Dopo scelte difficilmente comprensibili, è bastato un concerto per spazzare via molti dubbi. Il concerto, però, è uno di quelli che si ricordano per la vita e, senza esagerazioni, ogni superlativo assoluto è perfetto per definirlo.
Dedicato alla memoria di Andrea Nozzari (Vertova, 27 febbraio 1776 – Napoli, 12 dicembre 1832) primo Otello di Gioachino Rossini, opera che il Maestro compose nel 1816 proprio pensando alle sue qualità canore e, spesso, lo chiedeva come interprete per i ruoli drammatici. Ma Nozzari è ricordato per la particolarissima voce – fino a definirlo il “baritenore” – che Stendhal descriveva: «la sua magnifica figura, imponente e malinconica, lo aiutava molto a rendere certi effetti ai quali il librettista non aveva probabilmente mai pensato. Ricordo che i napoletani notarono con stupore la bellezza dei gesti e la grazia tutta nuova che Nozzari aveva nella parte di Otello. Non era abituato a tanto.» e, proprio i cavalli di battaglia del “baritenore” per eccellenza formavano il programma del concerto di Michael Spyres per il Belcanto Festival dell’Opera di Firenze con Orchestra e Coro del Maggio Musicale diretti da David Parry.

Un americano incanta Firenze con un programma che sembrava impresa impossibile e invece, Michael Spyres, nominato “Singer of the Year” dalla Opera Awards 2015, con un percorso professionale che spazia dal Barocco al Ventesimo secolo, si è già affermato saldamente come esperto rossiniano e della Grand Opera francese.

Per i melomani giramondo come il nostro Stefano Sartini, non è certo una novità, ma anche gli appossionati rossiniani, all’ultimo Festival pesarese, hanno potuto constatare il tutto esaurito a ogni sua esibizione e che solo lui (e Varduhi Abrahamyan già applauditissima a Roma in Ascanio del Benvenuto Cellini di Berlioz) ha avuto il “bravo!” al termine de La donna del lago (almeno nella terza recita del 14 agosto). Identico successo lo aveva ottenuto tre anni prima – nella stessa opera, ma in forma di concerto diretta Alberto Zedda – il 23 agosto a chiusura del Rossini Opera Festival 2013.

Un “baritenore” con una vocalità capace di interpretare una sessantina di ruoli (elencati al repertorio del suo sito) e un sorriso aperto e dispponibile di chi, alla domanda dove si rigugia per una pausa da tutto e tutti, risponde “la mia casa in Missouri che io e la mia famiglia abbiamo costruito dal nulla” .

Il programma del concerto ha regalato brani di opere di rara esecuzione oltre all’aria “Oggetto sì adorabile… Perché fra tanti affetti” da Alessandro nelle Indie** di Giovanni Pacini che nessuno dei presenti in sala – almeno da quanto detto durante l’intervallo – aveva mai ascoltato e in molti ci siamo chiesti se non stessimo avendo un sogno collettivo per tutti quei brani nell’arco di due ore.

Per questa impresa, al di là degli acuti o delle profondità baritonali, Spyres si è avalso di Orchestra e Coro del Maggio Musicale magistralmente diretti da David Parry e perfetti nei tempi rossiniani – da brividi la Sinfonia da Ermione – come nella Sinfonia Medea in Corinto di Giovanni Simone Mayr.

