentale alla ricerca della storia e dello splendore del passato. A questo passato è legato anche Rive, non solo nei luoghi ritratti ma anche nello sguardo, molto spesso “pittorico” e in cui l’intervento architettonico umano dialoga con la natura, che spesso lo incornicia e lo abbraccia.

Al tempo stesso le figure umane, benchè spesso in posa, non invadono minimamente il paesaggio e lasciano grande spazio ai luoghi conferendovi comunque quella vitalità giocosa, riflessiva, quotidiana in grado di farne capire lo spirito, che si tratti di uno scorcio con i panni stesi lungo il Po, di un punto di ritrovo in una spiaggia del Sud o del raccoglimento solitario e meditativo di un monaco della certosa di Pavia.

In mostra al Foro Boario due album: il primo inedito, già citato, raccoglie 147 foto suddivise in 43 fogli che esplorano i monumenti, le piazze e le strade delle città più visitate dell’epoca tra cui Milano, Torino, Venezia, Genova, Palermo, Siracusa, Catania con cui il fotografo riesce a manifestare la sua passione per l’Italia, che non ha solo motivazioni “professionali”, ma che all’epoca era tappa imprescindibile di gran parte dei turisti che oggi definiremmo “consapevoli”.

Quello che Rive immortala sono le vedute dei fiumi e dai fiumi, come il Po o il Ticino, i palazzi storici e le chiese, i porti, le stazioni,i moli ma anche i templi e i siti archeologici in Sicilia e Campania (all’epoca del Regno delle Due Sicilie).
A questi ultimi, tra vedute di Ercolano, Paestum e Pompei, è dedicata buona parte del secondo album in mostra Souvenirs de Naples, una raccolta di 49 fotografie assolutamente suggestive e eterogenee, che anche in questo caso vanno dalle piazze del capoluogo partenopeo fino alle località di mare.

Trasferitosi a Napoli nel 1850, dove resterà fino alla morte, Rive non può ovviamente fare a meno di viaggiare per la Costiera raccogliendo immagini che anche in questo caso restituiscono tutta la molteplicità di paesaggi della stessa area geografica e il bagaglio culturale e storico che racchiude.
Forse il connubio tra la passione per l’Italia e la dedizione alla fotorafia e alla ricerca anche da un punto di vista tecnico nel 1867 lo conducono all’Expo Universale di Parigi e qualche anno dopo alla Societè Française de Photographie, determinandone il riconoscimento internazionale.

Sebbene realizzate in un periodo di grande Italofilia, in cui tutto quello che era manifestazione architettonica, culturale e ambientale della penisola veniva guardato con grande ammirazione, e di cui il turista era desideroso di riportare a casa un’immagine, le fotografie di Rive, in questo senso, sono molto più della rappresentazione di un luogo; le raccolte in mostra infatti arricchiscono il concetto di estetica del ricordo unendo una componente decisamente più poetica a quello che rimane, senza dubbio, un notevole patrimonio documentativo fotografico dell’Italia dell’Ottocento.
Didascalie immagini
- Robert Rive, Genova, veduta dal Collegio della Marina, 1860-1865, stampa all’albumina, cm 19,5 x25
- Robert Rive, Torino, Via Po, 1860-1870 ca, stampa all’albumina, cm 19,5 x25
- Robert Rive, Milano, strada del Duomo, 1870 ca, stampa all’albumina, cm 19,5 x25
- Robert Rive, Napoli da S. Martino, 1865-1870, stampa all’albumina, cm 19,5 x25
- Robert Rive, Capri, Marina grande, 1860-1870, stampa all’albumina, cm 19,5 x25
- Robert Rive, Palermo. Porta Felice, 1860-1870, stampa all’albumina, cm 19,5 x25
- Robert Rive, Taormina, interno del teatro, 1860-1870, stampa all’albumina, cm 19,5 x25
In copertina:
Robert Rive, Rovine del Palazzo di D. Anna a Posillipo, Napoli, 1860-1870, stampa all’albumina, cm 19,5 x25
[particolare]
Catalogo Skira Editore
Dove e quando
Evento: Robert Rive . Photographie s d’Italie
- Fino al: – 08 January, 2017
- Sito web