Pubblico in delirio al bis “Ah sì, per voi già sento”.
Didascalie immagini
- Michael Spyres subito dopo lo straordinario concerto fiorentino dello scorso 11 ottobre 2016 (Foto © Cinzia Colzi in esclusiva per Arte e Arti)
- Un momento del concerto (Foto © Simone Donati – TerraProject – Contrasto)
- Un momento del concerto (Foto © Simone Donati – TerraProject – Contrasto)
- Un momento del concerto (Foto © Simone Donati – TerraProject – Contrasto)
- Un momento del concerto (Foto © Simone Donati – TerraProject – Contrasto)
- Michael Spyres, David Parry, Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino al termine dello storico concerto del 11 ottobre 2016 (Foto © Simone Donati – TerraProject – Contrasto)
- David Parry alza il braccio di Michael Spyres fra gli applausi scroscianti (Foto © Simone Donati – TerraProject – Contrasto)
In copertina:
Michael Spyres, David Parry, Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino durante l’ovazione del pubblico a fine concerto (Foto © Simone Donati – TerraProject – Contrasto)
Programma
Gioachino Rossini
Da Otello, ossia Il moro di Venezia:
Cavatina di Otello: “Ah sì, per voi già sento”
Da Zelmira:
Aria di Antenore: “Mentre qual fiera… ah! dopo tanti palpiti”
Sinfonia da Ermione
Giovanni Pacini
Da Alessandro nelle Indie:
Scena ed Aria di Alessandro: “Oggetto sì adorabile… Perché fra tanti affetti”
Gioachino Rossini
Da Ermione:
Scena e cavatina di Pirro, “Balena in man del figlio”
Intervallo
Gioachino Rossini
Da La donna del lago:
Cavatina di Rodrigo, “Eccomi a voi”
Da Elisabetta, regina d’Inghilterra
Scena e aria di Leicester: “Della cieca fortuna”
Giovanni Simone Mayr
Sinfonia da Medea in Corinto;
Cavatina di Giasone: “Amor per te penai”
Gioachino Rossini
Da Ricciardo e Zoraide
Scena e aria di Agorante: “Minacci pur: disprezzo”
Note
- ** Alessandro Nelle Indie opera in due atti di Giovanni Pacini (Catania, 11 febbraio 1796 – Pescia, 6 dicembre 1867), su libretto di Giovanni Schmidt basato su Alessandro nell’Indie da Pietro Metastasio (sono circa settanta le opere liriche tratte dal testo del riformatore del melodramma italiano – a iniziare da quella di Leonardo Vinci già l’anno successivo – che, per l’ideologia monarchica implicita nei suoi drammi viennesi, fu oggetto di revival nelle corti della Restaurazione). Rappresentata la prima volta al Teatro di San Carlo di Napoli, il 29 settembre 1824, si trattò di un debutto sofferto perché Pacini, nelle sue Memorie, scrive “Eccoci alla prima sera fatale! Il teatro era affollatissimo poiché trattavasi di dover giudicare un’opera nuova d’un giovane maestro. Rimasi meravigliato (almeno in quell’epoca) del contegno dell’udienza. Si poteva dire di essere veramente ad un teatro di corte. Principia lo spettacolo. Un silenzio perfetto regna durante l’intera esecuzione!… Niuno applauso agli artisti, e per conseguenza neppure al povero maestro. Alla fine dell’opera un mite zi… zi… zi… si ripete in quel vasto recinto. Lascio considerare al lettore lo stato mio! Aveva passato l’intera serata esposto alla berlina (poiché si usava tuttora che l’autore dovesse andare al cembalo altro non facendo che voltare i fogli al violoncello ed al contrabbasso), fra la speranza ed il timore, essendo stato prevenuto che il pubblico di S. Carlo non applaudiva mai alla prima udizione di una nuova musica, ed assicurato che anche il gigante pesarese aveva subito la stessa sorte co’ suoi capi d’opera, principiando dall’Elisabetta. Ma il zittire alla fine dello spettacolo mi spaventò!“
Meglio sarà andata la seconda rappresentazione a cui assistette anche il Re Ferdinando IV perché Pacini annota: “S.M. Ferdinando IV col suo cappello a due punte (che per uso teneva sempre in mano per riparare la vista dai lumi della ribalta, e per marcare la battuta, amando sommamente la musica) si pose ad ascoltare. Ad un piccolo preludio seguiva un coro d’introduzione, e poscia la cavatina della Tosi. Al Re piace molto la voce, ed il modo col quale la precitata cantante declama il recitativo, per la qual cosa S.M. esclama un sonoro brava! Tutta la sala ripete egualmente brava! – S’impone più che mai silenzio. Al largo della cavatina vengono più volte ripetuti i brava! bene! dal Re e dal pubblico. Segue la proposta della cabaletta, eseguita in modo inarrivabile dall’orchestra; il di cui motivo piuttosto vago ed elegante (che divenne poi popolarissimo) piace per cui si raddoppia l’attenzione dell’auditorio. […] L’opera in fine progredì di bene in meglio, poiché la precitata Tosi, la Liparini e Nozzari fecero prodigi di valore. Il successo infine fu tale che per ben 70 sere di seguito il mio Alessandro nelle Indie venne rappresentato su quelle difficilissime scene“. Sempre nelle MemoriePacini descrive copn spirito il suo incontro con il Re, che prima lo motteggia per essersi spaventato di fronte ai suoi cani (“Ne maestro, te si spaventato? non è gnente!“) e poi si congratula con lui per la bellezza della musica: (“Bravo! bravo! […] tu hai fatto una bella musica: mi è piaciuta assai, e spesso verrò a teatro“).
Cast del debutto napoletano del 29 Settembre 1824
Direttore: Nicola Festa
Cleofide (soprano) Adelaide Tosi
Erissena (soprano) Caterina Lipparini
Alessandro (tenore) Andrea Nozzari
Gandarte (tenore) Giovanni Boccaccio
Timagene (basso) Carlo Moncada
Poro (basso) basso Giuseppe Lipparini